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sabato, Settembre 25, 2021

Roberto Palermo

TURISMO, BOLZANO DOPPIA LA SICILIA. MA NON DOVEVAMO VIVERE DI SOLO TURISMO?

La notizia, diffusa dal QDS, è che nel 2019 Bolzano ha registrato il doppio di pernottamenti della Sicilia. E ci chiediamo anche perchè!

Il dato è a dir poco deludente: nella provincia autonoma di Bolzano hanno pernottato, nel 2019, più turisti che in tutta la Sicilia. Ed ha anche l’aria di essere credibile, dato che è stato diffuso proprio ieri dal Quotidiano di Sicilia, testata seria. In realtà la notizia sembra incredibile, ma non lo è affatto.

La Sicilia, per chi non lo sapesse, fa anche registrare la metà dei turisti della Corsica. E molti meno della sola Venezia. Una di quelle città che, se le hai visitate, ti hanno fatto capire con pochi sguardi che le presenze turistiche delle città siciliane sono ben poca cosa.

D’altronde, è anche vero che se vuoi visitare gli Uffizi o S. Maria del Fiore a Firenze devi prenotarti almeno una settimana prima. A Palermo capita di non poter visitare Palazzo Abatellis, ma solo perchè nei festivi i custodi non lavorano.

Per il resto, i dati parlano chiaro, e non da ieri. Sono anni che la Sicilia viene regolarmente surclassata da mete turistiche meno belle o interessanti, almeno agli occhi di noi siciliani, che amiamo tanto la retorica della “terra del mare e del sole, crocevia di culture….” e via blaterando.

Si, perchè magari il mare di Rimini non sarà quello di Mondello, ma i romagnoli lo sanno vendere meglio di noi; perchè, oltre che alle parole, pensano anche ai fatti. Ad esempio, dalle loro parti non si verificano versamenti di liquame in mare in piena estate, con relativi divieti di balneazione, revocati a danno fatto.

Eppure, abbiamo ancora nelle orecchie l’eco degli “urrà” sparati a squarciagola da TG, giornali e da politici di tutti gli schieramenti, eccitati per l’ennesimo, farlocco, afflusso record di turisti, a loro dire ogni anno di gran lunga superiore al precedente. Magari aggiungendo i numeri straordinari dei nostri aeroporti, sempre più frequentati da passeggeri provenienti da ogni dove.

Dimenticando,  che la maggior parte di quei passeggeri sono, in realtà, siciliani emigrati al nord o all’estero, a centinaia di migliaia, che durante le vacanze prendono d’assalto qualsiasi velivolo diretto in Sicilia per andare a trovare i genitori. E che aumentano ogni anno che passa…

La realtà è quindi ben diversa da come ce la raccontano e, purtroppo, molto più drammatica. Per comprenderlo, basterebbe leggere quanto scrive Pietro Busetta nel suo ultimo libro “Il lupo e l’agnello”. La Sicilia ed il sud Italia, in generale, hanno numeri molto deludenti riguardo al turismo, anche rispetto al “meno interessante” nord Italia. Per questo l’economista siciliano ha ipotizzato le ZES turistiche, alimentate da adeguati investimenti.

Tuttavia, ha anche scritto che occorrerebbe finalmente ribaltare il detto che ci sentiamo ripetere da almeno mezzo secolo, secondo il quale “potremmo vivere di solo turismo”… Per farlo, non soltanto la Sicilia ma tutto il meridione dovrebbe quintuplicare le proprie presenze turistiche.

Un’assurdità, se si pensa che ciò significherebbe contare su un numero di alberghi cinque volte superiore, che però andrebbero costruiti, con relativo impatto sull’ambiente… Ma anche, aggiungiamo noi, servizi ed infrastrutture cinque volte migliori.

In realtà, sarebbe molto più utile pensare a risollevare i settori che, tradizionalmente, offrono la spinta necessaria ad uscire dalle crisi economiche, come quella in cui la Sicilia si trova imprigionata ormai da decenni: industria, artigianato, servizi, terziario avanzato, logistica. Un campo, quest’ultimo, in cui la nostra isola, al centro del Mediterraneo, potrebbe assumere un ruolo di rilievo mondiale.

Viceversa, non ne usciamo. Al massimo, quando avremo perso altri tre milioni di abitanti (dopo i 600.000 che ci hanno lasciato negli ultimi 20 anni) saremo forse in grado di sfamare gli abitanti superstiti con il turismo. La maggior parte saranno camerieri, animatori e guide turistiche, oltre che percettori del reddito di cittadinanza, ma sarà sufficiente… Di ingegneri, architetti, economisti e similari, a quel punto, non ne avremo più di bisogno.

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