IL PONTE DI SABBIONCELLO UNISCE LA CROAZIA.  QUELLO SULLO STRETTO, DIVIDE L’ITALIA. LE NOSTRE AMARE RIFLESSIONI

Siciliani? Calabresi? Attaccatevi al tra…. ghetto. Si, perchè altrove, anzichè ciarlare di studi di fattibilità e di “opzioni zero”, i ponti non si discutono, non si promettono, ma si fanno. Con la consapevolezza che queste opere sono utili ad un’intera nazione.
E’ il caso del ponte di Sabbioncello (QUI UN ARTICOLO da “La voce del popolo”), un’opera ardita da 2,5 km che ha consentito di unire due parti della Dalmazia, in territorio croato, divise dallo sbocco al mare della Bosnia: la provincia di Neum. Un lembo di terra che, finora, aveva diviso due parti di un paese, la Croazia, ora finalmente unito grazie al ponte che vedete in figura.
Una situazione simile a quella italiana, se non fosse che il lembo di terra, da noi è un braccio di mare. E che dall’altra parte del Ponte non c’è un territorio la cui principale città, Dubrovnik, conta poco più di 40.000 abitanti, ma l’isola più grande del Mediterraneo, che di abitanti ne conta 5 milioni.
Questi ultimi rimarranno schiavi del traghetto, ma anche privi di Alta Velocità e di infrastrutture per collegare i loro porti al continente. Ma, soprattutto, saranno sempre divisi dai loro connazionali, grazie ad una barriera naturale che si vuole invalicabile. Perchè lo Stretto serve, e non solo ai traghettatori. Serve per marcare la divisione, e renderla inesorabile. Serve a chi vuole il Paese diviso, geograficamente ed economicamente. Perchè a costoro conviene così.

21 Commenti

  1. Siamo una colonia, utile appendice di un paese (da Roma in su) tra i più sviluppati. In futuro il centro del Mediterraneo potrebbe tornare ad essere il fulcro dell’economia e della civiltà, ma dobbiamo crederci noi per primi e smettere i panni di miserevoli lamentosi cittadini di serie c, cominciano a pretendere i nostri diritti!!! Non dobbiamo chiedere ciò che ci spetta, i politici nostrani sono i primi responsabili, amano così tanto la loro terra che sono i primi a trasferirsi a Roma o al nord e non di rado loro stessi consigliano ai nostri giovani di partire!!! L’unità d’Italia non deve essere una vacua locuzione geopolitica, deve essere realizzata nei fatti, altrimenti sarà solo un matrimonio d’interesse tra una parte forte ed una debole, sempre più debole che pian piano sta sparendo….non ci aiuteranno mai a risollevarci perché non ne hanno interesse, conoscendo le nostre risorse umane e territoriali, non considerandoci a tutti gli effetti connazionali, ci vedono come temibilissimi competitori. Pensate a cosa sarebbe la Sicilia con un turismo ai livelli dell’offerta artistica-culturale-paesaggistica che offre, mi piange il cuore a vedere Malta con più turisti di tutta la Sicilia e Palma di Maiorca con un aeroporto intercontinentale di 30 mln di passeggeri l’anno!!! Muoviamoci noi!!! Permettiamo ai privati di installare in Regione metodi innovativi di trasporto (vedi hyperloop, visto il disinteresse di chi ci manda treni da rottamare), chiamiamo investitori internazionali per parchi tematici (vedi Disney), circuiti di formula uno (abbiamo la gara più antica del mondo), casinò (si potrebbe realizzare al castello utveggio, collegato da funivia o a Mondello), non ci fermerebbe nessuno, sarebbero loro a chiederci di fare il ponte per sentirsi finalmente uniti!!! Abbiamo amore per l’Italia, ma credo che sia un amore non ricambiato…..cominciamo a guardare un po’ a noi stessi, rimbocchiamoci le maniche…il ponte non lo faranno mai per noi, lo farebbero solo per loro, facciamolo noi! Oppure facciamo in modo che abbiano interesse a farlo…ma per questo ci vorrebbe troppo tempo….e politici all’altezza.
    Ricordo che Palermo e Napoli nella seconda parte dell’ottocento erano non solo le più popolose ma anche tra le più sviluppate e fervide città, all’unità d’Italia avevamo la stessa popolazione di Roma!!! Non siamo nati di serie c, tutt’altro, dobbiamo solo averne consapevolezza!!!! In un mondo globalizzato, dove sempre meno contano le distanze, possiamo dire la nostra….il ponte deve prima essere ideologico, bisogna essere in due a volersi unire…e una parte non ci sente….rivolgiamoci all’Africa, all’Asia….abbiamo la Tunisia davanti ed un mare non troppo profondo…il canale di Suez a un giorno di navigazione….il sud del mondo potrebbe svegliarsi. Facciamoci trovare pronti e dialoghiamo col mondo. Magari altri ponti, fisici o virtuali li faremo con chi ha interesse…..l’opzione zero, se diventeremo consapevoli e finalmente capaci, vedrete non la proporrebbero più…..

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