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lunedì, Novembre 29, 2021

Roberto Palermo

CASTELVETRANO-PORTO EMPEDOCLE, L’IDEA FLOP DEL RIPRISTINO A SCARTAMENTO RIDOTTO

NASCE GIA’ MORTA L’IDEA DEL RIPRISTINO DELLA FERROVIA CASTELVETRANO-PORTO EMPEDOCLE CON LE STESSE CARATTERISTICHE DEL 1800

Noi di Sicilia in Progress abbiamo più volte sollevato dubbi sull’applicabilità della Legge 128 del 2017 riguardante le cosiddette “Ferrovie turistiche”. Non sono mancati, in questi 3 anni di vigenza della citata Legge episodi che dimostrassero, al di là di ogni dubbio, la fondatezza delle nostre tesi.

In particolare, abbiamo più volte avvertito l’inconsistenza dell’atto legislativo, in quanto mancante, tuttora, di Regolamento di attuazione nonché, tanto meno, di copertura finanziaria. Chi conosce da vicino la complessità dell’esercizio ferroviario ed i suoi costi non poteva non cogliere la totale assenza di questi requisiti fondamentali, a corredo della Legge.

Allo stesso modo, a chi enfatizzava l’utilità della Legge per la tutela dei sedimi ferroviari dismessi, sono state manifestate non poche perplessità.

Con queste ed altre perplessità abbiamo accolto la notizia della convocazione del cosiddetto “tavolo tecnico” per il ripristino di una di queste linee dismesse, la Castelvetrano-Porto Empedocle, limitatamente al tratto Castelvetrano-Porto Palo. Linea ferroviaria a scartamento ridotto chiusa all’esercizio ferroviario da 36 anni.

Chi avesse studiato sul serio le vicende legate alla dismissione della linea avrebbe subito compreso cha alla base di questa scelta vi fu proprio l’utilizzo di uno scartamento del tutto peculiare, che rendeva necessario l’utilizzo di mezzi ad hoc. Il che aumentava enormemente i costi di esercizio di una linea già gravata dalla pesante concorrenza del gommato.

Niente di più sbagliato, quindi che richiederne la riapertura con lo stesso scartamento, riproducendo, in chiave moderna, le stesse problematiche del passato. Così come è del tutto errato ipotizzare un ripristino sullo stesso sedime preesistente, dall’andamento plano-altimetrico tortuoso e del tutto incompatibile con il moderno esercizio ferroviario. Inoltre, è ancora più errato ignorare quanto avvenuto negli ultimi 36 anni lungo tutto l’ex tracciato ferroviario.

Tre errori puntualmente commessi da chi ha voluto, insistentemente, percorrere la strada del ripristino “filologico” aggiungendone un quarto: l’utilizzo di mezzi d’epoca, opportunamente restaurati. Il che farebbe presumere il riprodursi di quanto abbiamo visto nelle poche linee ferroviarie italiane dismesse e poi riaperte (col contagocce) all’esercizio: pochi treni al mese, se non all’anno, per eventi occasionali. Turismo si, ma a dosi omeopatiche, dal momento che nel migliore dei casi le ferrovie turistiche hanno trasportato qualche centinaio di passeggeri al mese.

Con queste poco esaltanti premesse si è aperto il “tavolo tecnico” tenutosi presso il teatro “Selinus” di Castelvetrano del 1 ottobre scorso. Le cronache che abbiamo letto sulla riunione che ha coinvolto varie associazioni ed enti locali territoriali, ci restituiscono bei discorsi, entusiasmo ed importanti prospettive per il futuro. Ma già fra le stesse righe trionfali, a denti stretti, si colgono le “prime criticità, non meglio precisate.

E’ bastato aspettare due giorni per avere una prima idea di queste “criticità” grazie all’intervento del Direttore della Riserva Naturale Orientata “Foce del Fiume Belice”, istituita nel 1984 intorno al tracciato della linea; la cui esistenza, evidentemente, è sfuggita ai promotori dell’ improvvida iniziativa.

In una lunga nota pubblicata da “castelvetranonews.it” il dott. Roberto Fiorentino ha sentito il bisogno di rammentare la presenza di vincoli paesaggistici che impongono di “sottoporre il progetto a procedura di valutazione di incidenza” descrivendone, nel seguito, tutte le fasi.

E per sgomberare il capo da qualsiasi equivoco, ha concluso con una frase perentoria: “si potrebbe già concludere che è improbabile che per la costruzione dell’opera in oggetto….. non si producano effetti significativi sul sito Natura 2000 e che già dalla fase di screening, il progetto avrebbe una valutazione poco favorevole”.

Più che una nota chiarificatrice, una condanna senza appello. Che ricade sulla faciloneria di chi ha ipotizzato un ripristino ferroviario senza esaminare le condizioni al contorno e, soprattutto, ignorando l’importanza degli enti preposti a tutelare l’ambiente. Al punto da convincere il Direttore della Riserva a snocciolare tutte le fasi approvative di un eventuale progetto.

Un intervento che appare quasi come una pietra tombale su un’ipotesi che non soltanto avrebbe minacciato la Riserva naturale della foce del Belice, ma anche la bellissima pista ciclabile realizzata tra Porto Palo, Menfi e il fiume Carboj. Tutti aspetti colpevolmente trascurati da chi non sogna un vero ripristino ferroviario, ma il ritorno ad un passato che non esiste più, cancellato da 36 anni di evoluzione dei territori e di scelte urbanistiche e di mobilità ormai consolidate.

In realtà, chi scrive non esulta affatto per l’insuccesso dell’iniziativa, che potrebbe compromettere un ritorno della ferrovia che, comunque, è sempre possibile. Esiste infatti un modo per riportare i treni nel territorio compreso tra Castelvetrano e Porto Empedocle senza arrecare alcun danno al patrimonio esistente, ambientale o urbanistico che sia. Ed offrendo ai territori servizi ferroviari in grado di collegarli con il resto della regione e con il continente, sottraendoli al loro attuale isolamento.

L’ipotesi è quella di una ferrovia a scartamento ordinario, su nuovo tracciato, già presentata proprio su questo sito ed accolta con favore dalla stampa locale e dell’amministrazione del comune di Menfi.

Un tracciato moderno, performante e sostenibile, con caratteristiche plano-altimetriche tali da consentire sia il moderno esercizio ferroviario, sia la presenza di treni turistici, o storici. Realizzato attraverso un approfondito studio della situazione urbanistica ed ambientale esistente, esso può comunque facilmente accogliere le possibili varianti o prescrizioni indicate dagli enti territoriali. Un’ipotesi che sarebbe stato opportuno discutere nell’ambito dell’iniziativa del 1 ottobre scorso, alla quale, insieme ad altri soggetti impegnati da tempo per il ripristino delle ferrovie dismesse, non siamo stati invitati.

Avremo modo di proporre in altre sedi la nostra proposta, ma siamo comunque disponibili ad arricchire il confronto sul tema nelle prossime sedute del “tavolo tecnico”. Consapevoli che in democrazia, il confronto delle idee può portare solo risultati positivi.

La convinzione di essere depositari della verità rivelata, solo disastri.

Nuova linea Castelvetrano-Porto Emepdocle
La nostra proposta progettuale per la nuova linea ferroviaria Castelvetrano-Porto Emepdocle

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