Ancora un altro anniversario. Ma questa volta, per la strage di Capaci sono 30. Quindi più manifestazioni, più partecipazioni, più installazioni. Più ipocrisia.

Ad orchestrate il tutto la solita politica, che in tanti anni non ha saputo, anzi, non ha voluto rinnovare sè stessa. Vediamo le stesse facce di trenta anni fa, a parte chi è passato a miglior vita. Contrite e commosse come , fintamente, lo erano 30, 29, 28…..1 anni fa. Uguali, precisi. Gli stessi che di Falcone, in vita, ne avevano dette di tutti i colori.

A questo indegno e salvifico spettacolo avremmo preferito altro. Magari saperne di più. Su chi ha premuto quel maledetto telecomando, e sui pupari che lo hanno istruito, informato avvertito di ogni mossa del magistrato più protetto del mondo. La verità, di comodo, non ci basta. Vorremmo sapere chi veramente ha comandato, ed ovviamente comanda, in questo paese.

Ma più di ogni altra cosa, vorremmo Giovanni Falcone vivo, e con lui la moglie, i suoi agenti, ma anche Borsellino e i suoi agenti…. Insomma tutti gli uomini che questo Paese non ha meritato, e non merita ancora. La lista è lunghissima, ed è triste ricordarla.

Per noi è così, per altri è un mestiere. Una lugubre commedia che si ripete ogni anno.

114 Commenti

  1. in merito alla retorica antimafia c’è l’ottimo film di maresco “la mafia non è più uella di una volta”, in cui compare anche letizia battaglia. unire il grottesco al dilettevole, con una frecciatina perfino alla famiglia del presidente della repubblica, ciò che ha valso la censura del film e il suo presto ritiro dalle sale e dai palinsesti. ne ho visto solo alcuni spezzoni, sto ancora cercando il modo di procurarmelo.
    non sopporto il perbenista pif e non mi accodo alla retorica di uelli che parlano di riscatto.
    la città non si è riscattata, è rimasta uella di trent’anni fa, e la situazione sociale è perfino peggiore. dal punto di vista criminale, sono stati assestati dei colpi mortali a cosa nostra, che si è vista costretta a cambiare pelle e a fare più ricorso alla corruzione e meno alla violenza. tuttavia il contesto socio-economico della sicilia rimane favorevole alla permanenza del fenomeno. gli interessi attuali nell’economia legale vanno dal settore energetico a uello dell’acqua, della sanità, dei rifiuti e dell’ortofrutta (filiera della produzione e dei trasporti su gomma).
    se si vuole veramente sconfiggere la mafia, bisogna portare su ferro e su mare tutta la filera dell’ortofrutta, investire sul chilometro zero e sull’autosufficienza energetica, liberare le strade dal traffico automobilistico che genera economie illegali, eliminare le discariche e puntare su riciclo e biogas (solo il residuo andrà agli inceneritori)…rimettere in piedi la sanità pubblica assumendo medici e infermieri, costruendo ospedali.