FERMATA LIBERTÀ TRA GUASTI, SCARSA UTENZA E FREQUENZE INADEGUATE

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Roberto Palermo
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A UN ANNO DALL’APERTURA, LA FERMATA DELL’ANELLO FERROVIARIO MOSTRA LIMITI STRUTTURALI E DISFUNZIONI QUOTIDIANE CHE NE PENALIZZANO L’USO

La fermata Libertà dell’anello ferroviario, inaugurata tra via Sicilia e viale Lazio all’interno della galleria Ranchibile, avrebbe dovuto rappresentare un passo avanti nella mobilità urbana di Palermo. A distanza di circa un anno, però, l’infrastruttura si presenta segnata da una serie di criticità che ne limitano fortemente l’utilizzo. Gli utenti segnalano con frequenza ascensori guasti, monitor spenti o malfunzionanti e, in generale, una manutenzione che appare insufficiente già pochi mesi dopo l’apertura.

Graffitari in … Libertà

Per non parlare delle pareti della galleria già imbrattate dai soliti graffitari, troppo spesso tollerati in quanto “artisti di strada” e non considerati per quello che sono: vandali che non hanno alcun riguardo non soltanto per la cosa pubblica, ma per l’incolumità propria e degli altre. Perchè per portare a termine la propria “opera” hanno necessariamente stazionato sui binari a linea funzionante, visto che quando non lo è la stazione è chiusa da cancelli e quindi inaccessibile dall’esterno.

I commercianti della zona parlano di un’opera poco integrata nel quartiere, ingombrante sul piano architettonico e di scarsa utilità dal punto di vista dei flussi di clientela. Ma oltre agli aspetti visibili, il problema principale è strutturale: i treni dell’anello circolano ogni trenta minuti, un intervallo che rende difficile considerare la linea una vera alternativa al trasporto su gomma.

Una linea “discutibile” e poco frequentata

In una città dove la domanda di mobilità si concentra soprattutto lungo l’asse Nord–Sud, il percorso circolare dell’anello — che non copre in modo diretto né l’una né l’altra direzione se non per tratte brevi — fatica a intercettare spostamenti significativi.

In questo contesto, l’esiguità dell’utenza non sorprende. I flussi Est–Ovest sono storicamente più deboli, e la ferrovia urbana, con la sua frequenza ridotta e l’assenza di interscambi realmente funzionali, non riesce a inserirsi nel quotidiano dei palermitani. Nelle ore serali la stazione appare poco frequentata e poco presidiata, elemento che incide sulla percezione di sicurezza e scoraggia ulteriormente l’uso del servizio.

Un futuro possibile

Eppure la fermata Libertà potrebbe svolgere un ruolo più importante all’interno di una rete di mobilità ampia e moderna: la sua presenza è un’opportunità, ma per diventare davvero utile occorrerebbe un ripensamento complessivo del servizio ferroviario urbano, dalla frequenza alla manutenzione, dall’integrazione con gli altri mezzi, alla comunicazione agli utenti. E, nel lungo (ahinoi) termine, dalla presenza di una vera metropolitana:  basti ricordare che il progetto della MAL (metropolitana Automatica Leggera) prevedeva, proprio in corrispondenza di Libertà, una fermata di interscambio.

Finché queste condizioni non verranno soddisfatte, la fermata rischia di rimanere il simbolo di un’opera esistente ma poco utilizzata, segnata da disservizi che ne limitano fortemente il potenziale.

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Roberto Palermo