
Dopo decenni di rinvii, stop ai lavori, revisioni progettuali e polemiche politiche, l’autostrada A33 Asti–Cuneo si avvicina finalmente al traguardo. Il 30 dicembre la tratta mancante sarà aperta al traffico in modalità cantiere, consentendo per la prima volta un collegamento continuo tra Asti e Cuneo. La piena operatività — con tutte le rifiniture completate e la viabilità definitiva — è attesa per aprile 2026.
Quella dell’Asti–Cuneo è una vicenda che affonda le radici lontano nel tempo. La prima concessione risale al 1991, mentre il quadro normativo che ne formalizzò lo sviluppo è del 1998. Da allora l’infrastruttura è diventata un simbolo delle grandi opere italiane rimaste sospese a metà: cantieri aperti e richiusi, contenziosi, varianti, revisioni dei costi e soluzioni progettuali che hanno cambiato più volte forma.
Quando la costruzione fu immaginata, si parlava di costi pari a “poche centinaia di milioni” di lire. Oggi il valore stimato dell’opera si aggira intorno ai 2,5 miliardi di euro, un dato che dà la misura del tempo trascorso e dell’evoluzione dei parametri economici.
Dal 30 dicembre, gli automobilisti potranno percorrere l’intera autostrada, ma con alcune limitazioni tipiche di un cantiere ancora attivo: carreggiate provvisorie, limiti temporanei di velocità e assenza di alcune opere complementari. Nonostante ciò, la continuità della viabilità rappresenta un passo storico per il territorio.
La chiusura completa dei lavori è invece programmata per aprile 2026, data in cui l’arteria sarà pienamente fruibile e potrà esprimere il suo potenziale in termini di mobilità e sicurezza.
Secondo le stime, l’apertura della tratta mancante potrebbe comportare un raddoppio del traffico lungo la A33: dagli attuali circa 6.500 veicoli al giorno a oltre 13.000. Un incremento significativo, destinato a incidere sulle dinamiche logistiche dell’area e, soprattutto, sulla competitività dei collegamenti tra l’autostrada Torino–Piacenza, l’area cuneese e i valichi verso la Francia.
Per il mondo produttivo — in particolare agroalimentare e manifatturiero — la continuità dell’asse Asti–Cuneo è attesa da anni. L’infrastruttura è vista non solo come mezzo per ridurre i tempi di percorrenza, ma come volano per attrarre investimenti in una zona che ha spesso sofferto di una logistica frammentata.
Molti sindaci del territorio hanno accolto la notizia con cauto ottimismo: la fase finale dei lavori rimane critica, ma l’apertura di dicembre rappresenta un segnale concreto, soprattutto per un’opera spesso definita “infinita”.
Il vero completamento arriverà solo in primavera, ma la data del 30 dicembre segna comunque una svolta. La A33, dopo oltre trent’anni di iter, esce dal limbo delle incompiute. Rimarranno le discussioni su costi, tempi e scelte progettuali, ma l’autostrada punta finalmente a diventare ciò che avrebbe dovuto essere fin dall’inizio: un collegamento strategico tra due province cruciali del Piemonte.