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domenica, Settembre 26, 2021

Roberto Palermo

FORESTALI, INTERVIENE SINALP SICILIA: OCCORRE UNA RIFORMA

SINALP SICILIA chiede la riforma dei forestali, per tutelare la dignità dei lavoratori ed ampliarne le competenze delle competenze

Obiettivo primario: stabilizzazione di tutti i forestali all’interno di un quadro produttivo e di pubblica utilità, per gli addetti alla manutenzione e gli addetti all’antincendio. E’ questo che chiede SINALP SICILIA per il comparto dei forestali siciliani.

“Ampliamento delle competenze dei forestali con nuovi programmi di spesa e collaborazione con gli enti locali inserendo nuovi ambiti come la gestione e manutenzione del verde dei parchi comunali, delle spiagge del Demanio Regionale gestite dai 126 Comuni Siciliani rivieraschi, manutenzione delle strade di competenza regionale, in modo che il comparto possa attingere a fondi da ulteriori canali di finanziamento.” 

E’ quanto propone la Direzione Regionale Sinalp, per bocca di Andrea Monteleone.

“Il Governo del Presidente Musumeci, relativamente al comparto forestale, fino all’anno scorso era riuscito al completamento delle giornate assegnate ai forestali e si era riusciti ad ottenere una significativa riduzione degli incendi boschivi, rispetto a quelli, copiosi, degli anni precedenti, e ci rendiamo conto che le inefficienze denunciate quest’anno vanno in buona parte addebitate alle limitazioni operative imposte dal Governo Nazionale a causa del Covid.

I lavoratori forestali,” continua Monteleone “stanchi di ascoltare le vuote promesse di stabilizzazione che la politica ha sempre elargito a piene mani da quando esiste questo bacino di precariato, stanno pensando sempre più spesso di rivolgersi alla giustizia amministrativa ed ordinaria per aver riconosciuto il risarcimento dei danni causati per l’uso continuato dei contratti a termine, avendo come riferimento l’ormai famosa sentenza del Tribunale di Ragusa che ha dato ragione a parecchi lavoratori forestali.”

“Quindi diventa fondamentale che il Governo Musumeci sostenga fino in fondo una riforma che guarda alla stabilizzazione di tutti i lavoratori forestali.”

Per quanto riguarda i numeri, spesso oggetto di feroci critiche, SINALP precisa:

“Ad oggi abbiamo circa 10mila addetti alla manutenzione e 8mila all’antincendio ma questi 18mila lavoratori precari e part time, in realtà corrispondono a circa 5.800 posti di lavoro a tempo pieno, visto che l’ormai famigerato e vituperato “esercito dei Forestali Siciliani” in realtà è formato da lavoratori che ogni anno lavorano 78 giorni, 101 giorni e 151 giorni.

Siamo stanchi di subire le invettive e gli sfottò dei vari commentatori televisivi e giornalisti prezzolati che “godono” nel comparare i grandi ed indefessi lavoratori forestali della Lombardia o del Veneto che con soli circa 350 addetti a carico delle rispettive regioni, fanno credere all’opinione pubblica nazionale che riescono a curare tutte le immense superfici boschive di Veneto e Lombardia, Alpi comprese. Superuomini comparati con i circa 18mila forestali a carico della Regione Siciliana.

Famosa è rimasta la battuta “un forestale per ogni albero e non riescono a prevenire gli incendi che puntualmente si presentano in Sicilia ogni anno”.

E qui giunge la precisazione più importante, che fa giustizia di un luogo comune ormai consolidato:

Ma nessuno di questi giornalisti e commentatori televisivi hanno mai avuto l’onestà intellettuale di precisare che i 18mila forestali siciliani part time corrispondono solo a circa 5.800 posti a tempo pieno, e che le virtuosissime regioni del nord, che hanno a carico del loro bilancio regionale solo 350 forestali, hanno anche a loro disposizione più di 7.000 operai forestali a tempo pieno per regione a totale carico dello Stato Nazionale, e quindi pagati anche con le tasse dei Siciliani.

In Sicilia, invece “…abbiamo un corpo forestale che ha un’età media di circa 60 anni e non più in grado, nella maggioranza dei casi, di poter assolvere in maniera corretta e sicura al loro compito di “pronto intervento” e quindi deve essere riformato per intero nell’ambito di un progetto di stabilizzazione dei lavoratori di ampio respiro in grado di valorizzarne le professionalità, in difesa del nostro territorio e delle nostre infrastrutture.

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