Paline spente, informazioni inattendibili e un’app costata un milione ancora “sperimentale”. Mentre altrove sapere quando arriva un autobus è normale, a Palermo sembra ancora un obiettivo da raggiungere
Ci occupiamo da anni delle condizioni del trasporto pubblico palermitano, delle corse saltate, delle attese interminabili, della carenza di mezzi e di una rete che troppo spesso rende difficile utilizzare l’autobus come reale alternativa all’automobile.
Ma quanto raccontato oggi da ilSicilia.it riesce ancora a sorprendere. Perché questa volta non parliamo di acquistare centinaia di autobus, costruire nuove infrastrutture o rivoluzionare la mobilità cittadina. Parliamo semplicemente di sapere dove si trova un autobus e fra quanti minuti arriverà alla fermata.
Una funzione che nel 2026 dovrebbe essere talmente scontata da non meritare neppure un articolo. A Palermo, invece, continua a rappresentare un problema apparentemente insormontabile.
PALINE ACCESE, SPENTE O INUTILI
La ricostruzione pubblicata da ilSicilia.it è impietosa. Le paline elettroniche installate in città sono ancora poche e, in alcuni casi, risultano semplicemente spente perché attendono il collegamento elettrico e informatico. In altri casi gli schermi funzionano ma, secondo le segnalazioni riportate dalla testata, mostrerebbero le frequenze teoriche previste dalle tabelle aziendali e non l’effettiva posizione degli autobus.
Una settantina di tabelloni sono stati collocati lungo l’asse Strasburgo-Restivo-Sciuti-Terrasanta. A piazza Croci, invece, alcune paline risultano installate ma non operative.
Il risultato è quello che conoscono perfettamente i palermitani: si arriva alla fermata e non si sa se l’autobus passerà fra tre minuti, fra mezz’ora o se la corsa sia stata saltata.
Particolare tutt’altro che secondario in una città nella quale proprio la scarsa regolarità delle corse rende l’informazione in tempo reale ancora più importante. Non conoscere la posizione dei mezzi impedisce inoltre di programmare coincidenze e rende molto più difficile integrare autobus, tram e ferrovia.
UN MILIONE PER UN’APP ANCORA “SPERIMENTALE”
Ancora più difficile da comprendere è la vicenda dell’app “Muoversi a Palermo”, presentata nel 2023 e destinata proprio a fornire agli utenti informazioni in tempo reale.
Secondo quanto ricostruito da ilSicilia.it, il sistema è stato finanziato attraverso il PON Metro 2014-2020 per un milione di euro. AMAT avrebbe definito le esigenze e fornito i dati, mentre lo sviluppo software è stato affidato a SISPI, con il supporto di competenze esterne.
Sono trascorsi tre anni. L’applicazione viene ancora indicata come in fase sperimentale e le informazioni relative ai mezzi non risultano puntuali.
Occorre fermarsi sul significato di questi numeri. Un milione di euro e tre anni per non riuscire ancora a fornire con affidabilità la posizione di un autobus. Sistemi GPS, applicazioni per smartphone e informazioni in tempo reale alle fermate appartengono ormai alla normale gestione del trasporto pubblico. Sono tecnologie consolidate da anni, non progetti di ricerca. Proprio per questo la situazione palermitana non può più essere liquidata come uno dei tanti inconvenienti tecnici.
ARGIROFFI: «TRAVALICATO I LIMITI DELLA DECENZA»
Durissimo il giudizio della consigliera comunale Giulia Argiroffi, riportato da ilSicilia.it, che ricorda come il problema abbia radici lontane e come negli anni siano già state impiegate ingenti risorse pubbliche.
«La storia di questo progetto ha ormai travalicato i limiti della decenza», afferma Argiroffi, ricordando anche i precedenti investimenti e le responsabilità accumulate negli anni.
La consigliera punta inoltre il dito sul rapporto tra AMAT e SISPI e sintetizza così il risultato: «Quando Amat e SISPI collaborano, la débâcle appare purtroppo garantita».
Al di là della battuta, la questione posta è serissima. Nel 2017 AMAT affidò a SISPI l’attuazione dei progetti; secondo Argiroffi, gli obiettivi non sarebbero stati raggiunti e l’Amministrazione avrebbe dovuto stanziare ancora nuove risorse per tentare di risolvere le criticità.
Non può diventare normale che davanti a un servizio che non funziona la risposta sia semplicemente spendere altro denaro pubblico, senza prima spiegare perché quello già speso non abbia prodotto il risultato previsto.
AMELLA: PALERMO «FANALINO DI CODA»
Sulla vicenda interviene anche la capogruppo del Movimento 5 Stelle Concetta Amella, che ha annunciato un’interrogazione all’assessore Maurizio Carta.
«La città di Palermo continua ad essere fanalino di coda», afferma Amella, sottolineando che, nonostante gli investimenti effettuati, la geolocalizzazione degli autobus non è ancora effettivamente disponibile agli utenti.
Ed è difficile darle torto almeno nella descrizione del problema.
Sicilia in Progress denuncia da tempo le condizioni del servizio autobus cittadino. Abbiamo raccontato corse saltate, attese interminabili, autobus insufficienti, guasti, linee improvvisamente sospese e collegamenti organizzati senza una reale integrazione con gli altri sistemi di trasporto pubblico. Da anni descriviamo un’AMAT alle prese con problemi di disponibilità di mezzi, drammaticamente insufficienti rispetto alle esigenze della città o, in alternativa, carenza di autisti, magari dichiarati inabili alla guida dopo poche settimane dall’assunzione.
Adesso scopriamo che persino fornire al passeggero una delle informazioni più elementari — dove si trova il suo autobus — continua a essere complicato. E questa forse è la fotografia più efficace del trasporto pubblico palermitano.
Fonte: ilSicilia.it, “Paline spente o non funzionanti, la geolocalizzazione dei mezzi Amat resta un miraggio”, 26 agosto 2026.








