CHE FINE HA FATTO LA NOTO-PACHINO?

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Siciliainprogress
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Il 30 giugno è scaduto il termine previsto dal PNRR. Ma della storica ferrovia siciliana non si conosce ancora la data di riapertura.

Il 30 giugno 2026 ha rappresentato una data cruciale per molti interventi finanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del Piano Nazionale Complementare. Entro quella scadenza le opere avrebbero dovuto raggiungere gli obiettivi previsti dal cronoprogramma, consentendo la successiva fase di rendicontazione.

Tra gli interventi più attesi in Sicilia figura il recupero della ferrovia Noto-Pachino, 27 chilometri di linea chiusa al traffico dal 1986 e destinata a rinascere come ferrovia turistica nell’ambito del progetto “Binari senza Tempo”.

L’intervento rientra nel programma del Ministero della Cultura denominato “Percorsi nella storia – Treni storici e itinerari culturali”, finanziato attraverso il Piano Nazionale Complementare. Per il complesso degli interventi è stato stanziato un finanziamento di circa 62 milioni di euro, mentre per la sola Noto-Pachino l’investimento previsto è di circa 40 milioni di euro. Soggetto attuatore è Rete Ferroviaria Italiana (RFI), con la supervisione operativa di Fondazione FS Italiane.

Anche noi di Sicilia in Progress abbiamo seguito negli ultimi anni l’evoluzione del cantiere con diversi sopralluoghi, (QUI uno degli ultimi reportage video sul canale youtube “In Progress”) documentando passo dopo passo l’avanzamento dei lavori nel nostro video reportage e nel successivo approfondimento dedicato alle criticità ancora presenti lungo il tracciato.

Le immagini diffuse negli ultimi mesi da Fondazione FS mostravano un’opera ormai in fase avanzata, con la posa dei nuovi binari, il rifacimento della massicciata e numerosi interventi sulle opere civili. Del resto, l’obiettivo di una riapertura entro il 2026 era stato ribadito più volte nel corso degli ultimi anni.

Lo stesso 13 gennaio 2025, in un video diffuso sui canali istituzionali, il sindaco di Noto, Corrado Figura, annunciava con entusiasmo che il primo “trenino turistico” sarebbe tornato a percorrere la linea proprio nel corso del 2026, indicando quella data come obiettivo per la riapertura della ferrovia.

Oggi, però, a pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno, non risultano comunicazioni ufficiali di RFI o Fondazione FS Italiane che annuncino il completamento dei lavori, l’avvenuto collaudo dell’infrastruttura o una data per la riapertura della linea.

Naturalmente ciò non significa necessariamente che il cronoprogramma non sia stato rispettato, ma abbiamo motivo di dubitarne, perchè conosciamo lo stato dei lavori. Tuttavia, proprio perché si tratta di un investimento pubblico di grande rilievo e di un’opera molto attesa dal territorio, un aggiornamento ufficiale contribuirebbe a fare chiarezza sullo stato effettivo del progetto e sui tempi del ritorno dei treni.

Diversa appare invece la situazione della Alcantara-Randazzo. In questo caso il sedime ferroviario, nel tratto di Trappitello, continua infatti a essere utilizzato come pista di servizio per i mezzi impegnati nella realizzazione della nuova galleria ferroviaria di Taormina, nell’ambito del raddoppio della linea Messina-Catania. Una funzione destinata a proseguire ancora per diversi anni e che rende, almeno per il momento, incompatibile la riattivazione della linea.

Per la Noto-Pachino, invece, il quadro sembrava ben diverso. I cantieri apparivano ormai prossimi alla conclusione e l’aspettativa, alimentata anche dalle dichiarazioni istituzionali, era quella di vedere circolare i primi treni turistici proprio nel corso del 2026.

A pochi giorni dalla scadenza del cronoprogramma, riteniamo quindi legittimo chiedere un aggiornamento ufficiale sullo stato dell’opera. Non per alimentare polemiche, ma per conoscere quando una delle più affascinanti ferrovie storiche della Sicilia potrà finalmente tornare a vivere e offrire al territorio quella nuova opportunità di sviluppo turistico annunciata ormai da diversi anni.

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