Gli autotrasportatori chiedono alla magistratura di fare chiarezza sui costi della nave, sulla gestione e sugli incarichi professionali. Solo poche settimane fa il traghetto era finito al centro delle polemiche per le sue dimensioni e per l’attracco a Lampedusa
Non si placano le polemiche attorno alla Costanza I di Sicilia, il nuovo traghetto di proprietà della Regione destinato ai collegamenti con le isole minori. Dopo le discussioni delle scorse settimane sulle dimensioni della nave e sulla possibilità di utilizzarla negli approdi di Lampedusa, adesso la vicenda approda anche in Procura.
Il Comitato autotrasportatori Libera Concorrenza Regione Sicilia, presieduto da Francesco Caruso, ha infatti presentato, tramite l’avvocato Alessandro Lipera, un esposto-denuncia alla Procura di Palermo sulla realizzazione e gestione della nave, sugli incarichi professionali collegati all’operazione e sulla futura gara per i servizi marittimi con le isole minori.
Dai costi della nave alla futura gara
Tra le questioni indicate nell’esposto c’è il passaggio dal progetto iniziale, che secondo il Comitato prevedeva due navi per circa 130 milioni di euro, alla realizzazione di una sola unità. Il costo finale della Costanza viene indicato in circa 142,97 milioni di euro, ai quali si aggiungerebbe una variante da circa 6,48 milioni.
Gli autotrasportatori chiedono una perizia tecnica ed economico-estimativa per verificare la congruità del costo e il valore effettivo della nave, ma anche la sua idoneità operativa e la convenienza economica del noleggio rispetto al valore del bene pubblico.
Nell’esposto viene affrontata anche la futura gara regionale per i collegamenti con le isole minori, il cui quadro economico è indicato in circa 1,425 miliardi di euro, oltre a una serie di incarichi professionali sui quali il Comitato chiede approfondimenti.
«Chiediamo – ha dichiarato Caruso – che venga fatta piena luce sull’utilizzo delle risorse pubbliche, sugli affidamenti e sulla gestione dei collegamenti marittimi con le isole minori, nel rispetto della legalità, della trasparenza e della meritocrazia».
Le precedenti polemiche sull’attracco a Lampedusa
La vicenda arriva a poche settimane dalle polemiche che avevano già interessato la Costanza I, lunga circa 140 metri e costata quasi 143 milioni di euro. Era stata sollevata la questione della compatibilità delle sue dimensioni con gli approdi di Lampedusa e, in particolare, con il porto commerciale di Cavallo Bianco. La nave utilizza attualmente Cala Pisana, individuata come approdo per le unità che trasportano mezzi e merci.
Alle critiche avevano replicato sia il sindaco di Lampedusa e Linosa Filippo Mannino, sostenendo che la nave non avesse problemi di attracco, sia l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò. Quest’ultimo aveva precisato che il servizio viene svolto regolarmente e che l’utilizzo di Cala Pisana, previsto almeno fino al 30 settembre, risponde alla scelta di razionalizzare le operazioni portuali e ridurre il traffico pesante nel centro abitato.
Adesso, dunque, la questione Costanza si sposta su un altro terreno. Non più soltanto dimensioni e attracchi, ma costi, affidamenti e gestione di un investimento pubblico particolarmente rilevante. Sarà naturalmente la magistratura a valutare se e quali aspetti dell’esposto meritino ulteriori approfondimenti.








