Il deputato regionale diffonde una registrazione del dirigente generale dell’Ambiente. Al centro del caso la revoca della concessione demaniale alla società Italo-Belga e il presunto coinvolgimento della politica in una procedura amministrativa già conclusa.

Nuova bufera politica attorno alla vicenda della concessione demaniale di Mondello alla società Italo-Belga. A innescare lo scontro è stato il deputato regionale Ismaele La Vardera, che ha diffuso una registrazione audio attribuita al dirigente generale del Dipartimento Ambiente Calogero Beringheli, sostenendo che il contenuto dimostrerebbe l’esistenza di pressioni politiche nella gestione della pratica relativa alla revoca della concessione.

Si tratta di un’accusa particolarmente pesante. Se la ricostruzione proposta dal parlamentare trovasse conferma, emergerebbe infatti il tentativo della politica di intervenire su un procedimento amministrativo già definito dagli uffici competenti, con tutte le conseguenze che una simile circostanza comporterebbe sul piano istituzionale e amministrativo.

Secondo quanto sostenuto da La Vardera, dall’audio emergerebbe che il presidente della Regione Renato Schifani avrebbe manifestato contrarietà alla revoca della concessione o comunque la volontà di rinviarne gli effetti, nonostante il provvedimento fosse già stato adottato dagli uffici regionali. Il deputato parla apertamente di una vicenda che meriterebbe ulteriori approfondimenti e chiarimenti pubblici.

Schifani e Savarino rispondono

La risposta della Regione è arrivata poche ore dopo attraverso una nota congiunta firmata dal presidente Schifani e dall’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giusi Savarino. I due esponenti del governo regionale confermano che l’incontro richiamato nella registrazione si è effettivamente svolto a Palazzo d’Orléans e che erano presenti, oltre a loro, anche il dirigente generale Beringheli.

La versione fornita dalla Regione è però radicalmente diversa da quella sostenuta da La Vardera. Schifani e Savarino affermano infatti che, al momento della riunione, il provvedimento di revoca della concessione era già stato adottato, pubblicato e pienamente efficace. Proprio per questo motivo, sostengono, sarebbe impossibile ipotizzare qualsiasi pressione o interferenza sull’attività amministrativa.

Secondo la nota ufficiale, l’incontro avrebbe avuto il solo scopo di consentire al presidente della Regione di acquisire informazioni sui successivi passaggi amministrativi necessari a garantire la gestione della spiaggia in vista della stagione estiva. «Non ho mai fatto alcuna ingerenza sulle scelte degli assessori e conosco bene le norme sulla separazione tra indirizzo politico e attività amministrativa», ha dichiarato Schifani, definendo «non corrispondente alla realtà dei fatti» la ricostruzione diffusa nelle ultime ore.

La vicenda appare tutt’altro che chiusa. Da una parte vi è un audio che, secondo La Vardera, dimostrerebbe un tentativo di incidere su una procedura già definita dagli uffici; dall’altra la netta smentita della Presidenza della Regione e dell’assessorato al Territorio. Proprio per la delicatezza delle questioni sollevate, sarà probabilmente necessario fare piena luce sul contenuto della registrazione e sul contesto nel quale le affermazioni riportate sarebbero state pronunciate.