
Si è conclusa ieri, 6 agosto 2026 l’assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, convocata per esaminare e discutere del Collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, che con voto unanime ha dato il via libera alla successiva fase della progettazione esecutiva.
Il verdetto emanato dal Consiglio sup. LL.PP. conferma le indiscrezioni dei giorni scorsi: il progetto ha ottenuto il via libera formale, ma è stato blindato da una fitta serie di prescrizioni e correttivi tecnici vincolanti.
Il voto positivo del massimo organo tecnico dello Stato rappresenta un tassello cruciale per l’iter burocratico della stazione appaltante, ma la quantità e il peso delle condizioni poste dai tecnici di fatto ridisegnano la roadmap dell’opera. Facilmente prevedibile che la progettazione esecutiva richieda, a questo punto, almeno 18 mesi di complesse elaborazioni, che si aggiungeranno agli studi, approfonditissimi, già effettuati per arrivare all’approvazione del progetto definitivo.
Nonostante proclami e previsioni, quindi, non si arriverà al concreto inizio dei lavori prima del 2028. Nel frattempo, potrà soltanto essere avviata qualche operazione accessoria, come l’immissione in possesso di aree ed immobili espropriati o la delimitazione delle aree destinate ai lavori.
L’approvazione del progetto definitivo, pure se unanime, non è incondizionata. Il Consiglio ha imposto l’obbligo di adeguare ed integrare ampie sezioni del progetto prima che possa diventare esecutivo e cantierabile. Le riserve più pesanti riguardano i tre storici punti “critici” dell’opera.
La faglia calabra: è stato imposto un supplemento di indagine macrosismica e geotecnica per mappare con precisione millimetrica la faglia attiva sottostante il pilone lato Calabria, stabilendo distanze minime di sicurezza non negoziabili.
Lo smorzamento strutturale: i tecnici hanno richiesto l’adozione di sistemi di dissipazione delle vibrazioni (generate dall’azione combinata di sismi, treni in transito e vento) molto più complessi rispetto a quelli previsti dal vecchio progetto del 2011.
Il franco navigabile: viene confermato l’obbligo di dettagliare i piani operativi per garantire il passaggio in sicurezza delle grandi navi da crociera e dei portacontainer anche in condizioni di massima flessione del ponte dovuta al carico.
A facilitare il percorso formale del parere ha contribuito la mossa politica della notte precedente al parere: il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato la nuova Relazione Iropi (Motivi Imperativi di Rilevante Interesse Pubblico) legata alla Direttiva dell’Unione Europea Habitat.
Questo atto politico-amministrativo serve al governo per superare d’autorità i precedenti rilievi della Corte dei Conti in materia ambientale, sanando sulla carta l’impatto dei cantieri sulle aree protette dello Stretto a fronte delle compensazioni ambientali promesse.
L’amministratore delegato Pietro Ciucci ha espresso immediata soddisfazione:
“Accolgo con piacere il parere tecnico per il ponte sullo Stretto di Messina espresso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che fa seguito a una lunga e approfondita istruttoria che ha riguardato l’intero progetto definitivo dell’Opera, seguendo in maniera estensiva le previsioni del Decreto Legge 32/2026.
Adesso esamineremo con i nostri tecnici e progettisti le osservazioni che accompagnano il parere, per dare pronta risposta tecnica e consentire al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di trasmettere al Dipe (Dipartimento per la Programmazione Economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri) la documentazione del progetto per l’iscrizione all’Ordine del Giorno del Cipess per la prevista nuova delibera”
“Stretto di Messina ha assicurato la massima e doverosa collaborazione insieme ai progettisti del Contraente generale Eurolink, a Parsons Transportation Group quale Project Manager Consultant, all’Expert Panel, organo a supporto della Stretto di Messina per le attività tecnico-specialistiche“, ha aggiunto Ciucci.
L’iter ora si sposta quindi verso il vero scoglio finanziario e burocratico: la riunione del CIPESS programmata per settembre 2026. In quella sede si dovrà dimostrare come integrare economicamente e strutturalmente le prescrizioni del CSLP all’interno del Piano Economico-Finanziario dell’opera.
Più che probabile, in tal senso, un aggiornamento al rialzo dei costi complessivi dell’opera che, lo ricordiamo, oltre al Ponte prevede le infrastrutture di collegamento: 23 km di linee ferroviarie e 12 km di raccordi stradali ed autostradali, oltre alle previste fermate ferroviarie sotterranee (tre a Messina) ed ad un nuovo svincolo autostradale.
In sintesi, il Governo incassa il “Sì” tecnico che cercava per non bloccare la macchina, soprattutto in vista del nuovo pronunciamento della Corte dei Conti, che già alla fine del 2025 aveva bocciato l’opera. Le riserve espresse dai tecnici confermano che la strada verso l’apertura dei veri cantieri resta colma di ostacoli ingegneristici.