METROPOLITANA DI PALERMO: UNA STORIA IMPOSSIBILE?

L’entrata in funzione del sistema di trasporto tranviario a Palermo ha fornito l’occasione all’Amministrazione Comunale di proporre, sulle ali dell’indubbio successo di pubblico riscosso, la sua estensione con altre 7 linee distribuite in tutto il territorio urbano, e non solo come tra centro e periferia.

Questa scelta, che deriva da una fiducia incondizionata al tram come soluzione del problema della mobilità nell’area, ha suscitato ampie discussioni nell’opinione pubblica. Anche perché coincide, di fatto, con l’accantonamento del progetto di Metropolitana Automatica Leggera (MAL) già previsto in appositi strumenti di pianificazione dei trasporti cittadini. Una novità di non poco conto, se si considera che  l’idea di una vera e propria linea di trasporto pubblico su sede propria, che fornisse un supporto ad un sistema viario non più adatto allo sviluppo della motorizzazione privata, è molto più datata di quanto non lo sia la MAL stessa. La realizzazione di una vera e propria metropolitana a Palermo, è infatti già prevista in atti di pianificazione vecchissimi, ed è sempre stata rilanciata, ad intervalli regolari, nel tempo. E ciò non soltanto con semplici studi sulla mobilità, ma anche nell’ambito di veri e propri progetti.

Provo di seguito ad elencare i punti più salienti di questa “storia impossibile” della metropolitana di Palermo:

  • PRG del 1959: prevede già una rete di metropolitana, di tipo tradizionale, sugli assi Villabate-Mondello e Borgo Nuovo-Arenella, nella (giusta) previsione che la rete viaria ipotizzata non avrebbe potuto soddisfare la domanda crescente di mobilità.

  • Proposta De Gregorio, del 1965: redatta dal direttore dell’ Istituto di Trasporti dell’Università di Palermo, che prevedeva una linea urbana lungo l’asse Guadagna-Oreto-Libertà-Strasburgo-San Lorenzo.

  • Studio Caronia, 1969: redatto dall’apposita Commissione comunale, individuata per accedere ai finanziamenti previsti dalla Legge 1042. Lo studio individua per la prima volta l’area metropolitana della città, prendendo in considerazione l’intera area costiera compresa tra Termini Imerese e P. Raisi. Per servirla al meglio, prevedeva il rafforzamento della rete FS (l’attuale Passante) e la realizzazione di una linea di metropolitana pesante parallela ad essa lungo l’asse Brancaccio-T. Natale. Una seconda linea avrebbe collegato Borgo Nuovo e l’Acquasanta.

  • Piano Trasporti del 1980, redatto dal prof. Giuseppe Tesoriere, preside dell’Istituto di costruzioni stradali della facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo:  prevedeva il potenziamento della linea ferroviaria passante e la realizzazione di una linea metropolitana pesante in parallelo lungo l’asse Stazione centrale-Francia, in corrispondenza dell’omonima stazione del passante. La linea urbana si sarebbe snodata lungo l’asse di Roma-Carini-A.Gentili-Libertà-Francia con stazioni ad interasse intorno ai 1.000 m.  La capacità prevista era di ben 24.400 viagg./h per direzione.

  • Studio Metropalermo, redatto dal prof. Correnti, docente di Tecnica ed Economia dei Trasporti della facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo, nel 1987: le previsioni di flusso lungo l’asse Stazione centrale-San Lorenzo comportarono l’ipotesi di una metropolitana PESANTE proprio su questo asse. I flussi previsti erano tali da coprire un’offerta di 20.000 pax/h per direzione a regime.

  • Studio del prof Jaforte, docente di Infrastrutture di Viabilità e Trasporto della facoltà di Architettura dell’Università di Palermo, del 1988: prevedeva per la prima volta la tecnologia sutomatica VAL, ai tempi appena entrata in esercizio per la prima volta (Lille) . La rete prevista prevedeva ben 6 linee per una lunghezza complessiva di 60 km, 68 stazioni ed 8 nodi di interscambio. Lo studio era anche dotato di una analisi di fattibilità, in base alla quale si ipotizzava la soglia di 275.000 viaggiatori/giorno per ottenere il pareggio dei costi di gestione. Secondo le stime effettuate, tale soglia veniva abbondantemente superata.

  • Studio Agensud, 1996: la stima dei flussi condusse alla valutazione di una domanda pari a 14.000 pax/h per direzione lungo la direttrice principale Falsomiele-Mondello (linea A), alla quale si assegnava una linea tipo VAL (Vehicule Automatique Legere): il sistema di metropolitana automatica leggera messo in esercizio a Lille per la prima volta nel 1983. Altre due linee VAL percorrevano gli itinerari Roccella-Basile-Calatafimi-Rocca e Borgo Nuovo-Notarbartolo-Don Orione (guarda caso le direttrici delle attuali linee 1 e 3 del tram). Lo studio è alla base del primo progetto di massima della metropolitana automatica di Palermo, commissionata dalla Provincia Regionale.


IL PROGETTO AGENSUD




Piano Strategico dei Trasporti (PST), redatto dal comune di Palermo a partire dal 2006 ed approvato nel 2011:  prevede trasporti il ridisegno complessivo del sistema della mobilità urbana, nell’ambito di una visione globale che comprende l’intera area metropolitana. Le stime dei flussi di traffico, sostanzialmente in linea con il progetto Agensud, conducono alla previsione della Mal, oltre alle tre linee di tram oggi attive.

  • Progetto Preliminare della MAL: approvato nell’aprile 2014, prevede una sola linea, come sappiamo, lungo il percorso Svincolo Oreto-Mondello sdoppiata da via Archimede a viale Strasburgo lungo gli assi Libertà e Notarbartolo-Sciuti. Scelta molto oculata, in grado di distribuire l’offerta su un’area molto vasta. Per quanto concerne la prima tratta da realizzare, Oreto-Notabartolo, i flussi massimi stimati dai progettisti sono di 12.400 passeggeri/ora: valori che confermano, in considerazione della minor estensione della linea, i valori previsti per la linea A del progetto Agensud. La sua realizzazione è possibile anche facendo ricorso al Project Financing.


PIANO STRATEGICO per la città di Palermo


Tutti gli studi, si guardano bene dall’ipotizzare la presenza del vettore tranviario, tanto meno a sostenere, da solo, la domanda di trasporto pubblico. Anzi, ad eccezione del PST, non c’è traccia di alcuna previsione di linea tranviaria, che compare prepotentemente soltanto nei primi anni ’90, con la prima elezione diretta del sindaco Orlando.

Naturalmente, pensare che il Passante Ferroviario, da solo, sia capace di surrogare una vera metropolitana urbana, è pura follia. Basta leggere i numeri: il sistema in fase di realizzazione è concepito per frequenze di 1/15’, ed in queste condizioni (qualora fossero disponibili convogli in numero sufficiente) significa un’offerta massima di 3.200 pass/h per direzione. Utile, se tutto va bene, per veicolare i flussi centro-area metropolitana e viceversa, funzione per la quale il sistema è stato concepito. Ma niente più. Peraltro, non è certo compito di RFI risolvere i problemi di congestione della città di Palermo: infatti, proprio per questo motivo il PST, invero redatto egregiamente, previde la MAL, affiancandola al Passante proprio nella tratta urbana in cui la domanda di trasporto aumenta esponenzialmente.

In conclusione, si può asserire che l’ipotesi della metropolitana a Palermo come sistema risolutivo dei problemi di mobilità urbana trova conferma in un gran numero di studi e progetti, ad opera di numerosi ed insigni esperti della materia. Sarebbe opportuno riprendere in considerazione la sua realizzazione, prima di consegnare la città ad un sistema di trasporto i cui limiti tecnici non consentono di dare le risposte adeguate alla domanda di mobilità della città.

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