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venerdì, Agosto 6, 2021

Roberto Palermo

ALLUVIONI IN GERMANIA: CON LE CASE, CROLLANO GLI ALIBI FINTO-AMBIENTALISTI

Riflessioni sui comodi alibi dei danni alluvionali, troppo spesso associati ad abusi edilizi e disboscamento, in Germania inesistenti

In Germania inondazioni di intere città, realizzate nel pieno rispetto dell’ambiente e della pianificazione urbanistica. Attentissima, come in Belgio come in Olanda, a non alterare gli equilibri idrogeologici. Il tutto in regioni in cui non solo da mezzo secolo non si abbatte un solo albero ma, anzi, si è riforestato tutto il territorio possibile.

E’ evidente che i cambiamenti climatici abbiano un ruolo preminente in quanto sta accadendo. Ma perché quando ciò succede in Italia, ed in particolare al sud, si dà la colpa al disboscamento ed all’abusivismo edilizio, finendo con l’additare le vittime come colpevoli? Siamo proprio sicuri che sia così?

Quanto è successo in aree del del nord Europa, rispettosissime dell’ambiente, deve farci riflettere, casomai, proprio sulla gestione del territorio. Ad esempio, in particolare, quella degli alvei fluviali. Alluvioni simili a quella degli ultimi giorni in Renania sono spesso causate dalla mancata pulizia degli alvei fluviali, come spesso hanno evidenziato i rappresentanti delle comunità locali. Appelli puntualmente ignorati a favore di spiegazioni molto più semplicistiche e molto meno impegnative per chi governa ambiti territoriali più ampi.

Perché “pulire” gli alvei significa liberarli da rovi, sterpaglie e vegetazione incontrollata; e magari dragarli, per compensare il continuo depositi di detriti che, fatalmente, ne limita la portata. Un malinteso senso di conservazione dell’esistente ha fornito un comodo alibi per ridurre sempre di più, negli ultimi decenni, questo tipo di interventi.

L’abbandono crescente delle aree agricole, peraltro, concorre ad un disordine ambientale che non aiuta certo a prevenire gli effetti deleteri di eventi atmosferici che, come sappiamo, sono sempre più estremi. L’assenza dell’uomo ha fatalmente ridotto il controllo dell’irreggimentazione delle acque e delle aree verdi; in poche parole, la “manutenzione del territorio”. La quale, almeno in Italia, viene demandato a corpi forestali o ad enti come il Genio Civile le cui risorse rimangono incredibilmente limitate, nonostante la parola “verde” (o anche “green”) sia la più abusata da politici e giornalisti.

I risultati sono fin troppo chiari ed evidenti nelle immagini provenienti dalla Germania. Dove, con le case, sono crollati tutti i comodi alibi. E ciò al netto dei cambiamenti climatici, spesso tirati in ballo a sproposito e che, anzi, dovrebbero convincere chi ci governa ed impegnarsi seriamente, smettendola di scaricare le colpe sui cittadini.

Chissà se la presenza di questi fenomeni in aree assolutamente esenti dall’abusivismo edilizio e dai taglialegna seriali possa finalmente aiutare a riflettere, senza ipocrisie, sulla gestione del territorio nel terzo millennio.

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