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domenica, Dicembre 5, 2021

Roberto Palermo

ULTIM’ORA: PONTE SULLO STRETTO, I PROGETTISTI SCRIVONO A DRAGHI

CLAMOROSA INIZIATIVA DEI PROGETTISTI DEL PONTE SULLO STRETTO, CHE SCRIVONO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. IN ANTEPRIMA SICILIA IN PROGRESS VI MOSTRA IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA

 

Il prof. Enzo Siviero, Luminare in campo internazionale sulla progettazione di ponti, nonchè Direttore responsabile della rivista Galileo e Rettore dell’Università eCAMPUS, in rappresentanza dei componenti del Comitato Scientifico della Stretto di Messina SpA, società che si è occupata della progettazione e dell’appalto del Ponte sullo Stretto dal 1981 al 2013, ha appena scritto una nota al Presidente del Consiglio Mario Draghi.

L’intento è quello di riprendere finalmente il discorso dell’Opera già appaltata e poi accantonata, indispensabile ad unire la Sicilia al Continente. Grazie allo stesso prof. Siviero, abbiamo la possibilità di farvi leggere il testo integrale della nota:


Pregiatissimo Presidente Mario Draghi,

ho il piacere di trasmettere a nome dei colleghi professori Ballio, Borri, Castellani, D’Asdia, Muscolino e Prestininzi, già componenti del Comitato Scientifico della già concessionaria di Stato Stretto di Messina SpA, una nota che vuole dare un contributo di chiarezza ad alcune tematiche emerse recentemente così come enunciate dal Ministro Prof. Enrico Giovannini, che non sembrano corrispondere alla realtà dei fatti.

Molto ho già personalmente esplicitato in sede di audizione il 30 ottobre 2020 resa all’apposito gruppo di lavoro MIT.

Peraltro già nel 2009 era stato pubblicato il libro “THE MESSINA STRAIT BRIDGE A CHALLENGE AND A DREAM” editato in inglese da CRC Group e scritto da alcuni dei più importanti artefici  del progetto nei propri settori di competenza. Inoltre nel 2011, in occasione dell’approvazione da parte del CdA di Stretto di Messina del progetto definitivo è stato preparato un corposo rapporto direzionale che partendo dall’organizzazione e dalle procedure messe in atto dalla SdM descrive gli studi, le attività svolte e le soluzioni progettate.

Infine sul tema “Ponte del Mediterraneo” ho recentemente editato il numero speciale 248 della rivista on line Galileo che dirigo da oltre 30 anni reperibile al sito www.collegioingegneripadova.it

Mi piace sottolineare come per il collegamento tra il Ponte e la viabilità locale, è stata portata avanti e sviluppata dalla società concessionaria una progettazione complessa, grazie anche al decisivo contributo delle Autorità ed Università locali.

Ancora corre l’obbligo di ricordare che circa la metà del costo del “progetto ponte” è destinata alla realizzazione di viadotti e gallerie per rendere possibile i collegamenti autostradali e ferroviari con le reti di trasporto esistenti e programmate. In effetti non è stato progettato solo il Ponte, ma tutto il collegamento stabile viario e ferroviario tra Sicilia e Continente, ivi compresa la realizzazione della Metropolitana, lo spostamento della Stazione Ferroviaria di Messina, la riqualificazione dei due Waterfronts Messina-Villa San Giovanni, nonché tutte le opere di mitigazione ambientale. Va da se che eventuali altre soluzioni comporterebbero ulteriori studi stravolgendo completamente il lavoro fatto e le soluzioni progettate, con conseguenti tempi e costi difficilmente prevedibili.

Confidiamo nel Ministro Giovannini affinché evidenzi, come del resto fatto dalla “Commissione De Micheli”, i fondamentali motivi che rendono indispensabile e non più procrastinabile questa grande opera che, unitamente alle altre infrastrutture necessarie per il Sud, consentirebbe al Mezzogiorno d’Italia di non “allontanarsi” sempre di più dal Nord e dall’Europa (già nel 2003 la Commissione Van Miert aveva inserito il Ponte nel Corridoio prioritario europeo n.1 Berlino-Palermo).

Al riguardo non possiamo non considerare il lento ed inesorabile spopolamento della Calabria, ormai divenuta la Regione con la minore densità abitativa d’Italia, con il suoi 1.8 milioni di abitanti, così come la Sicilia che vede sempre più numerosi suoi cittadini spostarsi altrove. Solo nell’ultimo decennio l’emigrazione ha registrato numeri che vanno ben oltre le 100 mila unità, e se dovesse continuare l’accelerazione iniziata nel 2018, nel 2045 l’isola sarà sotto i 4 milioni.

L’opera darebbe impiego a quanti, oggi, risultano sotto-impiegati ed hanno necessità di sussidi statali: operai in cassa integrazione.

Né può essere ignorato il costo dell’insularità siciliana reso noto, sulla base di uno studio regionale, dal vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao in oltre 6 miliardi di euro all’anno (il costo dell’intero collegamento stabile comprese le opere a terra).

Infine corre l’obbligo di segnalare che il dibattito pubblico è già stato ampiamente svolto prima dell’approvazione del progetto definitivo e riproporlo nuovamente farebbe slittare ulteriormente e di molto, una decisione operativa che è ormai improcrastinabile.

Un’ultima considerazione riguarda l’incoerenza di chi si straccia le vesti per il pericolo rappresentato dal cambiamento climatico e dall’eccessivo inquinamento, mentre, nel contempo, si accetta l’incremento delle emissioni climalteranti intensificando il traghettamento sullo Stretto, al solo scopo di rinviare la realizzazione di un’opera che, trascorso il breve periodo dei lavori, eliminerebbe il problema alla radice.

Da qui una esortazione: si sono persi 10 anni! Non perdiamone altri 10.

Signor Presidente La ringrazio per la cortese attenzione. Sono certo che vorrà valutare positivamente questo contributo di conoscenza reso a beneficio della collettività.

Sia io sia i colleghi siamo disponibili ad esporre personalmente quanto indicato.

Resto in attesa di un cortese riscontro.

Distinti saluti

                                                                            Padova, 20 settembre 2021

ENZO SIVIERO

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7 Commenti

  1. io nella mia vita ho percorso tanta strada, dovendomi trasferire da palermo a treviso per insegnare, sono stati 10 anni di fare sù e giù dall’italia. Necessariamente in inverno con il treno, con tutta la famiglia con figli piccoli, quando si arrivava allo stretto, erano almeno altre 3 ore di attesa, per traghettare, per un complessivo di 30 ore. Quando scendevo e risalivo in estate, con la macchina, bisognava attendere alle volte 4 ore sotto il sole cocente. Vorrei semplicemente dire al Presidente Draghi, se è ancora tempo di trattare cittadini italiani, in questo modo, ricordo che mio nonno picciotto palermitano si unì ai garibaldini, per cacciare quei borboni che della sicilia, ne facevano carne da macello, inoltre mio padre partecipò alla ritirata di caporetto, pur ferito da una baionetta aiustrica, come premio nella 2° guerra mondiale avendo 54 anni con 8 figli richiamato nella sussistenza, tutto questo lo si può vedere nel mio sito http://www.aldosessa.it questi sono gli italiani che ancora attendono questo benedetto PONTE…………..

  2. E’ da oltre 60 anni che si parla della costruzione del ponte sullo stretto di Messina, un ponte diventata una chimera per tutti i meridionali, soprattutto per Calabresi e Siciliani. Mentre in Italia si fanno solo chiacchiere per illudere la popolazione ecco cosa hanno fatto tra la Svezia e la Danimarca.
    Il ponte che arriva dalla Svezia si trasforma in un tunnel sotto il mare e riappare in Danimarca; entrambi i paesi uniti da una meravigliosa opera di ingegneria. Ha una lunghezza di ben 16 KM (e da noi 3 Km sono tanti) e collega la Danimarca con la Svezia attraverso lo stretto di Oresund. Questo ponte è stato costruito nel 2000 e consente il passaggio di autovetture(autostrade) e treni tra la Danimarca e la Svezia. Prima della sua costruzione tutto il traffico tra i due paesi era effettuato in traghetto. Ma in Italia la nostra classe politica ormai ci ha abituato ad illudere il popolo italiano con la promessa di grandi opere utili alla popolazione e allo sviluppo. Si possono citare molti esempi ma la costruzione del ponte sullo stretto di Messina è diventata solo e soltanto una favola che ci hanno raccontato da decenni. Oggi l’ingegneria è capace di superare qualsiasi ostacolo di fattibilità per la costruzione delle grandi opere, ma in Italia no: tutto diventa difficile per non parlare poi delle loro gestione. Una volta si parla di problemi legati all’ambiente, una volta delle correnti marine, un’altra volta alla necessità di creare in Calabria e in Sicilia quelle infrastrutture, come strade, linee ferroviarie ecc.. ma queste possono in essere fatti in concomitanza alla costruzione del ponte. Ormai quella della costruzione di questa opera è diventata una discussione ripetitiva da renderla stucchevole che oramai nessuno più ci crede. Ci si chiede il perchè di questa favola? Si dice che a pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca. La gente comune dice che il ponte sullo stretto non si farà mai perchè esistono troppi interessi economici in gioco con la gestione dei traghetti, fonte di notevoli guadagni rilegati alla mafia. Altri affermano che servono pure ad oleare la classe politica. Sarà vero? La risposta a chi di…. dovere. Poco importa perchè ancora del Ponte sullo stretto se ne parlerà per anni e l’illusione per siciliani e calabresi… continuerà

  3. Interessante l’intervento di Enzo Siviero, che però ritengo incompleto. Ritengo sia importante accompagnare la lettera sottolineando quanto segue:
    A proposito di fondi europei per il rilancio d’Italia e d’Europa.
    Il porto di Augusta è di primaria importanza in quanto rientra nei cosiddetti “corridoi” europei denominati Ten-T, ovvero un insieme di infrastrutture lineari (ferroviarie,stradali e fluviali) e puntuali (nodi urbani,porti, interporti e aeroporti) considerati rilevanti a livello comunitario. Il porto di Augusta è inserito nelle Reti Ten-T Core Network del corridoio Scandinavo-Mediterraneo (Helsinki-Malta), come Porto, prevalentemente industriale, Strategico dell’Unione Europea (assieme al porto di Catania, prevalentemente cabotiero e crocieristico) PER LA SUA POSIZIONE BARICENTRICA, AL CENTRO DEL MEDITERRANEO, LUNGO LE ROTTE DEL TRAFFICO INTERNAZIONALE (META PREFERITA PER LE FLOTTE NAVALI CHE TRANSITANO NEL MEDITERRANEO) E IN POSIZIONE EQUIDISTANTE FRA IL CANALE DI SUEZ (RECENTEMENTE RADDOPPIATO) E GIBILTERRA.
    “Si tratta del più grande Porto naturale del Mediterraneo, all’interno del quale si trova altresì il Porto petrolifero (il più grande ed importante d’Italia). Occorre intensificare e spingere al massimo il piano d’interventi, in parte già programmato, per dare vita ad una logistica moderna, grazie ai nuovi collegamenti ferroviari che saranno istituiti tra l’area portuale, l’interporto e gli aeroporti, tutti già esistenti.
    (fonte: Il Sole 24 Ore del 28/09/20 – Guida Regioni)”.
    Occorre realizzare questo fondamentale corridoio attraverso l’alta velocità ed il collegamento veloce con Messina e la Calabria, con la realizzazione, anch’essa prioritaria, del Ponte sullo Stretto.
    (M.S.)

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