PONTE SULLO STRETTO, IL QUADRO DEI FINANZIAMENTI. SLITTA L’APPROVAZIONE CIPESS, INIZIO LAVORI ENTRO IL 2025

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“STRETTO” COMUNICA I DATI ESATTI DEL FINANZIAMENTO. I LAVORI INIZIERANNO DOPO LA REDAZIONE DEL PROGETTO ESECUTIVO, CHE SEGUIRA’ L’APPROVAZIONE DEL PROGETTO DEFIITIVO DA PARTE DEL CIPESS

La società Stretto di Messina ha diffuso, qualche giorno fa, le cifre esatte della disponibilità finanziaria per il Ponte sullo Stretto, La precisazione arriva a seguito di alcune inesattezze riportate da alcuni organi di stampa.

Di seguito le differenze tra legge finanziaria 24 (in cui mancava 1,5 mld) e 25 (che include l’intero fabbisogno).

• Finanziamenti

Copertura finanziaria 2024
Nel 2024 per il progetto Ponte gli stanziamenti previsti ammontavano a 12 miliardi di cui 11,63 coperti dal disegno di Legge di Bilancio per il 2024 e 370 milioni tramite risorse dell’aumento di capitale di Stretto di Messina:
– 9.312 fonte bilancio statale
– 718 FSC Amministrazione Centrale
– 1.600 FSC Sicilia e Calabria, di cui 300 milioni dalla Calabria e 1,3 miliardi dalla Sicilia.
– 370 milioni risorse SDM
Totale 12 miliardi.

Il valore aggiornato, a valle anche della definizione degli accordi con tutti i diversi affidatari, è pari 13,5 miliardi, come risultava dal DEF 2024. Pertanto ai fini della copertura complessiva del valore dell’Opera occorrevano risorse aggiuntive pari a 1,5 miliardi.

Copertura finanziaria 2025
– 6.962 fonte bilancio statale
– 4.600 FSC Amministrazione Centrale (3.882+718)
– 1.600 FSC Sicilia e Calabria, di cui 300 milioni dalla Calabria e 1,3 miliardi dalla Sicilia.
– 370 milioni risorse SDM
Totale 13.532 miliardi

L’effettivo inizio dei lavori: il nodo VINCA

Anche sulla concreta realizzazione dell’opera, la “Stretto” non aggiunge nulla. L’approvazione del progetto definitivo, che ha passato l’esame della Conferenza dei Servizi ed acquisito tutti i pareri, è ancora all’ordine del giorno del CIPESS.  Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, però, non può ancora esprimersi, a causa del parere non favorevole VINCA (Valutazione di incidenza ambientale), per il quale occorre una deroga da parte della Unione Europea. Non dovrebbe essere un problema, per un’opera di interesse europeo, inserita nella rete TEN-T ad Alta Capacità e persino finanziata dalla UE. Peraltro, il regolamento UE del 2003 non considera preclusivo un parere negativo sulla Vinca se l’opera è considerata strategica e di primario interesse pubblico e riduce le emissioni inquinanti.

Ma ci vorrà un pò di tempo: secondo le valutazioni più attendibili, da poche settimane ad alcuni mesi. Il CIPESS, quindi, approverà il progetto definitivo tra fine gennaio e, si spera, l’inizio della prossima primavera. Quindi si sarà in condizione di avviare la progettazione esecutiva e, contemporaneamente, le prime immissioni in possesso delle aree di cantiere, la realizzazione delle piste di accesso ed altre opere propedeutiche.

Ma tutto ciò non potrà avvenire prima della firma dei cosiddetti “atti aggiuntivi” al contratto tra Stretto ed Eurolink, il consorzio capitanato da Webuild che si è aggiudicato la realizzazione del Ponte nel lontano 2006. Atti necessari ad estinguere l’attuale contenzioso e riavviare l’appalto che, si ricorderà, era stato “caducato” nel 2013 ad opera del governo Monti.

Insomma, una situazione amministrativamente complessa che necessita dei suoi tempi. In tal senso, appaiono del tutto infondate le voci che si sono diffuse sui social, di una immediata approvazione del CIPESS (si era detto entro dicembre 2024, poi entro il 15 gennaio prossimo, data del tutto irrealistica) se non, addirittura, dell’avvio “ufficiale” (?) dei lavori. Comprendiamo l’ansia di vedere l’opera realizzata da parte dei tanti amici sostenitori del Ponte, ma purtroppo occorrerà avere ancora un pò di pazienza.

L’effettivo inizio dei lavori, comunque, dovrebbe avvenire entro l’anno appena iniziato.

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