LA VERGOGNOSA SITUAZIONE DEL PARCHEGGIO PER DISABILI NELL’AEROPORTO FALCONE-BORSELLINO DI PALERMO, SEGNALATA DAI CITTADINI

Le colonne dei giornali e le pagine web sono piene di proclami trionfalistici sui meravigliosi risultati di traffico raggiunti dall’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo (magari evitando di soffermarsi sulla situazione disastrosa degli altri vettori disponibili per andare e tornare dalla Sicilia), nonchè delle opere che si stanno realizzando per rendere l’aeroporto palermitano più moderno ed efficiente.

Eppure, tra tante lodi, non abbiamo letto nessun accenno ad una situazione che non abbiamo remore a definire scandalosa: quella che riguarda il parcheggio per disabili di cui è dotata (si fa per dire) l’aerostazione. Un’area riservata gratuitamente (e ci mancherebbe) ai disabili o alle persone a mobilità limitata che, oltre a presentare un numero di posti irrisorio rispetto all’altissima affluenza (appena trenta), si trova ubicato lontanissimo dagli ingressi dell’aerostazione, a cui si accede mediante un percorso allo scoperto molto simile ad un percorso di guerra.

Circa 250 metri, infatti, separano l’ingresso più vicino, quello degli arrivi, dal parcheggio; il diversamente abile si trova a dover percorrere un itinerario di questa lunghezza interamente allo scoperto, facendosi spazio tra le automobili posteggiate, in totale assenza di percorsi preferenziali a loro disposizione. Andando dal parcheggio all’aerostazione, si incontra ogni tipo di barriera architettonica: marciapiedi alti, pali segnaletici vari, sconnessioni della superficie oltre ai consueti, immancabili, lavori in corso.

Nessuna separazione di itinerario, infine, per le carrozzelle, nè, tanto meno, percorsi tattili per gli ipovedenti. La speranza di chi si trova a dover affrontare questa avventura, ovviamente, è quella di incappare in una bella giornata, magari non troppo calda. La difficoltà di questi sventurati cittadini è tale da richiedere, spesso, qualche “strappo” alle regole: ci riferiscono, infatti, di auto posteggiate in divieto di sosta per consentire al disabile di scendere dall’auto direttamente all’ingresso dell’aerostazione!

Abbiamo realizzato un collage-video con le immagini fatteci pervenire da alcuni volenterosi ed attenti cittadini, che ringraziamo sentitamente. Ci consentono, infatti, di farvi vedere una situazione che ha dell’incredibile, in quella che dovrebbe essere la quinta città italiana e che riserva questo trattamento ai propri cittadini meno fortunati. Alle foto di questi amici abbiamo aggiunto una visualizzazione planimetrica su supporto Google Earth, evidenziando il percorso. Il filmato, incorporato in questo articolo, è disponibile nel canale Youtube IN PROGRESS.

Chissà se qualcuno dei tanti candidati a sindaco vorrà attenzionare questa situazione che farebbe impallidire il terzo mondo, magari facendo seguire alle consuete, scontate, promesse elettorali, i fatti.

LINK: Aeroporti, a ciascuno il suo

Aeroporto Falcone-Borsellino
Aeroporto Falcone-Borsellino: il percorso che separa il parcheggio disabili dall’aerostazione

PARCHEGGIO DISABILI

152 Commenti

  1. tipico. speriamo che venga spostato al più presto. si pretende che il disabile abbia sempre un accompagnatore. in germania i marciapiedi sono tutti a norma. dalle mie parti c’è un signore senza braccia né gambe né accompagnatore, sdraiato a pancia in giù su una barella manovrata “a bocca” che lo porta ovunue.
    l’aeroporto “falcone e borsellino” fa grandi sogni, ma rimane un’accozzaglia di piccoli e grandi errori. pur essendo parecchio piccolo, ha al suo interno dei percorsi a ostacoli e delle inutili tortuosità che lo rendono assimilabile, uanto a tempistiche, a un grande aeroporto intercontinentale.
    sarei curioso di vedere il famoso parco costiero. si farà? e il porticciolo, che consentirebbe di raggiungere i gates dai porti di palermo, trapani, ecc. in aliscafo. pensate che figata! e ancora: i treni dovrebbero avere una freuenza di almeno uno ogni 10 minuti.

    • Concordiamo pienamente. Tranne che sul collegamento via mare: questo tipo di collegamento non avrebbe successo, perchè troppo costoso rispetto ai collegamenti via terra, senza contare le problematiche con le rotte di navigazione in prossimità dei porti e le aree marine protette da attraversare. Idea, infatti, periodicamente ripresa e subito accantonata.