2 NOVEMBRE, TRAFFICO IMPAZZITO A CATANIA. ORE PER ENTRARE ED USCIRE DALL’AEROPORTO

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Caos totale tra aeroporto, Fiera dei Morti e Tattoo Convention. I cittadini denunciano: “Una città ostaggio del traffico”

Catania, 2 novembre 2025 : Una domenica da incubo per chiunque abbia provato a muoversi in città. Dal centro all’aeroporto, Catania è rimasta completamente paralizzata dal traffico, tra eventi, code interminabili e una gestione della mobilità che ha lasciato migliaia di persone bloccate per ore.

Fiera dei Morti e Tattoo Convention: due eventi, un solo disastro

Come riportato da La Sicilia, la coincidenza di due grandi eventi — la Fiera dei Morti al Parco Beslan e la Tattoo Convention al centro fieristico — ha portato in città migliaia di auto, senza un piano traffico straordinario.
Viali e svincoli strategici (Kennedy, Fontanarossa, Asse dei Servizi) sono diventati una trappola urbana.

Catania è rimasta ostaggio del traffico”, titola La Sicilia, descrivendo una giornata di caos in cui anche le ambulanze hanno faticato a muoversi.

Aeroporto in crisi: la SAC invita i passeggeri ad anticipare la partenza

Intorno all’aeroporto di Fontanarossa, la situazione è diventata insostenibile. La SAC S.p.A., società che gestisce lo scalo, ha diffuso un avviso ufficiale invitando i passeggeri ad arrivare con largo anticipo per non perdere i voli, segnalando “rallentamenti e code persistenti nelle vie d’accesso”.
In molti casi, tuttavia, neppure partire prima è servito: automobilisti e taxi intrappolati per chilometri, navette ferme per decine di minuti sotto il sole e passeggeri costretti a raggiungere a piedi l’aeroporto trascinando le valigie.

Il docente e musicista Giovanni Grasso, già consigliere comunale, in un reel pubblicato su Facebook racconta l’assurdità vissuta in prima persona: bloccato per un’ora sulla navetta che collega l’aeroporto al parcheggio, un tragitto che normalmente si percorre in cinque minuti a piedi. Nel video, Grasso mostra file interminabili di auto immobili, commentando amaramente:

È inaccettabile. Una navetta ferma da sessanta minuti per percorrere cinquecento metri. Questa città non può gestire un flusso di traffico del genere.

Il suo racconto, diventato virale nelle ultime ore, riassume lo stato d’animo di centinaia di cittadini e viaggiatori: esasperazione e impotenza di fronte a un sistema che si blocca per un evento o per un weekend festivo.

Il problema strutturale

Il collasso di oggi non è solo una conseguenza del weekend lungo. È il sintomo di una mobilità urbana inadeguata, di una pianificazione assente e di un’infrastruttura incapace di reggere gli imprevisti. Catania, una città che ospita eventi internazionali e un aeroporto strategico per tutto il Sud, non può permettersi di restare ferma per ore a causa di una gestione errata del traffico.

Sui social rimbalzano messaggi di protesta e ironia:

“Abbiamo fatto prima a piedi che in macchina.”
“Tra aeroporto, fiera e mare, la città è un parcheggio a cielo aperto.

Molti chiedono risposte immediate e un piano coordinato per la mobilità: corsie preferenziali per i mezzi pubblici, parcheggi di interscambio realmente funzionanti, e una comunicazione efficace che eviti l’effetto imbuto nei momenti di picco.

Oggi Catania ha dato un chiaro segnale: la città è arrivata al limite. Se non si interviene con serietà e visione, ogni grande evento o festività rischia di trasformarsi in un’emergenza cittadina. Non è solo un problema di traffico: è una questione di efficienza, sicurezza e credibilità per un capoluogo che vuole definirsi europeo.

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