MATTARELLA RIELETTO, UN TRIONFO PER IL PRESIDENTE CONFERMATO. UN SCONFITTA DELLA POLITICA

Quando non sai cosa scegliere, alla lunga, punti sull’usato sicuro. E’ quello che hanno fatto stasera i Grandi Elettori in Parlamento, rieleggendo un riluttante Sergio Mattarella. Il quale non poteva non piegarsi al volere di costoro, come ha subito dichiarato.

Il risultato di per sè potrebbe lasciarci contenti, quanto meno perchè si tratta di un siciliano e questo, se non altro può essere un motivo di orgoglio, ma nulla di più. Sappiamo benissimo che dal palermitano Mattarella non possiamo aspettarci granchè, e d’altronde è giusto così… Anche se gli ultimi 7 anni sono stati fin  troppo deleteri per la nostra regione e tutto il sud; forse, qualche parolina dal Colle non sarebbe stata sgradita.

Quello che colpisce, invece, è il modo in cui ci si è arrivati. Perchè la politica ha dimostrato di non essere in grado di scegliere un uomo che sappia guidare il Paese, che non sia diverso da che quello in carica. Ed è la seconda volta consecutiva che succede.

Un grave segnale di disfacimento di una Repubblica malata, in cui i partiti, sempre più autoreferenziali, non riescono neanche a governare sè stessi. E dovendo fare i conti non soltanto con le altre forze politiche ma con le molteplici menti scatenate al proprio interno, i rappresentanti dei partiti non sono riusciti a fare null’altro che chiacchiere. Bruciando una infinità di nomi, peraltro quasi tutti rispettabilissimi, compresi il Presidente del Consiglio e la Presidente del Senato in carica.

E perdendo inutilmente una settimana, in periodo di emergenza pandemica ed economica, per non parlare delle fibrillazioni, non proprio trascurabili, dell’est Europa.

Attenzione, parliamo di un male condiviso tra destra e sinistra: quello di guardare all’immediato e di non saperlo fare in prospettiva, superando egoismi, veleni, interessi personali. Tutto il contrario di rappresentanti dei cittadini che dovrebbero fare gli interessi di questi ultimi.

In cima a tutto, un pensiero, una paura unica che interessa tutti, in Parlamento: quella di tornare a casa, perdendo i propri privilegi. Con questa prospettiva, cosa c’è di meglio dello status quo? Con tanti saluti a chi voleva aprirlo come una scatola di tonno, il Parlamento, e che adesso vorrebbe mantenerlo ben chiuso, con sè stesso all’interno. Ma anche di chi continua a dire che il suo primario interesse è la stabilità del Paese, pontificando sui massimi sistemi e beatificando gli attuali protagonisti che gli garantiscono un posto ben saldo.

Coscienti di ciò, salutiamo il nuovo (?) Presidente delle Repubblica. Magari con toni meno entusiasti degli strombazzanti giornalai che continuano le loro sviolinate in TV, proprio mentre scriviamo queste due righe.

Benrimasto, Presidente!