GRAZIE NOPONTISTI!

10/08/2019 - Grazie agli amici dei traghettatori ed ai finti ambientalisti no ponte, abbiamo avuto la possibilità di partecipare ad una coda di 3 ore, pari a 3 km di lunghezza: questa è la distanza percorsa sotto il sole di agosto dal bel mezzo dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria (A2), tra gli svincoli di Scilla e Villa S. Giovanni, e l'area portuale di imbarco per la Sicilia. Il tutto insieme a qualche decina di migliaia di malcapitati compagni di sventura, colpevoli di voler fare a tutti i costi una vacanza in Sicilia.


A gestire il caos di lamiere sotto il sole, decine e decine di carabinieri ed agenti della polizia stradale, a cui va tutta la nostra solidarietà e simpatia, anche se sono pagati per farlo... Da tutti noi, e non da chi per decenni ha bloccato un'opera che sarebbe già realtà in qualsiasi paese civile, dal Terzo mondo in su. In Sicilia, regione ormai candidata al quarto mondo, no: perchè ci sono i terremoti, le tempeste, i flussi migratori di volatili e balene...


Poco importa alla vulgata mediatica di tendenza, messa in atto da Soloni della domenica, del tutto digiuni di materie ingegneristiche, che nella realtà il progetto del Ponte, non solo approvato ma persino appaltato, abbia superato per almeno tre volte le analisi dei migliori istituti di ricerca al mondo, risultando tecnicamente più che fattibile e sicuro. Oppure che in caso di sisma, proprio il Ponte sarebbe la struttura più sicura della zona, in quanto sospeso ed intrinsecamente protetto dalle scosse. O che il vero problema della struttura, quello del vento (poco discusso dai media: vuoi mettere i terremoti?), sia stato risolto con una soluzione talmente efficace da essere già realizzata con successo in tutto il mondo. Delle balene e dei volatili meglio non parlarne: scadremmo dal ridicolo al patetico.


Così come è inutile commentare le facili valutazioni economiche di chi, ancora oggi, afferma che "non ci sono i soldi", dimenticando che l'opera era già finanziata, oltre che appaltata, fino a quando, nel 2011, uno scellerato voto del Parlamento mandò tutto all'aria, esponendo tutti noi al certo risarcimento dell'impresa appaltatrice: solo un miliardo di euro. Che si aggiungeranno a quelli che già spendiamo per pagare i servitori dello Stato chiamati a gestire il caos di cui sopra, presumibilmente per tutto il mese di agosto. O che perdiamo per la sicura fuga di migliaia di turisti dall'isola, inorriditi da tanto squallore. Mentre, nel frattempo, i soldi previsti per il Ponte vanno a finanziare il Terzo Valico....


Nel frattempo, ben lontani dall'inferno agostano dell'imbarco per la nostra isola, i finti ambientalisti ed i no-ponte da salotto sorseggiano l'ennesimo drink sul loro yacht o viaggiano sulle loro fuoristrada verso mete turistiche più alla moda. Dove, magari, incontreranno i veri padroni dello Stretto, dediti a godersi i loro lauti guadagni, per brindare insieme.


Prosit!





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