Quello delle buche, negli ultimi giorni, è diventato un problema enorme per gli automobilisti, che non trovano pace in nessuna parte della città. Nel silenzio assoluto dell’Amministrazione, parte la raccolta di firme sui social

Alcune sono ormai diventate leggendarie. Desta particolare allarme la buca segnalata in via Notarbartolo, nella corsia riservata alle auto accanto i binari tranviari, come mostra la prima foto. La successiva immagine riguarda invece il manto stradale intorno al Policlinico, soprattutto nei pressi del Pronto soccorso, particolarmente insidioso per le ambulanze. In questo caso si nota la caratteristica “deformazione a pelle di coccodrillo” ripresa nelle foto scattate in via del Vespro ed in via Sebastiano La Franca.
Un ammaloramento dovuto al cedimento degli strati profondi della pavimentazione, tipico di strade sottoposte a carichi notevoli e ripetuti per molti anni. In queste condizioni, vista l’inerzia dell’amministrazione, non ci rimane che raccomandare prudenza agli automobilisti. E sostenere la RACCOLTA DI FIRME che già sta spopolando sui social (per aderire, CLICCARE QUI) dove ha già raccolto quasi 1000 firme in poche ore. Gesto che serve, più che altro, a segnalare il disagio dei cittadini, dal momento che a riparare le buche dovrebbe essere altri…
Il Comune, sempre più in difficoltà rispetto a problemi che altrove sarebbero di ordinaria amministrazione, intanto tace. Parla invece RAP, incaricata non più della manutenzione delle strade (che le è stata tolta nel luglio scorso), ma di ” interventi puntuali di emergenza”: la municipalizzata lamenta la carenza di personale e lo sforamento del tetto mensile di interventi, a causa delle copiose piogge delle settimane scorse.
Sarebbe il caso di rammentare che la formazione delle buche non ha luogo in presenza di pavimentazioni in buone condizioni, ma soltanto laddove l’ammaloramento è già in stato avanzato. Ad esempio, dove le fessurazioni sono ormai profonde e l’acqua può penetrare agevolmente fra due strati successivi, rendendo possibile il distacco di quello più alto. Da cui la formazione della buca, che pertanto è il risultato di lunghi anni di manutenzione sbagliata o del tutto assente.
Questo per ristabilire la verità dei fatti, a vantaggio dei tanti palermitani che, in questi giorni, hanno subito la rottura dei semiassi o la foratura dei pneumatici. Per non parlare di motociclisti e ciclisti, che certamente hanno rischiato, e rischiano, di più.
Almeno per quanto riguarda i secondi, resta la consolazione di poter contare sulla “Consulta per la bicicletta” che ci auguriamo intervenga decisamente, come ha fatto per le radici degli alberi (?) o le curve “a gomito” in piena pista ciclabile (??); speriamo almeno che, in questo caso, l’effetto sia diverso da un cartello stradale fuori posto, unica cosa ottenuta in oltre un anno di attività.
Ironia a parte (si, eravamo ironici…) il Comune, prima o poi dovrò risarcire il danno ai tanti palermitani incappati nelle buche, sommando alla pessima figura un ulteriore aggravio per le casse pubbliche.
Insomma, un altro capolavoro amministrativo, l’ennesimo. Di fronte al quale ci piacerebbe sapere dove sia finita la spinta idealista che aveva causato, addirittura, l’occupazione di Palazzo delle Aquile. E cosa ne pesano, di tutto ciò, coloro che additavano come “nemico della città” chiunque mettesse in discussione l’operato di sindaco e giunta. Beh, se questi sono gli amici….
Buca in via Notarbartolo
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Buca nei pressi del Policlinico

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