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lunedì, Novembre 29, 2021

Roberto Palermo

SCAVO ALLA CALA, ARRIVA L’ESPOSTO

I CONSIGLIERI DI “OSO” GIULIA ARGIROFFI E UGO FORELLO CON UN’ESPOSTO DENUNCIANO LA PERICOLOSITA’ DELLO SCAVO ALLA CALA

Da diversi giorni la città di Palermo, già in cima alle classifiche europee per la “piaga” del traffico, si è messa ulteriormente alla prova, mirando al primato mondiale, se non galattico. Allo scopo, si è intelligentemente pensato di mettere in crisi l’unica arteria che rimane alla città, se si esclude la travagliata circonvallazione, per gli spostamenti principali quelli nord-sud e viceversa: l’asse Foro italico-Cala-Crispi.

E proprio tra la Cala e via Crispi, strategicamente, si è pensato di autorizzare uno scavo in piena carreggiata. Che già, di suo, sarebbe un problema, ma che fatto e recintato in maniera opportuna diventa un ostacolo insormontabile, assicurando le tanto agognate file chilometriche. Il primato universale è quindi assicurato.

Battute a parte, il caso è serio, anzi serissimo, ed ha fatto ridere molto, ma molto poco le migliaia di palermitani che hanno avuto la ventura di capitare da quelle parti, magari in direzione Foro Italico. Dove hanno trovato lo scavo di cui sopra, ad opera dell’impresa  AMEC S.r.l impegnata ad eseguire i lavori di “disinquinamento della fascia costiera dall’ Acquasanta al fiume Oreto – Adduzione delle acque al depuratore di Acqua dei Corsari mediante il potenziamento del Sistema Cala” . Gli stessi che da qualche anno interessano la via Roma, altra strada martire della città.

Non soltanto hanno trovato la carreggiata ridotta ad una sola corsia, ma hanno rischiato anche la pelle. Le foto dell’arch. Argiroffi, consigliere comunale di “OSO” postate nel suo profilo (e condivise nella pagina Palermo in Progress) il 30 ottobre scorso, che mostravano  il bordo di uno scavo profondo, privo di armature di sostegno, parlavano chiaro. L’invito ad evitare di percorrere la strada era più che sensato, anche se difficile da rispettare, data l’assoluta assenza di percorsi alternativi. Qualcuno aveva anche chiesto la sospensione temporanea della ZTL, in modo da consentire il pieno utilizzo di via Roma, ma da Palazzo delle Aquile hanno subito risposto picche.

Il gruppo “OSO”, rappresentato dai consiglieri Giulia Argiroffi, sopra citata, ed Ugo Forello ha intanto fatto partire il 9 novembre scorso l’esposto all’ASP (ente preposto al controllo della sicurezza nei cantieri) ed alla Polizia Municipale. Lo riproduciamo integralmente di seguito, con tanto di documentazione fotografica. La quale mostra anche l’incidente più prevedibile della storia, tra un TIR ed un’auto, scivolata con una ruota dentro il baratro. Il tutto circondato dal più grande ed inaccettabile sprezzo per le norme della sicurezza stradale, oltre che per il buon senso.

Inoltre, consultando anche l’ordinanza n°1067 del 28 settembre scorso, che proroga l’autorizzazione precedente ad eseguire i lavori (n° 335 del 06 aprile 2021) scopriamo un’altra bazzecola: i lavori dovevano consentire il passaggio non di una, nè due, ma ben tre file di auto. Lo spazio necessario si sarebbe dovuto ricavare dalla momentanea demolizione dello spartitraffico, espressamente indicato nei grafici allegati. Lavoro che, a quanto si può vedere dalle foto, che potete confrontare con il grafico allegato all’ordinanza sotto riportato, sembra non essere stato fatto.

cala espostoA questo punto ci chiediamo come possa l’amministrazione comunale, giustamente attenta alla legalità, chiedere il rispetto delle regole ai cittadini (altrimenti additati come “panormosauri”) se poi non è capace di far rispettare le più elementari norme di sicurezza, sancite a chiare lettere nelle proprie ordinanze. Le quali appaiono come inutili ed artificiosi pezzi di carta, non riuscendo a garantire il regolare deflusso veicolare neanche in un’arteria fondamentale della città.

Niente paura, comunque: dopo almeno una decina di giorni da incubo, il cantiere più invasivo e pericoloso del mondo è stato frettolosamente rimosso, con il completo riempimento dello scavo. Chissà se l’impresa avrà concluso i lavori previsti che, per la cronaca, dovevano servire a collegare il tratto di collettore realizzato in microtunneling (in questo video la spiegazione di questa tecnica di scavo) a monte dello scavo con il tratto della conduttura esistente al di sotto della strada che circonda la Cala. O se torneranno a deliziare i palermitani con un nuovo scavo, per completare l’opera rimasta “in tredici”…

Di seguito, copia integrale dell’esposto a firma dei consiglieri di “OSO” Argiroffi e Forello con relativa documentazione fotografica 

cala esposto

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