LA LINEA G, VERSO SFERRACAVALLO, SEMBRA SOVRADIMENSIONATA PER I FLUSSI DI TRASPORTO PRESENTI, GIA’ SERVITI DAL PASSANTE

Come per la linea E, i flussi individuati sulla linea G (Lanza di Scalea-Sferracavallo), anche dai progettisti del sistema, non sembrano adatti a giustificare un sistema tranviario, soprattutto se si considerano i costi di esercizio.

Valgono pertanto le stesse considerazioni fatte per la linea che dal nuovo capolinea di villa Sofia conduce a Mondello, dalla quale la linea G si distacca all’altezza dello ZEN (fermata Cardillo) e che perviene, percorrendo via Lanza di Scalea nella rotonda di piazza Bolivar per proseguire, su viale Rosario Nicoletti, verso la borgata di Sferracavallo, ed in particolare verso il piazzale antistante la stazione del passante ferroviario.

Qui la linea giunge a binario unico, per rendere minimo l’ingombro in corrispondenza dell’attraversamento di via Sferracavallo, che avverrà attraverso la sistemazione dell’attuale incrocio, prevedendo l’abbattimento di un immobile che consentirà di dare continuità alla via Rosario Nicoletti sulla via Palazzotto.

Il traffico previsto dai progettisti, reso pubblico durante la conferenza di presentazione del progetto definitivo, ammonta a soli 507 passeggeri/ora, ma soltanto nelle ore di punta. Se si pensa che un tram ha capienza di circa 200 passeggeri, ci si rende conto che basterebbe un tram ogni 20 minuti per offrire molti più posti di quelli strettamente necessari.

Come mai, ci si potrebbe chiedere, così pochi viaggiatori per un sistema che, sfruttato al massimo, potrebbe portarne 6 volte di più? Probabilmente per due fattori, forse ignorati da chi ha originariamente pensato un sistema tranviario fin troppo esteso.

Innanzitutto, un fattore demografico. Sferracavallo è una borgata tutto sommato piccola, che conta appena 7.500 abitanti. Pochi per un sistema che potrebbe trasportarli tutti in un paio d’ore, bimbi piccoli ed anziani compresi.

In secondo luogo, oltre ai normali servizi bus, abbiamo già in borgata un sistema di trasporto ad alta capacità: il passante ferroviario. Un sistema dalla potenzialità di un treno ogni 5 minuti, capace di offrire a regime 6.000 posti/ora per direzione, non può non essere preso in considerazione in un calcolo trasportistico minimamente calibrato. Ed infatti, puntualmente, ecco i numeri che abbiamo visto sopra, forse persino troppo ottimistici.

Per ironia della sorte, i progettisti del Sistema tram hanno piazzato il terminal della linea G proprio sul piazzale antistante la stazione, quasi a favorire un improbabile interscambio tram-treno. Non avrebbe senso, infatti, un trasbordo dal treno al tram, considerando che il primo ha una velocità commerciale più che doppia del secondo (35 km/h contro 15 stimati per il tram senza barriere) e che i punti più attrattivi, ubicati nel centro cittadino, potrebbero essere raggiunti o con lo stesso passante o interscambiando più favorevolmente con la linea tranviaria in altre fermate meno periferiche.

Ciò comporterebbe tempi inferiori, scegliendo di rimanere sul mezzo più veloce per una frazione maggiore del percorso complessivo. Allo stesso modo, appare improbabile il trasbordo inverso, se non per i flussi diretti alla parte esterna della città o all’aeroporto, ma riferiti ad un’utenza molto limitata, vista la bassa densità abitativa delle aree di influenza della stessa linea G.

Ma c’è di più. Il progetto prevede un parcheggio di interscambio per ben 142 posti-auto… Che bisognerebbe capire a chi potrebbero interessare. Forse agli utenti locali, troppo pochi e comunque in grado di raggiungere comodamente a piedi il capolinea, tramite il collegamento pedonale con via Catullo (che finalmente il Comune realizzerà nell’ambito dello stesso progetto) e, quindi, con il centro della borgata.

Difficilmente a chi entra in città dalla vicina autostrada, collegata malissimo con il futuro parcheggio, sia dallo svincolo di Isola delle femmine che da quello di Tommaso Natale; dal quale, comunque, sarà molto più facile raggiungere il parcheggio della stazione del passante dell’omonima borgata e servirsi del sistema ferroviario che sarà comunque molto più comodo e veloce per chi vuole raggiungere il centro. Insomma, anche i questo caso ci sembra di intravvedere infrastrutture buttate lì senza una logica e, soprattutto, senza considerare tutti i sistemi viari e trasportistici coinvolti, oltre che i rispettivi flussi di mobilità.

Ci si chiede, quindi, a cosa potrebbe servire uno sforzo costruttivo così impegnativo ed i relativi costi, quando, come abbiamo spiegato per altre linee, sistemi di trasporto dalla capacità meno nutrita, come i normali bus, potrebbero garantire lo stesso risultato a costi di esercizio incomparabilmente inferiori. Anche in considerazione della presenza, proprio in questa zona, di assi viari ampi come raramente se ne riscontrano in altre periferie della città.

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LINEA G TRAM

Linea tranviaria G nel punto di attraversamento della via Sferracavallo. Sarà abbattuto un edificio, segnato in tratteggio, per prolungare la via R. Nicoletti nella via Palazzotto. La linea da questo punto fino al capolinea è a binario unico.

79 Commenti

  1. capisco l’analisi puntuale dei flussi, ma grazie al tram…al capolinea ci sarà una grande riqualificazione con un parcheggio e con il prolungamento di via catullo, che consentirà di raggiungere la stazione dalla piazza in pochissimo tempo. purtroppo questi lavori non sono stati inclusi in quelli del passante, e quindi si vorrebbe sfruttare il tram per riuscire finalmente a farli. si tratta di un parcheggio utilissimo. in estate la borgata scoppia di macchine, soprattutto nei weekend. la gente parcheggia lungo la via plauto, e la rotonda del marconi è territorio dei posteggiatori abusivi.
    dei buoni trasporti e un bel parcheggio potrebbero incoraggiare la destagionalizzazione, a sferracavallo come a mondello. si potrebbe pedonalizzare la piazza.
    il passante ha una frequenza ridicola, e al momento sorge su una strada senza marciapiedi né illuminazione. non ci sono navette. usciti dalla stazione, si è in mezzo al nulla. cosa si aspetta migliorare la frequenza?
    il tram porterebbe questi altri lavori accessori (parcheggio e prolungamento di via catullo) che farebbero bene alla borgata.
    altra cosa da fare subito è la bretella fra via tritone e via nicoletti.
    mi dispiace, ma sul tram non siamo d’accordo.

    • Ci può stare senz’altro non essere d’accordo, ma rifletti su un aspetto, che non dipende da te ma dalla vulgata che ormai questi amministratori hanno imposto alla città. Trovo aberrante che un comune debba anteporre il tram a qualsiasi opera nuova e, tutto sommato, normale, che si deve realizzare in città: parcheggi, piste ciclabili, nuovi ponti, nuove strade e persino nuovi passaggi pedonali tutti collegati inscindibilmente al Sistema tram, come a dire: o tram o niente! Tipico di questa amministrazione, incapace persino di progettare e realizzare un semplice marciapiede, ma con un solo immancabile obiettivo: riempire la città di nuovi tram.
      Le infrastrutture che tu proponi ci vogliono senz’altro, ma amministratori normali le realizzerebbero senza indebitare il comune e condizionarne il bilancio per decenni realizzando un sistema abominevole, sproporzionato, dai costi di gestione (ricordati queste 3 parole, ne sentirai parlare spesso fra una decina d’anni) altissimi che graveranno sulle tasche nostre e dei nostri figli. Anche tue.

      • è vero, queste opere accessorie si possono fare anche senza il tram, ma chi le farà? e con quali soldi? non c’è nessuno che le chiede? quale politico lungimirante troverà il tempo per occuparsene?
        sto guardando il rendering con il parcheggio e la relativa strada di collegamento con la piazza. c’è anche un bellissimo giardino panoramico, con una scalinata che giunge quasi a mare. ho paura che in mancanza del tram tutto questo non venga realizzato mai. capisco che la linea non sia delle più utili, ma suole dire “tuttu bbonu e bbinnirittu”, e si arriverà a un’alimentazione ad energia alternativa, magari utilizzando i tetti dei terminal e dei parcheggi e delle stesse vetture. tutto ha un costo, anche l’utilissima metro ne avrebbe uno. non sono quello adatto a parlare di conti, quindi lascio a voi. mi fa incazzare che non si facciano quelle opere lì, e che la stazione di sferracavallo rimanga una cattedrale nel deserto, costringendo i più a prendere la macchina.
        per cortesia, facciamo pressione sui politici.

        • “tuttu bbonu e bbinnirittu”, per nulla, dato che un sistema tram siffatto non risolve il problema del traffico di Palermo e la carica di spese insostenibili. E cmq non si ragiona così in una Pubblica amministrazione che funzioni: intanto non è affatto vero che non ci sono soldi (è una delle scuse di certi politici), dal momento che ogni anno restituiamo MILIARDI alla Unione Europea in fondi POR, figuriamoci in tempi di PNRR. Il politico lungimirante? E’ vero, manca, ma ne manca pure uno che sappia programmare il presente senza ricorrere a trucchi e magie varie.
          Se la stazione di Sferracavallo è poco servita e mal collegata non è certo colpa della mancanza di una inutile linea tranviaria. Ancora una volta è colpa di un’amministrazione che non è stata capace di fare cose semplici come un giardino ed un collegamento pedonale. Da vergognarsi tutta la vita.

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