PONTE SULLO STRETTO: PER CHI AVESSE ANCORA DUBBI, TUTTE LE DOMANDE HANNO UNA RISPOSTA

Pubblichiamo volentieri un contributo di Vincenzo Pistone, esperto del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.


 

1) ANALISI SULLA REDDITIVITA’:
Il costo complessivo per realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina – in base al progetto attuale – è di 7,1 miliardi di euro, ma per le casse dello Stato il vero impatto dell’opera – in termini di rilancio economico e di incassi – sarà ben più elevato. Infatti il dato complessivo tiene conto di 2,9 miliardi necessari per la costruzione del ponte, di 3,1 miliardi per le opere di accesso al ponte lato Calabria e Sicilia e 1,1 miliardi per le opere accessorie di miglioramento della viabilità.
Costi che saranno interamente coperti accedendo alle opportunità di defiscalizzazione (Ires, Irap e Iva) per un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro e accedendo a una serie di fondi che vanno dal fondo Ten-T europeo per il corridoio Mediterraneo-Scandinavo, il fondo per l’emergenza Covid-19 (Pandemic emergency purchase programme) della Banca Centrale Europea., e infine gli High Impact Social Bond, ovvero quello stock di risparmio nazionale depositato in strumenti di liquidità.
Solo nelle fasi di costruzione le maggiori entrate erariali per lo Stato saranno pari a 8 miliardi di euro. Se si considerano invece i 30 anni di gestione da parte del Consorzio, le entrate complessive raggiungeranno i 107 miliardi di euro. Se a queste si sottraggono i 5,3 miliardi di sconti fiscali iniziali, quello che rimane nelle casse dello stato su un orizzonte trentennale sono oltre 101 miliardi.
A questo va aggiunto poi l’impatto economico dell’opera. Il ponte infatti si preannuncia come un incredibile moltiplicatore di ricchezza. Ogni milione di euro investito sull’opera genera 2,36 milioni di produzione aggiuntiva. Di conseguenza, ogni anno il ponte assicurerà una crescita del Pil nazionale dello 0,2%, pari a 2,5 miliardi di euro, creando valore per i lavoratori, le imprese, lo stato e naturalmente la collettività.
https://it.finance.yahoo.com/notizie/ponte-messina-allo-stato-8-180705229.html?guccounter=1&guce_referrer=aHR0cDovL20uZmFjZWJvb2suY29tLw&guce_referrer_sig=AQAAAIeQdqhhSGZZZRkssVfQSS_ptHuvxmQxhUXvQ-_EDkFzbqXAAB5CQeXaxm8Xk5dkjDAk8x9adDHfjCSqz5rt96BMI4ceNVpp1dr5wkklsKTwBPxD9r2mgglU7-HfFdn3w4EYx-OimvgydvMuOwd9s51YeH2g9viv0JlM5BQAxfmx

2) SPESE DI GESTIONE E MANUTENZIONE:
Lo studio LCC (Life Cycle Costing) del Progetto Definitivo, esercizio e manutenzione, è riferito a un periodo complessivo di 60 anni.
Il costo di esercizio e manutenzione del Ponte è stimato in 50 milioni di Euro per i primi 30 anni e in 34 milioni di Euro per i successivi 30 anni. Il costo annuale di esercizio e manutenzione stimato in relazione al costo di costruzione del Ponte è pari a circa lo 0,1% per i primi 30 anni e a circa lo 0,2% per i successivi 30 anni (livello dei prezzi del 2005). Questo è in linea con l’esperienza scandinava per altri ponti sospesi, come illustrato nella figura allegata.
I costi annui di esercizio e manutenzione dei grandi ponti sono diminuiti con il passare del tempo e con l’incremento delle dimensioni passando, ad esempio, dallo 0,65% del costo di costruzione (ponte danese Lille Baelt, anno 1970) allo 0,20% (collegamento Svezia-Danimarca Oresund, anno 2000). Il costo di manutenzione del Golden Gate Bridge di San Francisco varia dai 9 ai 15 milioni di Euro/anno.
Il Ponte sullo Stretto è stato progettato in modo da minimizzare i costi di manutenzione. La ragione per cui i costi annuali di esercizio e manutenzione per il Ponte sullo Stretto di Messina sono relativamente bassi è spiegata perché nella progettazione sono state implementate sin dall’inizio, come parte integrante, soluzioni durevoli con bassi costi di esercizio e manutenzione, come le seguenti:
– I cavi principali sono protetti contro la corrosione tramite rivestimento e deumidificazione.
– Le superfici esterne dei cassoni del ponte, dei trasversi e delle torri sono verniciate con un sistema di protezione che non necessiti frequentemente di una nuova mano di finitura e in modo tale da eliminare quasi totalmente le riparazioni puntuali (con vantaggi per l’ambiente, la salute e la sicurezza).
– La pavimentazione stradale di 12 mm in resina polimerica è prevista avere bassi costi di manutenzione sulla base di procedure di applicazione ottimizzate durante la fase pre-costruzione. Inoltre, permetterà di ridurre al minimo le interruzioni del traffico e i relativi costi.
– I giunti di espansione sono restaurati ogni 20 anni, prolungandone la durata.
– Gli spartitraffico e i frangivento non sono verniciati.
• Il Ponte di Messina ha un costo di costruzione a metro superiore a quello di altri grandi ponti. Il costo di esercizio e manutenzione è maggiormente correlato alla lunghezza e all’area del piano stradale del ponte. Di conseguenza i costi di esercizio e manutenzione per il Ponte di Messina espressi come percentuale dei costi di costruzione saranno considerevolmente inferiori.

3) QUANTO AUMENTERA’ IL TRASPORTO SU GOMMA E QUANTO DIMINUIREBBE SE SI POTENZIASSERO LE INFRASTRUTTURE FERROVIARIE?
Come dichiarato da David B. Steinman, Ingegnere Strutturista esperto in ponti sospesi, “NON E’ IL TRAFFICO CHE FA LA STRADA, MA LA STRADA CHE FA IL TRAFFICO!” E’ logico l’aumento del traffico, sia gommato che ferroviario, perché si impiegherebbero meno di tre minuti per attraversare lo Stretto di Messina contro i 60 minuti attuali, 40 di attesa e 20 di traghettamento con mare calmo per le auto che si imbarcano alla Rada San Francesco, per i mezzi pesanti che imbarcano a Tremestieri i tempi si allungano. Il Ponte è disponibile sempre, h24 e senza tempi di attesa.
Nel 2019, da una parte all’altra dello Stretto, sono transitate ben 10 milioni e 669.000 persone e senza considerare il traffico merci.

4) QUANTO GUADAGNERÀ, IN TERMINI DI TEMPO, UN AUTOMOBILISTA CHE PARTA DA GANZIRRI, DAL CENTRO, DA GIAMPILIERI?
Con la costruzione del Ponte è previsto un nuovo tratto autostradale tra gli svincoli di Giostra, uscita direzione Ponte, fino all’innesto con il Ponte a Granatari nella zona della Strada Comunale Frantinaro. Il nuovo tratto autostradale prevede la realizzazione della seconda galleria San Jachiddu, di tre nuovi svincoli, Annunziata, Curcuraci e il mini svincolo di Granatari nella zona esazione. Quindi è indubbio il vantaggio e il risparmio di tempo per chi, dalla zona Nord o da Ganzirri, si immetterebbe direttamente nel nuovo tratto autostradale fino alla tangenziale evitando il traffico cittadino. Lo stesso vale per tutti gli altri casi, il Ponte si prenderebbe senza più passare dal centro città con indubbio risparmio di tempo.

5) COME SI EVITERANNO LE FILE AI CASELLI NELLE ORE DI PUNTA?
Nel progetto è prevista una sola barriera di esazione per le due direzioni nella zona adiacente a Forte Spuria. Avrà 11 postazioni per il pagamento del pedaggio e sono tutti convertibili in base all’eventuale traffico in aumento. Il Ponte, essendo aperto H24, consente lo smaltimento in modo più efficace e fluido perché si elimina la strozzatura dello Stretto e al dover attendere i tempi morti per l’arrivo dei traghetti. Altro fatto importante e che le eventuali file non interferiranno più con il traffico cittadino intasando il centro cittadino e aumentando l’inquinamento di Messina utilizzata come svincolo autostradale. Per il treno l’accesso al Ponte è diretto.

6) QUANTO COSTERÀ IL PEDAGGIO?
Il pedaggio potrebbe essere uguale se non inferiore all’attuale prezzo dei biglietti. Se fosse costruito con finanziamento statale potrebbe essere anche gratuito come avviene per l’Autostrada Salerno-Reggio Calabria.

7) QUALI TRASPORTI ALTERNATIVI, IN CASO DI PERICOLOSITÀ?
Non ho capito la domanda, Cosa intende per pericolosità?