CRISI IDRICA, ALTRO CHE SICCITA’: LO STRANO CASO DELL’INVASO GARCIA

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Crisi idrica siciliana: riconoscere gli errori, senza dimenticare le responsabilità

La denuncia del prof. Micari sulla situazione drammatica dell’invaso Garcia e sulla crisi idrica che sta colpendo la valle del Belice coglie nel segno. Le immagini mandate su Facebook di un bacino ridotto a una pozzanghera, il mancato afflusso dal fiume Belice per l’assenza di manutenzione, l’inspiegabile svuotamento di milioni di metri cubi d’acqua utilizzati a settembre per scopi irrigui: tutto questo rappresenta l’ennesima conferma di una gestione disastrosa delle risorse idriche in Sicilia.

Su questo punto, non possiamo che essere d’accordo: la crisi attuale non è frutto della “siccità” o di una sfortuna climatica improvvisa, ma della mala gestione di infrastrutture progettate per prevenire esattamente questi scenari. Lo diciamo da tempo e lo abbiamo documentato, confutando la “bufala” dell’emergenza climatica come causa unica o prevalente del problema.

Tuttavia, se oggi il prof. Micari denuncia con veemenza questo disastro – e fa bene a farlo – è doveroso ricordare che le responsabilità non nascono ieri e non appartengono a un solo governo regionale o a un singolo mandato amministrativo.
Parliamo di opere realizzate 70-80 anni fa e di decenni di incuria, abbandono, mancata manutenzione e decisioni politiche discutibili che si sono susseguite con continuità, indipendentemente dai colori delle giunte e dei partiti.

Ed è proprio qui che si impone una riflessione:
chi ha gestito finora consorzi, invasi, opere idrauliche, pianificazione del territorio? Chi ha nominato i dirigenti? Chi ha approvato o non approvato bilanci, manutenzioni, deroghe, controlli? Siamo davvero sicuri che nessuno di questi soggetti porti in tasca la tessera del partito di cui il prof. Micari è oggi rappresentante?

Il problema, quindi, non è soltanto puntare il dito contro l’attuale governo regionale – che certamente ha le sue gravi responsabilità – ma riconoscere che la crisi idrica siciliana è il prodotto di un sistema politico-amministrativo che ha fallito trasversalmente, da una sponda all’altra.

Se oggi tutti gridano all’emergenza, è perché ieri — e l’altro ieri — non si è voluto intervenire con serietà, visione e responsabilità. E chi oggi denuncia, se appartiene a quella stessa classe politica, ha il dovere di riconoscere che il problema non si risolve scaricando colpe, ma avviando finalmente una stagione di trasparenza, manutenzione reale e pianificazione strutturale.

Il prof. Micari ha ragione: il disastro dell’invaso Garcia non è accettabile.
Ma proprio per questo, è il momento che ogni forza politica, anche la sua, riconosca il proprio ruolo in ciò che è accaduto e decida di cambiare rotta. Perché l’acqua non ha colore politico: la responsabilità, invece, sì.

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