CRISI AMAT SEMPRE PIU’ GRAVE: EPPURE AVEVAMO RPEVISTO TUTTO. E VI SPIEGHIAMO PURE COME SI PUO’ USCRIRE DALLA CRISI

Come volevasi dimostrare. Nel silenzio generale degli organi ed informazione palermitani (siamo già sotto elezioni) vi avevamo anticipato che i trasporti pubblici palermitani avrebbero attraversato un periodo difficile… Più di così, vi sarete chiesti, si può? Si, a quanto pare.

AMAT è riuscita nel miracolo di peggiorare quanto già funzionava maluccio, confermando quanto ci era giunto all’orecchio: la voce di  un’ulteriore riduzione degli autisti alla guida dei bus urbani. Proprio ieri il nostro Gioele Pennino ci ha dato la conferma: pochissimi bus in circolazione e capolinea vuoti. Anche nella linea più importante, la “101”.

Un disastro nel disastro, causato dal “forfait” degli autisti interinali, a cui incredibilmente non si è proseguito a far ricorso alla scadenza del periodo di servizio ad essi affidato. Tutto ciò mentre ancora si aspetta la conclusione di quello che già si candida a concorso più lungo della storia, su scala mondiale: ci riferiamo alla procedura concorsuale per 100 autisti, bandita otre due anni fa (con delibera AMAT dell’8 luglio 2019) ed impantanatasi in un districabile groviglio di ricorsi e sentenze della giustizia amministrativa.

Ci si può chiedere, legittimamente, come sia possibile tutto ciò in una città che vuole ridurre il traffico su gomma, anch’esso da primato (in questo caso già saldamente raggiunto, come testimoniato dal Tom Tom Index) e che tanto ha puntato sul trasporto pubblico. Ma, come dimostrano i fatti, i sistemi di trasporto, che siano essi su gomma o su ferro, non basta costruirli, ma occorre anche gestirli. Se non si è in grado di farlo, o lo si dice con molta franchezza ai cittadini, o si interviene radicalmente sul gestore.

Al limite anche esautorandolo, per passare la mano ai privati. Un tabù? Non proprio, dal momento che anche in Italia ci sono ormai parecchi esempi in tal senso: uno di questi lo abbiamo visto a Firenze, in un reportage dell’estate scorsa. Ma, come sappiamo, quest’amministrazione, affezionatissima al controllo pubblico, ha già affidato ad AMAT il complicato servizio tranviario e, nonostante una gestione a dir poco deludente (come i bus, sono sempre meno i convogli in circolazione) intende affidarle anche la sua estensione che arriverà a 120 km circa dai 36 attualmente in esercizio.

Se è un problema questo, figuriamoci cosa possa significare l’istituzione di un gestore unico dei trasporti pubblici: intendiamo un soggetto in grado di gestire tutti i sistemi di trasporto pubblico sul territorio: dal bus al tram, dal bike sharing ai treni sul passante ferroviario, fino alla futura, purtroppo eventuale, metropolitana.

Anche in questo caso non ci inventiamo nulla, essendo una modalità di gestione che funziona egregiamente ovunque, ed anche in questo caso, nonostante le immaginabili resistenze, anche in Italia. Ne sanno qualcosa a Torino, dove GTT gestisce i trasporti pubblici di tutta l’area metropolitana, caricandosi anche il trasporto ferroviario regionale, su qualcosa come 282 comuni. Sarà un caso, ma in quella città, poco più grande di Palermo, tram e metropolitana non hanno mai dato luogo alla guerra di religione scatenatasi nella Conca d’Oro sin dai primi anni ’90 del secolo scorso.

E quindi, dopo aver finanziato la loro prima linea VAL (proprio con i soldi destinati alla metro leggera di Palermo) sono già pronti per iniziare a costruire la seconda, mentre moderne linee tranviarie solcano la superficie, insieme ai normalissimi bus.

Intermodalità ed integrazione dei sistemi fatta sul serio, applicata e gestita in maniera tecnicamente funzionale, e non semplicemente annunciata. E’ per questo che qui da noi, dove si sono preferiti slogan e proclami, siamo ancora costretti ad aspettare alla fermata un autobus…. Che non arriva mai.

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