
La metropolitana di Catania continua a crescere e guarda oltre i confini urbani. Dopo l’avanzamento delle tratte verso l’aeroporto, si muove con passi più concreti anche l’estensione verso ovest, fino a Paternò. È il progetto che, una volta completato, permetterà di collegare direttamente il cuore dell’Etna Valley con il centro del capoluogo, offrendo per la prima volta un’alternativa rapida e sostenibile agli spostamenti quotidiani di migliaia di pendolari.
La tratta Misterbianco–Paternò rappresenta il segmento più ambizioso e complesso dell’intera rete. Si estenderà per circa 11,5 chilometri, proseguendo l’attuale tracciato della Ferrovia Circumetnea e integrandosi con la rete metropolitana. Sono previste sette nuove stazioni: Gulferio, Belpasso, Valcorrente, Giaconia, Ardizzone, Rapisarda e Paternò. Il progetto comprende anche un nuovo deposito-officina e l’ammodernamento dei sistemi di segnalamento e alimentazione elettrica.
Secondo la pianificazione aggiornata, il cantiere è già in movimento. Dal 1° ottobre 2025 è stata chiusa al traffico via della Libertà a Paternò, per consentire la realizzazione della galleria GA05, una delle principali opere civili del lotto occidentale. La chiusura durerà circa otto mesi, segno che le lavorazioni sono ormai passate dalla fase preparatoria a quella effettiva.
Il progetto rientra nella cornice più ampia di potenziamento del trasporto pubblico metropolitano siciliano e beneficia di fondi europei e nazionali. L’appalto principale per la tratta Monte Po–Misterbianco, già firmato nel 2024, ha un valore di 124 milioni di euro, a cui seguiranno gli investimenti per il prolungamento fino a Paternò. L’intera linea — dal centro di Catania fino al comune etneo — è dunque in costruzione per fasi successive e coordinate.
Il cronoprogramma ufficiale non fissa ancora una data precisa per l’entrata in esercizio: le stime più realistiche parlano di 2030 come orizzonte possibile per l’attivazione del servizio completo tra Paternò e l’aeroporto.
Nonostante le sfide, la prospettiva resta di grande impatto. Collegare Paternò e i centri dell’hinterland — Belpasso, Misterbianco, Valcorrente — con la metropolitana significherebbe ridisegnare la geografia degli spostamenti quotidiani, offrendo un collegamento diretto, elettrico e rapido fino al cuore di Catania. Un tragitto che oggi può richiedere quasi un’ora d’auto, in futuro potrebbe ridursi a meno di 25 minuti.
Dal punto di vista urbanistico, la nuova tratta potrebbe diventare un catalizzatore di riqualificazione territoriale. Le aree limitrofe alle stazioni sono destinate a trasformarsi: nuove connessioni, maggiore accessibilità, potenziale rilancio commerciale e immobiliare. Tuttavia, resta essenziale garantire una comunicazione trasparente con i residenti e un equilibrio tra le esigenze del cantiere e la tutela dei quartieri coinvolti.
La metro verso Paternò non è soltanto un’infrastruttura: è un progetto di area vasta, un simbolo di connessione tra Catania e la sua cintura metropolitana. Se realizzata nei tempi e con la qualità prevista, rappresenterà un passo decisivo verso una mobilità più sostenibile, moderna e integrata per tutta la Sicilia orientale.