Il cantiere per le barriere continua, e la Regione chiede più treni per Palermo. Ma non si sa da quando.
In un comunicato di venerdì scorso, la regione fa sapere che, per migliorare la mobilità e ridurre il traffico sulla A19 in entrata e uscita da Palermo, “ha chiesto a Rfi di potenziare – per tutta la durata del cantiere in corso a Bagheria – le corse ferroviarie o di aumentare la capacità di trasporto degli attuali treni da e per il capoluogo”, con l’obiettivo di “incentivare l’uso del trasporto pubblico rispetto al mezzo privato, soprattutto nei collegamenti quotidiani dei pendolari, alleggerendo così il flusso veicolare sull’autostrada nelle ore di punta“.
Ci si chiede come mai questa idea sia venuta fuori
soltanto adesso,
dopo mesi di tribolazione durante l’estate e considerando che il rientro dalle ferie e l’inizio delle attività scolastiche e lavorative a pieno regime è avvenuto da poco meno di due mesi. Durante i quali, infatti, le code sono state una costante, come abbiamo riferito in
precedenti articoli.
Cosa c’entra RFI?
Ma soprattutto non comprendiamo come mai la Regione si rivolga a RFI anzichè a Trenitalia, visto che è quest’ultimo ente a gestire i treni in transito, secondo le direttive di un contratto di servizio firmato proprio con la Regione siciliana. Alla quale basterebbe semplicemente una nota scritta per attivare le corse aggiuntive, come è stato fatto per le corse straordinarie in occasione delle partite di calcio del Palermo.
RFI, per la cronaca, gestisce l’infrastruttura, ovvero binari e stazioni. Ma i treni, quelli ordinari come quelli aggiuntivi, li mette Trenitalia. Dobbiamo spiegarlo noi, in questa sede?
Come vanno i lavori in autostrada
Intanto, su impulso del presidente Renato Schifani, in qualità di Commissario per il piano di ammodernamento dell’autostrada A19, si è riunito venerdì il Comitato operativo per la viabilità (Cov) per fare il punto proprio sui lavori del cantiere di Bagheria. Anas ha illustrato i progressi dell’intervento, tornato a pieno regime da oltre due settimane dopo la sospensione estiva. L’impiego di un cantiere esteso per 900 metri consente di lavorare in parallelo, riducendo tempi morti e accelerando la conclusione delle opere, grazie anche all’impiego di tre turni di lavoro, così come richiesto dal presidente Schifani.
In questi giorni, è in corso il montaggio delle barriere di sicurezza, ultimo passaggio prima della riapertura della seconda corsia in direzione Palermo, prevista entro il primo dicembre. Il cantiere sarà progressivamente ridotto man mano che le lavorazioni interne verranno completate, per limitare i disagi alla circolazione. Durante la riunione si è inoltre fatto il punto sui prossimi interventi lungo la A19: i progetti, già esaminati da Anas, non presentano criticità né impatti significativi sul traffico.
Il treno arriva… in ritardo!
Ricapitolando, l’attivazione delle corse aggiuntive su ferro avverrà, considerando i normali tempi che necessitano i cambiamenti dell’offerta ferroviaria, per un mese circa, probabilmente dai primi di novembre ai primi di dicembre (quando è previ. Ovvero all’ultimo minuto, ad abitudini consolidate e soprattutto a danno abbondantemente fatto.
Ultima considerazione: più treni tra Bagheria e Palermo c’erano già, in via “sperimentale”, fino a qualche mese fa, poi incredibilmente spariti. Erano i treni
Bagheria-Isola delle Femmine che andavano ad incrementare l’offerta nel tratto centrale del Passante ferroviario (Guadagna-Isola F.) servendo, tra l’altro, la stazione Maredolce, che rimane assurdamente chiusa al pubblico. Era la previsione dello studio dell’ing. Roberto Di Maria del 2019,
pubblicato su “Tecnica professionale” nel marzo 2020, per
migliorare il servizio sul Passante. Due piccioni con una fava, quindi. Cosa si aspetta, allora, ad attuare questa idea, di 6 anni fa, scaturita da uno studio dei flussi che forse, alla regione, devono ancora leggere?