IN UNA LUNGA NOTA, CHE ABBIAMO L’ONORE DI PUBBLICARE, IL PROFESSOR ENZO SIVIERO FA UN’AMARA SINTESI DELL’ITER AVVIATO DAL MINISTRO GIOVANNINI PER REALIZZARE (O NO) IL PONTE SULLO STRETTO.

Condividiamo l’amarezza del Prof. Siviero, Rettore dell’Università E-Campus, esperto di caratura internazionale nel campo dei ponti. Il professore era già stato estensore di una clamorosa nota indirizzata al Presidente della Repubblica qualche settimana fa

Le parole del Ministro per le Infrastrutture e la Mobilità sostenibile, Giovannini, come abbiamo più volte spiegato, lasciano molto perplessi. Apparentemente, aprono la strada alla costruzione del Ponte, articolato su 3 campate anzichè una. Nella realtà, avviando l’ennesimo studio di fattibilità, la mettono seriamente in discussione, ipotizzando persino la cosiddetta “opzione zero”.  Ovvero, non fare nulla.

Nel migliore dei casi, viene rimandata alle calende greche la realizzazione di un’opera che era già stata dichiarata fattibile, ma anche progettata e persino appaltata. Ma lasciamo la parola al prof. Siviero (QUI in un filmato), che molto meglio di noi conosce la travagliata storia del Ponte, per esserne stato un protagonista indiscusso.


E’ davvero sconcertante che chi ha approvato il progetto preliminare del Ponte come presidente del consiglio dei lavori pubblici (dal quale è partita la gara internazionale vinta da Eurolink poi fatta decadere dal governo Monti Passera a lavori iniziati…) neghi la validità dì quel progetto arrivato alla fase di definitivo, dando credito all’ipotesi a tre campate il cui fondamento tecnico economico è stato negato già trent’anni fa. Tenendo conto che il relativo  studio a detta del ministro Giovannini è tuttora in corso di affidamento !!! Sic!!! E se va bene, si perderanno altri anni!!! Molti.

Dal momento che si tornerebbe indietro dì decenni con la necessità dì revocare l’approvazione del CIPE che imponeva la soluzione a campata unica con un preciso posizionamento planimetrico sul quale erano state avviate le procedure dì esproprio ora sospese (con i relativi danni) . Che dica il prof Misiti quali sono i tempi previsti per poter iniziare  i lavori dell’ ipotetico ponte a tre campate (molti anni…) confrontandoli con quelli prevedibili per il ponte a campata unica che va solo aggiornato ( pochi mesi ..) ! Ovviamente nel conteggio vanno valutati i costi sostenuti i costi da sostenere per i contenziosi in essere e soprattutto i 6 miliardi l’anno che la Sicilia sconta per la propria insularità!

10 ragioni del perché il ponte a tre campate sullo Stretto di Messina non può avere  futuro

  1. È stato bocciato già nel 1990 e anco oggi non vi sono elementi significativi dal punto di vista della sicurezza Geologico Geotecnico Sismico Strutturale e realizzativa per riproporlo nello Stretto di Messina.
  2. Crea problemi ambientali di portata devastante per la realizzazione delle fondazioni su quei fondali
  3. Genera un impatto territoriale per la necessità di demolire decine di edifici e innestarsi in un tessuto urbano densamente abitato
  4. Interferisce pesantemente con la navigazione lungo lo stretto che prevede due distinti corridoi longitudinali entro i quali si innesterebbero i piloni
  5. Necessità di studi e ricerche molto approfonditi con un impegno economico rilevantissimo e dall’esito molto incerto
  6. Quand’anche si potesse accertarne la validità (e i dubbi in tal senso sono molto diffusi tra gli esperti del settore) i relativi costi di costruzione salirebbero alle stelle
  7. La fattibilità è compromessa dalle correnti di 3-5 nodi , dalle profondità da raggiungere per realizzare le basi fondali più o meno 100 m
  8. Il progetto non esiste e di tratta di realizzarlo ex novo con tempi misurabili in anni
  9. Le interferenze con un sistema molto urbanizzato pongono limitazioni economiche temporali e di impatto molto rilevanti
  10. Il costo dell’insularità è stimato dalla Regione Siciliana in circa 6 mld. Ciò significa che per ogni anno perso si potrebbe realizzare il Ponte

ENZO SIVIERO

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