
L’immagine è chiara: se vuoi parcheggiare lungo la litoranea che da Mascali porta a Fondachello ed a S. Marco, devi pagare minimo 6 € per mezza giornata di parcheggio. L’informazione è resa disponibile all’attonito bagnante sulle colonnine per il pagamento del ticket, tramite un fogliettino incollato con lo scotch. Comunicazione all’avanguardia, suggellata dal bollo comunale, che potete “apprezzare” nella foto che ci è pervenuta da una nostra affezionata follower.
L’avviso, come si legge nell’intestazione, è “diramato” dalla Polizia Locale di Mascali.
Ma c’è qualcosa che non va: a parte le discutibili modalità, questo “provvedimento” cartaceo è comparso dall’oggi al domani senza il minimo preavviso, come ci segnala l’autrice della foto. E, prezzi da riviera romagnola a parte, manca totalmente la tariffa oraria, essendo indicate solo le tariffe relative a “mezza giornata” (6,00 €) e “tariffa giornaliera” (8,00 €).
Dove è finita la tariffa oraria, ci viene chiesto?
“In Progress” ha fatto una piccola ricerca ed ha rinvenuto, sul sito del Comune di Mascali, la delibera n° 18 del 8/07/2026 che, come potete leggere, prevede la tariffa oraria pari ad 1,50 €, sparita dall'”avviso” appiccicato alle colonnine. Sulle quali, invece, sono presenti le ben più onerose tariffe sopra riportate. Non avendo rinvenuto provvedimenti successivi, che modifichino il quadro tariffario annullando la tariffa oraria, ci chiediamo per quale motivo la stessa non venga riportata nell’avviso.
E, soprattutto, ci chiediamo cosa significhi la frase che chiude l’avviso “il controllo verrà effettuato non sull’orario risultante dal ticket ma dal suo importo“. Sarà un limite nostro, ma sospettiamo che non ci abbiano capito nulla neanche i malcapitati bagnanti, a parte la consapevolezza del salasso imminente.
Ultima riflessione: a quanto ci è stato riferito, alle tariffe degne di Riccione non corrisponde una paragonabile cura delle spiagge, almeno quelle libere, in cui mancherebbero i servizi più essenziali. Il che ci costringe a ribadire la consueta riflessione: Ma non dovevamo “VIVERE DI SOLO TURISMO”?