
fotomoìntaggio; fonte wikipedia-ragusanews-trenitalia
Niente bis per il Sicilia Express. Sembrava che il successo dell’unico treno in programma aprisse la strada ad un secondo, o almeno così era stato annunciato dall’Assessore Aricò in una recente dichiarazione. Niente, invece, non c’è il tempo per organizzarsi, ed è ovvio: i treni non si trovano al supermercato come le merendine farcite, nè puoi inserire una “traccia” nel pieno delle festività all’interno di linee ferroviarie già intasatissime. Senza contare che il Sicilia Express bis era programmato per il 26 dicembre, giornata a dir poco improbabile per chi vuole rientrare in Sicilia per Natale…
Ma questa è soltanto l’ultima delle promesse mancate. Sappiamo già che la risposta ai cittadini di Brancaccio, ed alla nostra petizione on line che, ad oggi, ha raccolto 715 adesioni (se non lo avete fatto, ADERITE ANCHE VOI) per l’apertura della stazione Maredolce, è stata un bel muro. Eppure l’assessore si era impegnata ad aprirla entro quest’anno, come potete ascoltare in questa dichiarazione ai nostri microfoni del mese di luglio.
A conferma della beffa, l’orario invernale entrato in vigore proprio oggi. La stazione Maredolce non esiste, tra le destinazioni possibili. Eppure sta lì dal 2016, dopo essere stata inaugurata in pompa magna. Insieme alla stazione continuano a mancare i treni, su quel ramo ferroviario e non solo, perchè il passante ferroviario di Palermo continua ad essere servito da un solo treno l’ora. Eppure, da anni, sosteniamo che basterebbe attivare un collegamento Isola-Bagheria per ottenere, nello stesso tempo, un incremento dei treni nella parte più affollata di utenti del Passante e, finalmente, qualche treno a Maredolce. Spendendo in campo pochissimo, in termini di km-treno.
Ma niente, non c’è verso. E non è un problema soltanto palermitano. Sulla costa orientale il Passante di Catania continua ad essere un miraggio, ancorché esistente, almeno da Catania centrale a Fiumefreddo (fine del doppio binario). Non solo pochi treni, ma neanche cadenzati fra di loro. Inutili e vane le segnalazioni del Comitato Pendolari Siciliani-Ciufer e di altri rappresentanti dell’utenza locale, ma di ciò poco importa al Committente Dipartimento dei Trasporti della Regione Siciliana che, da anni, fa orecchie da mercante non soltanto alle proteste ma anche alle proposte/suggerimenti per il miglioramento del servizio.
E, inoltre, per il Comitato Pendolari Siciliani continua ad essere un miraggio il biglietto unico, che invece, tra mille difficoltà e pochissima informazione, si è riusciti ad introdurre a Palermo ed a Messina, nonostante fosse stata prevista dal contratto di servizio 2017/2026 anche nella Città Metropolitana di Catania per l’integrazione tariffaria e vettoriale (biglietto unico); tra l’altro integrazione attuata nelle altre due Città Metropolitane doveva essere a costo zero perché finanziata con i proventi delle penalità elevate alla società Trenitalia.
Per quanto riguarda lo Stretto, stessa storia: metro-ferrovia Messina-Giampilieri attiva, ma servita da pochissimi treni con orari assurdi che non garantiscono alcuna mobilità nelle fasce orario di più interesse lavorativo (l’ultimo treno che effettua il servizio metropolitano da Messina su Giampilieri è il R 21693 delle ore 16:40 e da Giampilieri a Messina l’ultimo treno è il R 21692 delle 17:52) e che non prevedono coincidenze con i treni in arrivo da Palermo ed in partenza e per Catania e Siracusa. Rapporti con il comune per una mobilità integrata? Zero.
Se le città metropolitane piangono, il resto della Sicilia non ride. Trapani, rimane isolata e raggiungibile solo su gomma, condividendo con Matera il poco invidiabile primato di capoluogo di provincia italiano privo di servizio ferroviario. Con la Bicocca-Catenanuova chiusa, è un problema anche viaggiare al centro della Sicilia, così come tra le due principali città. Una situazione che si trascina dal marzo 2023 e speriamo che si concluda a marzo 2025, anche de ci arrivano voci non proprio rassicuranti sull’andamento delle ultime opere ancora da realizzare sulla prima tratta della nuova linea AC, che poi, ovviamente, deve essere pure collaudata ed autorizzata all’esercizio da ANSFISA. Nel frattempo, però, i lavori entreranno nel vivo negli altri 5 lotti della Palermo-Catania, con i relativi, prevedibilissimi, disagi all’utenza.
Consoliamoci con la riapertura della Siracusa-Gela-Canicattì, dopo nove mesi di chiusura, preceduta dall’immancabile treno storico.
A proposito, che notizie abbiamo sulla frequentazione di questi costosissimi treni? Da più parti ci provengono notizie poco rassicuranti di treni semideserti, tra Palermo, Agrigento e Messina. Le stesse immagini che abbiamo ripreso a Catania non ci rappresentano una folla oceanica. Ma, come sapete, a noi piace parlare di dati ufficiali, non di impressioni raccolte da passanti o visitatori occasionali.
Rimaniamo, quindi, in attesa di capire qual’è stato il reale riscontro di questi treni, anche per comprendere quale impatto abbiano avuto sul turismo. Ormai ritenuto da chi ci governa unica fonte di sostentamento per la Regione, con buona pace di chi, non avendo studiato una vita per fare il cameriere e non avendo la vocazione per rallegrare gli ospiti dei villaggi-vacanze, ci saluta e se ne va a lavorare altrove (siamo a 50.000 l’anno). Ai servizi per chi, stoicamente, rimane in Sicilia, studente o pendolare che sia, ci si può pensare un’altra volta.