
Il 18 giugno scorso abbiamo dato notizia dell’inaugurazione, in pompa magna, della Sala operativa unica regionale. Già allora, memori delle estati precedenti, ci eravamo chiesti: “Servirà”? Commentando “Presto sapremo se queste struttura servirà a salvare la Sicilia dai soliti roghi estivi…”. Ebbene, oggi, a poco più di un mese di distanza, lo sappiamo già.
La Sala Operativa non è servita. Certo non a prevenire gli incendi, visto che ne scoppiano regolarmente ogni giorno, come avviene ogni estate che Dio manda in Sicilia. E scoppiano, incredibilmente, sempre negli stessi posti, arcinoti anche a noi che non siamo esperti, come quelli coinvolti nella gestione della Sala Operativa. Monte Cofano, Riserva dello Zingaro, Custonaci tanto per riferire di quelli attualmente divorati dalle fiamme.
A breve, se non stanno già bruciando mentre scriviamo, vedremo entrare nell’elenco anche i vari S. Martino delle Scale, le Petralie, Vendicari, Patelleria e, perchè no, la Plaia di Catania; insieme a tutti gli altri posti a cui, ogni estate, qualcuno dà fuoco. Qualcuno che non viene mai individuato ed assicurato ala giustizia. Un “ignoto 0” che deve avere l’abilità di Diabolik per svanire nel nulla dopo aver portato a termine, con successo, la sua opera distruttiva.
Con buona pace del Presidente della Regione e dell’assessore Savarino che già il 13 maggio scorso, presentando la “nuova campagna antincendi” avevano assicurato «Più squadre e strumenti per il controllo del territorio».
Chissà dov’erano queste squadre in questi giorni. Certamente non nel trapanese, dove è partito, puntuale come una cambiale, il copione di ogni estate.
“Stanotte Castelluzzo, San Vito, Custonaci, Alcamo, Buseto, Calatafimi, Scopello, Monte Cofano, Inici, lo Zingaro sono stati divorate dalle fiamme. Un disastro ambientale di proporzioni drammatiche che, ancora una volta, mette in luce l’assenza totale di una strategia da parte del governo regionale in materia di prevenzione incendi”. A dichiararlo è il deputato regionale del Partito Democratico, Dario Safina.
“Decine di ettari bruciati, abitazioni evacuate, fiamme che si sono propagate in tutta la provincia di Trapani e in ampie aree della Sicilia. Di fronte a tutto questo – prosegue Safina – assistiamo al silenzio assordante del presidente Schifani e del suo esecutivo. È un atteggiamento inaccettabile e vergognoso”.
Intanto riparte puntuale il via-vai di canadair ed elicotteri. Ci costano, come riferimmo in un articolo dell’agosto 2021, a prezzi di allora, 15mila euro l’ora i primi, 5mila l’ora i secondi. Almeno 13 milioni di euro ogni anno (cifra riferita sempre al 2021), sborsati dalla Regione e gestiti dalla Protezione Civile.
Somme importanti, quindi, che potrebbero anche suscitare gli appetiti di qualcuno. Ci chiedevamo, già 4 anni fa, se alla Regione o alla Protezione Civile avessero pensato a modificare i contratti, evitando di legare direttamente il compenso alle ore impiegate nello spegnimento degli incendi. Qualcosa che, in fondo, non costerebbe nulla ma toglierebbe di mezzo qualsiasi sospetto su un’attività che, fino a prova contraria, è non solo utile, ma lodevole.
Oggi si potrebbe fare, magari con l’ausilio della nuova Sala Operativa; l’unica vera novità nel triste, squallido film che viene replicato ogni estate in Sicilia.