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lunedì, Novembre 29, 2021

Roberto Palermo

CIRCONVALLAZIONE DI PALERMO, LA FOTO D’EPOCA: VI SPIEGHIAMO DOVE E QUANDO

UNA FOTO DELLA CIRCONVALLAZIONE DI PALERMO CI RIPORTA INDIETRO DI 31 ANNI. VE NE ILLUSTRIAMO IL CONTENUTO

Il 4 marzo 1990, da un appartamento all’8° piano di un palazzone all’angolo tra via del Quarnaro e viale Regione Siciliana, un giovane studente universitario fotografava con la sua reflex Yashica semi-automatica una foto al panorama sottostante.

Inquadrava la parte di viale Regione Siciliana visibile da lassù, dove da anni si lavorava al quadruplicamento della carreggiata: si sarebbe passata da una a 4 carreggiate, di cui due centrali più ampie per i flussi veloci e due laterali destinate al traffico locale.

Il lotto a cui si stava lavorando era quello compreso tra via Sardegna (nelle vicinanze del logo dello scatto) e via Altofonte, dalla parte opposta della città. In quell’epoca, questo tratto di circonvallazione era allo stato di avanzamento più arretrato: tra via Altofonte e via Giafar i lavori erano conclusi da un pezzo, e comprendevano alcuni sottopassi molto profondi. Mancavano ancora, come mancano tuttora, lo svincolo Oreto, dove tuttavia le quattro carreggiate complessive erano presenti prima ancora che iniziassero i lavori, e le carreggiate laterali del ponte Corleone.

Da parte opposta, i lavori tra via Belgio e Tommaso Natale erano in buono stato di avanzamento, ma avevano subito un forte rallentamento a causa della scoperta di alcune grotte sottostanti il tracciato autostradale poco a nord dell’ospedale Cervello, poi scavalcate con 4 ponti metallici. In questo punto si era scelto di realizzare la nuova arteria a 4 carreggiate, dallo svincolo di via Belgio fin quasi a Cardillo (dove era stato realizzato lo svincolo asimmetrico della Zona Industriale Nord) in sede propria, lasciando al vecchio tracciato il compito di collegamento locale all’interno dell’area industriale di S. Lorenzo.

Tornando alla foto, essa ci mostra chiaramente le auto in transito, suddivise tra la carreggiata laterale di valle, in basso nella foto, per i veicoli diretti a nord, e la rampa di immissione al nuovo svincolo di viale Lazio per i veicoli diretti a sud, provenienti dalla carreggiata centrale percorribile nel tratto già in esercizio oltre via Belgio.

Al centro, le carreggiate centrali ancora in fase di definizione. In realtà, esse presentano già lo spartitraffico e le cunette laterali (visibili a sinistra) e mancano, in sostanza, della pavimentazione. Tuttavia, i lavori sono fermi per consentire la realizzazione dei plinti per i piloni della futura sopraelevata, previsti nell’ambito dei lavori: nella foto se ne vedono due, di cui uno ancora contenuto nella cassaforma metallica. Si noti come i plinti, nella parte sotterranea, coprano un’area che si estende fin oltre la metà di ognuna delle due carreggiate. Per tale motivo, la loro realizzazione doveva essere antecedente alla stesa della pavimentazione stradale.

Altro particolare: la foto mostra delle tubazioni di grande diametro sparse qua e là a segnare, in qualche caso, la recinzione del cantiere. Si tratta dei tubi dell’acquedotto sottostanti la carreggiata preesistente, che correva immediatamente a fianco la carreggiata laterale visibile in basso (al di qua dei piloni per chi osserva). La tubazione è stata dismessa dopo la realizzazione di un’analoga tubazione realizzata sotto la carreggiata laterale di valle i tratti di circonvallazione interessati dall’abbassamento della carreggiata, ovvero in corrispondenza di ogni svincolo.

Un lavoro lungo e problematico, indispensabile per non lasciare a secco la maggior parte della città, che nel corso degli anni ha ulteriormente rallentato un’opera realizzata sempre in presenza di traffico. Un traffico il cui volume si può facilmente immaginare, gravato a sua volta dalle continue deviazioni necessarie a liberare le aree di cantiere.

Una foto che fa comprendere solo in minima parte tale complessità e che ci fa riflettere. Da una parte, per il progresso della viabilità ottenuto con la realizzazione di un’opera fondamentale e tuttora indispensabile per Palermo. Ma anche il rammarico nel pensare che molte delle opere previste, già bloccate allora, non hanno conosciuto, dopo  oltre 30 anni, la loro ultimazione.

Nel filmato, la spiegazione del contenuto della foto su “Progress on Line” del 21 ottobre 2021

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