IL MEZZOGIORNO SI SVUOTA NEL SILENZIO COMPLICE DELL’ITALIA

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Siciliainprogress
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Lo spopolamento del sud è un’emergenza nazionale sistematicamente rimossa dal dibattito pubblico

Lo spopolamento del Mezzogiorno non è un destino naturale né una semplice dinamica demografica: è una emergenza nazionale che l’Italia continua a ignorare. A denunciarlo con dati, numeri e parole nette è Massimo Mastruzzo, in un articolo pubblicato il 24 dicembre 2025 su Calabria Diretta News, dedicato a quello che viene definito senza mezzi termini un “esodo silenzioso” dal Sud verso il Centro-Nord.

116 mila abitanti in meno in soli 2 anni!

Secondo i dati ISTAT riportati da Mastruzzo, nel biennio 2023-2024 oltre 241 mila persone hanno lasciato il Mezzogiorno, mentre i movimenti in senso opposto si fermano a circa 125 mila unità. Il saldo è drammatico: -116 mila residenti in soli due anni, un numero che basterebbe, da solo, a giustificare una dichiarazione di emergenza nazionale.

Ma il dato più allarmante riguarda il lungo periodo. Dal 2001 a oggi, scrive Mastruzzo, il Sud ha perso più di 2,7 milioni di abitanti, in gran parte giovani, studenti e lavoratori. Un’emorragia paragonabile a quella del secondo dopoguerra, con una differenza sostanziale: oggi tutto avviene senza piani straordinari, senza investimenti strutturali, senza una visione politica.

Un’emergenza ignorata dai media nazionali

L’articolo punta il dito anche contro la narrazione dominante dei media nazionali, che preferiscono concentrarsi ciclicamente sul caro-biglietti durante le festività, se non sono troppo impegnati a dissertare sul caso Garlasco o sull’ennesimo scandalo americano a sfondo sessuale.

Tutto, pur di evitare di affrontare il nodo centrale: milioni di cittadini sono costretti a lasciare il Sud per poter lavorare, studiare o curarsi. Non per scelta, ma per mancanza di alternative.

Mastruzzo evidenzia come questa emigrazione forzata sia il risultato diretto di disuguaglianze territoriali croniche, di un sistema che concentra opportunità, servizi e infrastrutture in una parte del Paese, svuotandone progressivamente un’altra. In questo contesto viene citato il Movimento Equità Territoriale (MET) come una delle poche realtà politiche che continua a denunciare l’assenza di politiche efficaci per fermare l’esodo.

Uno spopolamento programmato con cura. Dalla politica

Ciò che emerge con forza è una verità scomoda: lo spopolamento del Mezzogiorno non è una fatalità, ma il frutto di scelte politiche precise e di una rimozione sistematica del problema dal dibattito pubblico nazionale.

Per questo siciliainprogress.com ritiene necessario rilanciare e amplificare l’allarme lanciato da Massimo Mastruzzo: perché non può esistere progresso, né per la Sicilia né per l’Italia, se un’intera parte del Paese viene lasciata svuotarsi nel silenzio generale.

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