Dopo l’appello di Musumeci alla realizzazione della tangenziale di Palermo, ecco il progetto “In Progress” – i benefici di questa arteria fondamentale

Come ha dichiarato un paio di giorni fa Musumeci alla stampa “Liberare il centro urbano di Palermo dal flusso veicolare delle due autostrade è la prima cosa da fare. Al governo nazionale abbiamo chiesto come Regione – e torneremo a chiedere – di dare finalmente seguito al progetto per la realizzazione dell’arteria di collegamento tra l’autostrada per Catania e quella per Mazara del Vallo, alleggerendo la “trappola infernale” di viale della Regione».

E’ così che riprende quota il progetto della tangenziale di Palermo, da qualcuno definita Pedemontana. Un’opera di cui nel recente passato la Regione chiese, invano, l’inserimento nel Recovery Plan, come opera prioritaria.

Una di quelle opere palermitane di cui più si discute e meno si vedono atti concreti. Un pò come la MAL (Metropolitana Automatica Leggera), per fare un esempio  tanto caro a noi di “In Progress”.

Di quest’opera, andando più indietro nel tempo, fu redatto un progetto preliminare dall’ANAS (QUI in un nostro articolo), che prevedeva un percorso di 19 chilometri con sei svincoli, 9,2 chilometri di gallerie, 3,5 chilometri di viadotti, situato alla base delle montagne che circondano la Conca d’Oro, dall’Ospedale Cervello a Maredolce.

Un progetto che si infranse contro l’opposizione del Comune di Palermo, segnatamente delle varie giunte Orlando, tanto attente ad una generica salvaguardia del proprio territorio (anche se le molte gallerie nasconderebbero gran parte del tracciato della tangenziale) quanto inconsapevoli degli indubbi benefici che la “pedemontana” avrebbe sui flussi di traffico cittadini e metropolitani.

tangenziale palermo
FONTE: Livesicilia.it

Circa un anno fa “In Progress” propose anche una sua soluzione, che progettammo sulla base delle condizioni geomorfologiche del territorio e delle esigenze trasportistiche dell’area metropolitana.

E’ una ipotesi nata dalle nostre competenze, e che vi mostriamo di seguito.  Una strada pensata non soltanto come collegamento tra le due testate autostradali, ma anche, e soprattutto, come ulteriore corridoio di collegamento tra le de parti estreme del comune capoluogo: si tratta, infatti, dei principali flussi di traffico presenti sulla circonvallazione, che solo per una quota che si aggira intorno al 10% la percorre interamente, da via Giafar a Tommaso Natale o viceversa.

tangenziale palermo

Chi scrive, sa bene come funziona questa arteria. Tra il 1995 ed il 1996, infatti, il sottoscritto, condusse un approfondito studio sui flussi di traffico nella Circonvallazione di Palermo (che potete consultare a questo LINK), poi pubblicato sulla “Collana di Ingegneria delle Infrastrutture Viarie” edita dalla Società Italiana Infrastrutture Viarie. Mesi di rilevamenti, con l’ausilio di videocamere e di un ancor più giovane laureando, che mi fecero comprendere il vero ruolo della circonvallazione nell’ambito dei flussi veicolari palermitani: quello di collegare le estremità cittadine situate a sud ed a nord del centro fra loro e di renderle maggiormente accessibili da fuori città.

Realizzai anche un diagramma “a spessore” con i metodi di allora, che mostra chiaramente come era distribuito il traffico sulla circonvallazione, attraverso bande posizionate sull’asse dell’infrastruttura di spessore proporzionale ai flussi rilevati nelle ore di punta e nelle ore di morbida. A distanza di 25 anni, nulla fa presumere che la situazione sia sostanzialmente cambiata, dal momento che non si sono mossi, nel frattempo, dalla loro posizione nè i poli attrattivi nè quelli generativi: insomma, con trascurabili eccezioni, sono rimasti immobili gli assessorati, l’università, gli ospedali, le aree residenziali palermitane e le province siciliane.

In sintesi, nel grafico vediamo come lo svincolo di via Leonardo da Vinci, oggi Piazza Einstein, era (e con tutta probabilità rimane) quello che smistava più traffico di tutti: notevolissimo il “gradino” nello spessore proporzionale ai flussi che presenta l’asse viario a monte ed a valle di questo snodo. Il che significa che da lì entra ed esce la maggior parte del traffico circolante in circonvallazione, soprattutto da e per l’imbocco sud, dove comunque si concentrano flussi ben superiori  a quelli che percorrono la strada provenendo da Tommaso Natale.

In questo studio, venne stimata anche la percentuale di “flusso di attraversamento” data dai veicoli che sono stati visti entrare in via Oreto ed uscire a Tommaso Natale, o viceversa. Si legge che essi, nei vari rilevamenti, sono compresi tra il 3% e l’11% per i veicoli leggeri e tra il 7% ed il 18% per quelli pesanti. Ciò che, in sostanza, conferma come “quest’arteria sia interessata prevalentemente dal traffico urbano” e come il dato medio del 10%, dichiarato da ANAS nel 2016 per il traffico di attraversamento, comprensivo di mezzi pesanti e leggeri, confermi sostanzialmente questo risultato.

tangenziale palermo schema flussiSe la circonvallazione svolge principalmente un ruolo di collegamento sud-nord e smistamento dei flussi in entrata ed uscita, perchè mai non dovrebbe succedere la stessa cosa per la tangenziale? Sarebbe invece proprio questo il ruolo della nuova infrastruttura rispetto ai flussi di traffico cittadini e metropolitani.

D’altronde, il progetto prevede ben sei svincoli “strategici” in tal senso,  a riprova che nessuno ha mai pensato di realizzare questa autostrada intorno alla città escludendola del tutto dai flussi diretti al suo interno. Migliorando, inoltre, la condizioni di strade, quali ad esempio Corso Calatafimi, che soffrono i flussi elevati presenti già nella parte “alta” del suo percorso.

Il che significa la realizzazione di una sorta di “gronda” rispetto all’intera Conca d’Oro, con benefici che non si limiterebbero alla riduzione dei flussi veicolari in circonvallazione.

Pertanto, alla luce di quanto avveniva già 25 anni fa, nel tempo ulteriormente peggiorato dall’incremento della motorizzazione e dalla natura ormai consolidata della circonvallazione come grande asse urbano, speriamo che finalmente la realizzazione della tangenziale passi dalle parole ai fatti, a cominciare dalla progettazione definitiva.

E superando, finalmente, le risibili obiezioni dei soliti ambientalisti della dominica, che in tanti anni di “no” aprioristici, hanno causato la realtà che subiamo che vediamo tutti i giorni: quella di una città schiava di poche, intasate ed obsolete infrastrutture di trasporto. I cui cittadini sono ormai costretti a pregare tutti i santi affinchè almeno un ponte rimanga transitabile….

 

 

115 Commenti

  1. La cosa più grave secondo me, e che descrive bene la mentalità di questa disgraziata città, è interrogarsi, ancora oggi, nel 2022, sull’utilità della vera tangenziale! Non è utile, è necessaria!!! Talvolta basta poco per capire di essere ridicoli, basta guardare le dotazioni di altre città….

  2. Vorrei comunque ricordare che “esistono ancora” i plinti e la parte bassa dei pilastri che dovevano servire per la sopraelevata, da costruire proprio sopra via Regione Siciliana: nessun percorso alternativo, nessun terreno da espropriare, nessun progetto più o meno faraonico, soltanto uno “sdoppiamento verticale” della strada che collega le autostrade. Sotto gli svincoli di via Belgio e di via Michelangelo “riposano”, ormai da 30 anni, quegli ammassi di cemento voluti (e poi no) da qualcuno e comunque costruiti e pagati.
    Una sopraelevata costerebbe molto meno di una galleria, avrebbe molti meno svincoli e darebbe respiro alla città.
    Sperando che nel frattempo non crolli il ponte Corleone. Anche perchè, se nessuno ad oggi è finito in galera per la mancata costruzione del nuovo ponte, possiamo stare certi che nessuno finirebbe al fresco in caso di un crollo (seppur ritenuto imminente da più di un decennio).

    • Quei piloni li abbiamo visti costruire. Ma chiariamo: nè sulla sopraelevata nè nella eventuale galleria sotto la circonvallazione ci sarebbero svincoli. E cmq la sopraelevata sarebbe un progetto, se per lei non faraonico, di certo impegnativo e costoso. Perchè oltre ai plinti, i ponti si fanno con le pile, gli impalcati e tutto il resto. Come non sarebbe faraonico il progetto di una normalissima autostrada quale sarebbe la tangenziale. E durante la costruzione, potrebbe anche scordarsi di percorrere le carreggiate sottostanti.. Il respiro della sopraelevata? Immagini quello degli abitanti gli edifici prospicienti la circonvallazione, alcuni a pochi metri di distanza. Lei come si sentirebbe?
      Sul ponte Corleone siamo d’accordo con lei, sperando sempre che non succeda nulla di grave.