A metà agosto i controlli ASP davano valori nella norma. A fine mese sono arrivati invece divieti temporanei prima nell’area dell’Antico Stabilimento e poi anche verso via Anadiomene.

La situazione della balneabilità a Mondello è diventata, nel giro di poche settimane, molto più complessa di quanto sembrasse a metà agosto.

Il 12 agosto, dopo la denuncia di un possibile scarico abusivo sotto l’Antico Stabilimento, il Comune aveva comunicato che i controlli eseguiti dall’ASP a luglio e il 10 agosto risultavano entro i limiti di legge. Due giorni dopo, il 14 agosto, un nuovo campionamento effettuato dall’ASP confermava ancora valori nella norma e nessun rischio per la salute pubblica. (ANSA.it)

Poi qualcosa è cambiato.

Il primo divieto davanti al Charleston

Il 27 agosto il Comune di Palermo ha emesso un’ordinanza urgente di divieto temporaneo di balneazione nell’area compresa a 50 metri a est e a 50 metri a ovest dell’ingresso dell’Antico Stabilimento. La decisione è arrivata dopo nuovi campionamenti dell’ASP che avevano rilevato il superamento dei valori consentiti per gli enterococchi intestinali. (Comune di Palermo)

Non si trattava quindi più di una semplice segnalazione o di analisi effettuate privatamente: questa volta il superamento era stato rilevato dagli organismi pubblici competenti e aveva determinato un provvedimento formale di interdizione alla balneazione.

Il 31 agosto il problema si sposta

I successivi controlli hanno restituito una situazione ancora diversa. Il punto situato a est dell’Antico Stabilimento è rientrato nei parametri, consentendo la revoca del precedente divieto in quel tratto. È rimasto invece lo sforamento nella zona a ovest e, contemporaneamente, sono stati rilevati valori oltre i limiti anche nel punto di campionamento n. 50, davanti a via Anadiomene.

Il Comune ha quindi emesso una nuova ordinanza il 31 agosto, mantenendo il divieto nella zona ancora fuori norma e spostandolo anche verso quest’ultimo tratto. (Comune di Palermo)

È questo probabilmente il dato più significativo: non abbiamo un unico punto stabilmente inquinato, ma una situazione che, almeno nei campionamenti di fine agosto, presenta valori anomali in tratti differenti del litorale.

Dal possibile scarico abusivo a un problema più ampio?

La vicenda era iniziata con la denuncia del deputato regionale Ismaele La Vardera, che aveva segnalato un possibile scarico abusivo sotto l’ex Charleston. In quella fase la società Italo Belga aveva respinto le accuse, sostenendo che un accertamento ancora non concluso veniva trasformato in una sentenza mediatica. Il Comune, dal canto suo, aveva correttamente ricordato che gli eventuali divieti potevano essere adottati soltanto sulla base dei dati ufficiali dell’ASP. (ANSA.it)

I campionamenti successivi hanno però dimostrato che almeno in alcuni momenti e in alcuni punti il superamento dei parametri c’è stato realmente.

Questo non significa automaticamente che sia stata accertata la causa, né consente di attribuire l’inquinamento allo scarico segnalato inizialmente. Su questo occorre essere rigorosi. Ma proprio il fatto che i valori fuori norma siano comparsi in punti differenti suggerisce che sarebbe utile capire se si tratti di un fenomeno localizzato e occasionale oppure dell’effetto di scarichi, rete fognaria, apporti da terra o altre criticità del sistema costiero.

Servono controlli continui, non soltanto durante l’emergenza

Mondello non è una spiaggia qualsiasi. È il principale litorale balneare di Palermo, frequentato ogni giorno da migliaia di persone durante l’estate. Per questo una sequenza di campionamenti che prima restituisce valori regolari e poi porta, nel giro di pochi giorni, a due ordinanze differenti merita qualcosa di più della semplice gestione dell’emergenza.

Il Comune ha correttamente adottato i divieti quando i dati ASP lo hanno imposto. Adesso però sarebbe utile conoscere con maggiore precisione l’origine degli sforamenti, la loro distribuzione nel tempo e l’eventuale presenza di criticità strutturali lungo la costa.

Perché revocare un divieto quando i valori tornano nella norma è necessario. Ma capire perché quei valori siano usciti dalla norma è ancora più importante.

E dopo quanto accaduto nell’ultima parte di agosto, limitarsi a dire che il campione successivo è tornato regolare non può essere considerato sufficiente.