Niente risorse per completare il doppio binario Patti – Castelbuono: è una delle amare “sorprese” per chi legge il nuovo Piano Commerciale RFI –  per l’on. Laccoto “decisione assurda”

E’ solo una delle tante incongruenze, ed imprecisioni, che si possono leggere sul Piano commerciale RFI del marzo scorso, reso noto pochi giorni fa. Eppure, pochi si sono accorti delle enormi sperequazioni a danno della Sicilia e, in generale, di tutto il meridione.

Mentre il passante ferroviario di Palermo viene citato soltanto come “collegamento con l’aeroporto” pur contando qualcosa come 25 fermate urbane e suburbane, ed il passante di Catania rimane senza cadenzamento e con pochissimi treni, la Palermo-Messina, nonostante sia tuttora la linea più trafficata della rete siciliana, continua inspiegabilmente ad essere trattata da linea di serie B.

A tal proposito, non possiamo che concordare con le parole dell’on. Laccoto, che proprio oggi ha diffuso un suo comunicato stampa, in ci afferma:

“E’ assurdo e inconcepibile che dei 20 miliardi di euro destinati alla Sicilia dal piano industriale 2022-2031 del Gruppo Ferrovie dello Stato, la tratta Palermo Messina non venga nemmeno presa in considerazione, come se questa parte di territorio per le ferrovie non esistesse. Ho presentato in questi anni interrogazioni parlamentari e mozioni chiedendo di sfruttare i fondi europei per realizzare il completamento del raddoppio ferroviario Messina-Palermo nella tratta Patti-Castelbuono. Ma sono parole al vento.”

“Torno quindi – conclude l’on. Laccoto – ad invocare una iniziativa forte del governo regionale che deve avviare interlocuzioni ai massimi livelli per giungere alla definizione del progetto esecutivo”

Già, la Regione. Che forse, oltre ad esultare ogni volta che si inaugura un sottopasso o un ascensore, dovrebbe battere i pugni sul tavolo per avere, finalmente, infrastrutture degne di questo nome in tutta la Sicilia, e non soltanto nell’ormai mitico asse Messina-Catania-Palermo. Dove, se tutto va bene, vedremo qualche miglioramento ben oltre il limite temporale del PNRR, visto che per molte tratte si prevede l’ultimazione nel decennio 2030-2040.

Torneremo su questo importante argomento nei prossimi giorni.

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