
fonte: ANSA, foto manifestazione dicembre 23
Dovevano raggiungere Messina per partecipare alla manifestazione contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto, ma oltre 500 manifestanti provenienti da Reggio Calabria hanno raggiunto la sponda siciliana con circa un’ora di ritardo.
Secondo quanto riportato da Calabria Diretta News, l’aliscafo sarebbe rimasto in attesa nelle acque antistanti il porto prima di ricevere l’autorizzazione all’ormeggio e consentire lo sbarco dei passeggeri. (Calabria Diretta News)
L’episodio ha provocato la dura reazione del segretario regionale di Sinistra Italiana-AVS Calabria, Fernando Pignataro, che ha parlato di «un fatto grave e inaudito di limitazione della libertà e della possibilità di esprimere democraticamente le proprie idee». (Calabria Diretta News)
Non risultano, almeno sulla base delle informazioni disponibili, elementi che consentano di attribuire il ritardo alla volontà di ostacolare la partecipazione al corteo. Resta però difficile non cogliere il paradosso della vicenda.
Per raggiungere una manifestazione organizzata contro la costruzione di un collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, oltre 500 No Ponte hanno sperimentato direttamente cosa significhi dipendere dal collegamento marittimo: attendere, accumulare ritardo e non avere alcuna possibilità di proseguire autonomamente il proprio viaggio.
Un episodio che dovrebbe ricordare a nopontisti e benaltristi vari quale sia la discontinuità infrastrutturale che il collegamento stabile è chiamato ad eliminare per sempre. Nonostante il loro costante impegno ad impedirne la realizzazione.
Come riferisce Repubblica Palermo, testata che difficilmente potrebbe essere considerata schierata a favore del Ponte, alla manifestazione di Messina hanno partecipato circa mille persone, con la presenza anche di esponenti dei partiti del centrosinistra e della rete ambientalista.
Mille persone. Solo mille, nonostante il tam tam che ha accompagnato l’appuntamento ben oltre i confini siciliani, il sostegno di partiti politici di primo piano, sindacati, associazioni e organizzazioni ambientaliste. E nel conteggio, naturalmente, vanno considerati anche gli oltre 500 manifestanti provenienti dalla Calabria che, sia pure in ritardo, hanno poi raggiunto Messina.
Il confronto con l’anno precedente è significativo. Il 9 agosto 2025, secondo i dati riportati dall’ANSA, ma anche da questo blog, erano state oltre 2.000 le persone presenti alla manifestazione No Ponte di piazza Cairoli, alla quale avevano partecipato anche esponenti politici, sindacati, associazioni ambientaliste, docenti e cittadini. (ANSA.it)
Quello contro il Ponte sta ormai diventando un appuntamento annuale. Ma quest’anno, almeno stando ai numeri riportati da Repubblica, la partecipazione si sarebbe praticamente dimezzata rispetto al 2025. Un dato che appare ancora più significativo considerando la mobilitazione nazionale che ha preceduto il corteo e la presenza organizzata di numerose forze politiche e sindacali.
E alla fine rimane anche la piccola ironia della giornata: una parte consistente dei manifestanti ha raggiunto in ritardo il corteo contro il Ponte proprio perché, per attraversare lo Stretto, il Ponte ancora non c’è.