
«Anas non si è nemmeno premurata di informarmi preventivamente sull’esito dei sopralluoghi». La frase di Renato Schifani, Commissario Straordinario per il coordinamento degli interventi di adeguamento e riqualificazione dell’autostrada A19 (Palermo‑Catania)., è emblematica di quello che è successo nelle ultime fasi della tormentata questione dei lavori in corso sulla stessa autostrada tra Altavilla e Casteldaccia.
Il tutto avviene dopo le dimissioni dei due subcommissari, che , evidentemente, su questa vicenda, non hanno avuto maggiore collaborazione di quella riservata al Presidente della Regione in persona; che alle dimissioni, come si apprende mentre scriviamo, sta pensando seriamente.
C’è da chiedersi a cosa serva, allora, istituire una figura, quella del Commissario Straordinario, che, nel caso della A19, dovrebbe avere il compito di coordinare e monitorare i lavori urgenti, con poteri straordinari per accedere a procedure accelerate e bypassare ordinanze amministrative (es. appalti, deroghe): questi, in sintesi, i suoi compiti dal momento della nomina, che risale all’ottobre 2023. Il che significa risolvere i problemi, non subirli.
Possiamo immaginare due scenari, come risposta:
Sia chiaro: mesi e mesi nel ruolo senza accorgersi che si stava lavorando nel tratto più trafficato della Sicilia, e che si sarebbe continuato a farlo in piena estate, stagione che in Sicilia è caratterizzata dai dei week end al mare (ance questa non è una novità) non è roba da poco. E che si arrivi ad ipotizzare i lavori su tre turni, anche di notte, soltanto dopo il primo, prevedibilissimo, episodio di intasamento del 2 giugno scorso è sintomo di una imperdonabile leggerezza.
Ricordavamo a tal proposito, in un articolo di ieri, i dati di traffico della tratta in questione, ovvero di quella immediatamente adiacente, la Palermo-Bagheria, che è classificata dal SITRA (Sistema Informativo Trasporti della Sicilia) come la tratta più trafficata dell’intera rete autostradale siciliana dopo la Catania-Acireale sulla A18. E ciò avviene almeno dal lontano 1996 (anno di creazione del SITRA). I dati, elaborati da AST Sistemi, società partecipata dalla Regione Siciliana, provengono dai censimenti periodici ANAS. Parliamo dei due enti coinvolti nella vicenda, apparsi, a dir poco, “sorpresi” dai livelli di traffico registrati nella tratta autostradale.
E sorprende che l’ira di Schifani arrivi solo adesso, dopo quasi un mese di sofferenza per decine di migliaia di automobilisti inermi di fronte ad una autostrada improvvisamente trasformata in un vicolo piuttosto stretto. Sorprende, peraltro, che si definisca “atteggiamento poco collaborativo” quello dell’ANAS, ente le cui lodi lo stesso Commissario ha tessuto senza riserve negli ultimi due anni, come abbiamo avuto modo di leggere nelle decine di comunicati stampa entusiastici emanati ad ogni consegna di lavori eseguiti su ponti, viadotti o gallerie della A19, ache se con notevole ritardo.
Ciò detto, occorrerà riflettere sull’utilità del ruolo assunto da Schifani, forse troppo frettolosamente, con l’obiettivo di mettere in riga imprese, direttori di cantiere, direttori dei lavori e RUP vari. Perchè senza poteri, e contando soltanto sul supporto tecnico di chi ha condotto i lavori in maniera insoddisfacente, c’è poco da fare.
Soprattutto se il mondo dei LL.PP., come abbiamo scritto (link QUI) sulla scorta di un’esperienza ormai trentennale, è caratterizzato da progetti spesso carenti, se non irrealizzabili, ed imprese che, di conseguenza, fanno quello che vogliono, decidendo di fatto il destino dei lavori. Questi ultimi, se giungono a conclusione (cosa non scontata) durano esattamente quanto vuole l’esecutore materiale, e non la Direzione Lavori, o il RUP. Nè, tantomeno, il Commissario Straordinario, ancorchè autorevole.
Cosa fare quindi? Meno proclami e studiare i problemi, ma seriamente, senza guardare in faccia nessuno. Senza avere paura di infrangere tabù e suscitare le reazioni, anche politiche, di chi fatalmente si vedrà togliere un pò di potere e dovrà rinunciare alla propria rendita di posizione.
Per farlo, è inutile chiedere al tacchino di accendere il forno: occorre agire con strumenti propri, rendendo reale la prerogativa di “accedere a procedure accelerate e bypassare ordinanze amministrative” che doveva essere propria del Commissario Straordinario.
Nella fattispecie, pensare che alla Regione siano capaci di metter su strumenti e risorse tecniche capaci di sovrastare quelle dell’ANAS, dettando legge, è pura utopia. E ne stiamo avendo la prova proprio in questi caldissimi giorni.