A Firenze si sta costruendo un pezzo importante del futuro ferroviario italiano ad Alta Velocità – QUI UN NOSTRO TUTORIAL ESPLICATIVO
Il Passante Alta Velocità e la stazione di Belfiore rappresentano l’evoluzione del nodo fiorentino: un’infrastruttura pensata per liberare la città dal traffico dei treni ad alta velocità di superficie e, allo stesso tempo, creare un nuovo hub sotterraneo moderno e funzionale.
Il progetto prevede due gallerie parallele, ognuna a binario singolo, che scorrono per circa sette chilometri sotto la città, a una profondità media di venti metri. Collegheranno Firenze Campo di Marte a Firenze Rifredi, consentendo ai treni AV di attraversare il capoluogo toscano senza interferire con il traffico regionale e metropolitano. La nuova stazione Belfiore sorgerà nell’area compresa tra via Circondaria e viale Belfiore: un luogo che da zona marginale diventerà il nuovo cuore della mobilità cittadina.
L’architettura a servizio della ferrovia
Il progetto architettonico porta la firma dello studio Foster + Partners, insieme alla società di ingegneria Arup, e traduce in forme lineari e trasparenti la volontà di fondere efficienza e leggerezza. La stazione, lunga circa 450 metri e larga 50, si articolerà su più livelli: in basso, a ventidue metri di profondità, correranno i binari; sopra, un mezzanino con spazi di servizio e un’ampia copertura luminosa che lascerà filtrare la luce naturale. L’effetto complessivo punta a evocare una sorta di cattedrale contemporanea, sospesa tra infrastruttura e architettura.
Ma oltre all’estetica, il Passante di Firenze è una risposta ingegneristica a un problema di capacità. I binari di Santa Maria Novella, oggi saturi, verranno alleggeriti: i treni dell’alta velocità non dovranno più fermarsi e invertire la marcia nella stazione centrale, e i convogli regionali potranno circolare con maggiore regolarità. Il sistema ferroviario fiorentino diventerà così più fluido e connesso, con benefici anche per la rete toscana e per l’intero corridoio ferroviario europeo Scandinavo–Mediterraneo.
Lo scavo meccanizzato
Dal punto di vista tecnico, l’impresa è imponente. Le due TBM – le “talpe” meccaniche – avanzano lentamente nel sottosuolo con un diametro di scavo di circa 9,4 metri. La prima galleria, quella “pari”, ha superato la metà del percorso, mentre la seconda, la “dispari”, è in fase di avvio. Le difficoltà non mancano: la geologia fiorentina alterna argille e sabbie, e ogni metro scavato richiede un controllo costante su vibrazioni, infiltrazioni e stabilità. Tuttavia, i lavori procedono, e le previsioni attuali parlano di una messa in servizio entro il 2027 o, più realisticamente, nei primi mesi del 2028.
L’impatto urbano del progetto è destinato a essere profondo. Belfiore sarà collegata con la linea 2 della tramvia, con i bus cittadini e con la rete ciclabile, diventando un nodo di scambio che porterà la grande velocità nel cuore della città. Al tempo stesso, la trasformazione urbanistica delle aree limitrofe offrirà nuove opportunità di rigenerazione e di riqualificazione.
Firenze, che da sempre vive di storia e stratificazioni, aggiunge così un nuovo livello sotterraneo alla propria identità. Non è solo un’opera ferroviaria: è un passaggio simbolico verso una città che cerca di conciliare la propria eredità artistica con la necessità di muoversi più velocemente, più silenziosamente e in modo più sostenibile.








