
Tiene banco in Sicilia la polemica sulle spese sostenute a Palazzo d’Orléans, sede della Presidenza della Regione. Al centro del dibattito politico le dichiarazioni del deputato regionale Ismaele La Vardera, che ha sollevato dubbi su alcuni acquisti ritenuti eccessivi, in èparticolare le spese di gestione mensa e bar.
Secondo quanto riportato dalla stampa, tra le spese contestate figurano acquisti per attrezzature da cucina e servizi interni, tra cui una gelatiera e un piano cottura dal valore significativo (circa 10mila euro).
La Vardera ha parlato di “spese allegre”, mettendo in discussione l’opportunità di tali investimenti in un contesto economico complesso, chiedendo chiarimenti sull’utilizzo dei fondi pubblici e sulla loro reale necessità.
“Re Schifani pensa di interpretare quel ruolo come se fosse Federico II di Svevia, come se ancora ci fossero i vassalli. Ma quale ragione per cui dobbiamo spendere con i soldi dei siciliani per fare la granita, per fare un gelato?”, ha dichiarato il deputato regionale, aggiungendo: “mi dicono che c’è addirittura questa sala, dedicata al Presidente della Regione, dove può mangiare soltanto lui”. E ancora: “Un buon padre di famiglia che sa che ci sono problemi importanti non spende 120.000 euro per rifarsi il pavimento della segreteria attigua alla Giunta”.
Non si è fatta attendere la risposta della Regione Siciliana, che attraverso il dipartimento competente ha respinto le accuse, definendo fuorviante la ricostruzione proposta. Di seguito la nota ufficiale:
“In merito alle dichiarazioni rese all’Ars dall’onorevole La Vardera, il dirigente generale del dipartimento del Cerimoniale e dei siti presidenziali, Francesco Di Chiara, chiarisce che le spese per mensa, bar e acquisti di attrezzature a Palazzo d’Orléans non sono assolutamente riconducibili al presidente della Regione, ma rientrano nelle esclusive competenze del dipartimento.
I servizi di mensa e bar non costituiscono un privilegio del presidente della Regione, bensì sono destinati a tutto il personale in servizio a Palazzo d’Orléans – circa 200 dipendenti – senza alcuna area o utilizzo esclusivo. Gli acquisti effettuati, che rappresentano dotazioni comuni in analoghe strutture, rispondono unicamente a esigenze funzionali: sostituzione di attrezzature danneggiate o non riparabili, anche a seguito di eventi eccezionali, o adeguamenti necessari per obblighi normativi, nel rispetto dei principi di economicità e buon andamento.
Le ricostruzioni fornite risultano pertanto fuorvianti, poiché ignorano la natura istituzionale delle spese, assimilando impropriamente una sede di alta rappresentanza a un ordinario complesso di uffici. Per quanto riguarda i beni di rappresentanza, si precisa che essi sono destinati esclusivamente ad attività istituzionali, quali visite ufficiali e incontri di rilievo, secondo quanto previsto dal cerimoniale.
Tale prassi si inserisce in una consuetudine antichissima, radicata nelle relazioni internazionali fin dall’antichità, quale simbolo di pace, alleanza e rispetto reciproco. Alcuni beni, inoltre, sono stati destinati a iniziative solidali a favore di soggetti fragili, in particolare nel periodo delle festività.
Il caso resta aperto sul piano politico, con posizioni contrapposte: da un lato chi denuncia possibili sprechi, dall’altro l’amministrazione regionale che rivendica la correttezza e la natura istituzionale delle spese. È probabile che la vicenda prosegua nei prossimi giorni all’Assemblea Regionale Siciliana.