IL PONTE CORLEONE DIVIDE GIA’ IN DUE LA CITTA’ E LA SICILIA, MA LE DICHIARAZIONI DEI POLITICI SEMBRANO IGNORARLO. PERCHE’ SARANO NECESSARI TEMPI LUNGHI

Come abbiamo letto su un comunicato stampa del 24 dicembre scorso, secondo la giunta comunale le misure adottate per limitare ad una sola corsia il Ponte Corleone  “non sono il risultato di scelte politiche” ma “attengono ai pareri tecnici” conseguenti alle indagini effettuate sulla struttura, nelle settimane scorse, da una ditta specializzata.

Giusto, giustissimo. D’altronde, ci è stato a suo tempo spiegato che la decisione di riempire la città di linee tranviarie non era certo politica, essendo scaturita da studi e pareri tecnici più che autorevoli…  Perché, quindi, dovrebbe esserlo ridurre al lumicino il ponte più importante della città?

Battute (amare) a parte, sul Ponte Corleone siamo quindi al dunque, con gli ultimi provvedimenti di limitazione del traffico che confermano, per sommi capi, quanto avevamo scritto sul nostro sito www.siciliainprogress.com analizzando una precedente indagine strutturale (11 febbraio scorso). E che fatalmente stanno dividendo la città di Palermo in due, causando code chilometriche a tutte le ore del giorno, oltre ad isolare dal resto delle terre emerse la parte occidentale della Sicilia.

Un’ordinanza (la n. 1448 del 16/12/2021 ) fissa infatti sul Ponte Corleone un innalzamento del limite di velocità a 60 Km/h (non più a 30) ma anche la limitazione del carico a 44 t. e soprattutto la riduzione del passaggio ad unica corsia per direzione di marcia, centrata rispetto alla carreggiata.

Provvedimenti necessari per salvaguardare l’incolumità pubblica, a causa di uno stato di ammaloramento che non può più consentire indugi, e di cui abbiamo trattato in un altro articolo del nostro sito.

Fin troppo comodo, di fronte a tutto ciò, scaricare la responsabilità sui tecnici, trattandosi di decisioni ormai improrogabili, alla luce delle numerose indagini che si sono succedute nel tempo sull’importante infrastruttura. Le prime di esse risalgano addirittura al 2004, ma nel frattempo gli amministratori palermitani, quelli che esternano oggi o i predecessori (non importa), si siano puntualmente voltati dall’altra parte.

Diciamola giusta, quindi: le cause di questo pasticcio saranno anche tecniche, ma le responsabilità sono sicuramente politiche, come avviene sempre in questi casi, anche se i nostri amministratori fanno finta di non saperlo. Non basta certo un comunicato stampa per farlo dimenticare ai cittadini palermitani che, é bene ricordarlo, non portano gli anelli al naso….

Ma c’è di più: gli interventi disposti con l’ordinanza di cui sopra ovviamente sono precauzionali, e non risolvono di certo i problemi del ponte. Per farlo, occorre aspettare che si avviino, finalmente, i lavori per realizzare le carreggiate laterali, in fase di progettazione. E qui si apre un mondo che, ancora una volta, lascia poco spazio all’ottimismo, essendo del tutto improbabile che si verifichi quanto abbiamo letto sui tempi necessari per l’intervento.

Ovvero che tale progettazione sarebbe durata circa due mesi per poi poter affidare i lavori, con inizio degli stessi nei primi mesi del 2022. Previsione irrealistica per almeno due motivi:

  • anche se materialmente il progetto fosse redatto entro due mesi (per opere del genere sarebbe un tempo più che accettabile) l’elaborato deve essere approvato: ciò avviene dopo aver recepito tutti i pareri da parte degli Enti competente (Genio Civile e Sovrintendenza in primis) ed aver ottemperato agli stessi;
  • in seconda battuta, prima di avviare i lavori, bisogna anche aggiudicarli con regolare gara di appalto e successiva contrattualizzazione previa verifica dei requisiti dell’impresa prescelta. Procedure che, anche con le prerogative commissariali vanno eseguite secondo passaggi ben precisi, che richiedono settimane, se non mesi, salvo ricorsi ….

Quindi, con certe dichiarazione, si finisce soltanto con l’illudere i cittadini, che in capo a poche settimane, non vedendo l’ombra di un operaio al lavoro sul Ponte ormai ridotto ad un’unica corsia, saranno ancor più esasperati di quanto non lo siano già.

Da una classe politica che ha già scaricato il problema sui tecnici, d’altronde, non si può certo pretendere che si dica chiaramente ai cittadini come stanno le cose: ovvero, che i disagi sul Ponte Corleone dureranno ancora per anni. Una responsabilità che gli amministratori palermitani sono lontani anni luce dal saper assumere.

1 commento

  1. Pentitevi. Senza pudore ne dignità. Solo una massa di putrida gentaglia che non sa cosa sia l’onore e il dovere civico.
    La fine di un periodo triste e l’inizio di un altro pessimo tournée over di governanti. I palermitani Sono basiti e non riescono più a vivere il quotidiano sensa sofferenza. Vergogna.

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