
Il gruppo Rete Ferroviaria Italiana annuncia investimenti record e una delle più grandi trasformazioni ferroviarie degli ultimi decenni. Nel 2025 gli investimenti di RFI hanno raggiunto quota 11,6 miliardi di euro, con 1.300 cantieri attivi ogni giorno tra nuove opere, manutenzioni straordinarie, aggiornamenti tecnologici e interventi finanziati dal PNRR.
Ad aprire la conferenza “Cantieri 2026: avanzamento lavori e prossime tappe” è stato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di RFI, Aldo Isi:
«Nel 2025 gli investimenti di RFI sono saliti a 11,6 miliardi. Un risultato senza precedenti».
Numeri enormi, che secondo RFI hanno prodotto un impatto economico rilevante: 20,5 miliardi di euro di indotto, 8,6 miliardi di contributo al PIL e circa 112mila occupati nelle filiere coinvolte.
Isi ha sottolineato la portata eccezionale del piano infrastrutturale:
«Mentre negli anni dell’Alta velocità avevamo qualche grande cantiere, i grandi contratti, in questo caso siamo davanti ad uno scenario completamente nuovo, quello dei 1.300 cantieri».
RFI ha fatto il punto sulle principali opere che entreranno progressivamente in esercizio tra il 2026 e il 2027.
Tra gli interventi più attesi c’è anche quello di Palermo: nel secondo semestre del 2026 dovrebbe finalmente entrare in esercizio la tratta Giachery-Politeama dell’Anello ferroviario. Una notizia particolarmente significativa perché arriva dopo mesi di rinvii e incertezze già evidenziati da Siciliainprogress.com sull’Anello ferroviario di Palermo, che aveva sottolineato come l’apertura entro il 2025 apparisse sempre meno credibile. La conferma ufficiale dell’attivazione della tratta Giachery-Politeama nel secondo semestre 2026 (probabilmente a settembre ma se insorgono altri problemi potrebbe slittare a dicembre, in corrispondenza del nuovo orario invernale), come avevamo previsto, rappresenta dunque un passaggio importante, ma che dovrà ora confrontarsi con la realtà dei cantieri e con le aspettative di una città che attende quest’opera da molti anni.
Nel dettaglio, a livello nazionale, le altre opere in via di attivazione sono:
Il piano di investimenti comporterà inevitabilmente anche numerose interruzioni programmate nel corso dell’estate 2026. Saranno interessate la AV Milano-Venezia, il nodo di Firenze, la Milano-Bologna, la Milano-Genova, la Firenze-Roma e la Caserta-Foggia, con deviazioni, rallentamenti e servizi sostitutivi.
Secondo RFI, però, il nuovo modello organizzativo consentirà di concentrare i lavori in periodi limitati, riducendo l’impatto nel medio periodo.
A spiegare la strategia è stato ancora Isi:
«Nel 2025 Rfi, ha realizzato investimenti record sull’infrastruttura ferroviaria per 11,6 miliardi di euro. Ora stiamo lavorando per migliorare l’infrastruttura, con uno sforzo che non ha precedenti. Gli investimenti hanno anche un impatto sull’indotto di oltre 20 miliardi e sul Pil di circa 0,8 punti percentuali. Credo che questi siano numeri importanti anche per il paese e per tutti quanti noi rappresentano un motivo di orgoglio e soddisfazione, ma anche di grande responsabilità. Quindi numeri veramente significativi che rendono l’idea di tutto quello che è stato fatto nel 2025 e che faremo nel 2026».