TRASPORTO PUBBLICO A PALERMO NELLA FASE 2

di GIOELE PENNINO


A poco più di una settimana, siamo in grado di fornirvi alcune informazioni inerenti la Fase 2 vissuta a bordo dei mezzi di trasporto pubblico del capoluogo siciliano.



La Fase 2 ha previsto una serie di provvedimenti mirati a garantire le adeguate distanze di sicurezza al fine di evitare il propagarsi del Nuovo Coronavirus.

Andiamo nel dettaglio: distanziamento sociale, isolamento del posto guida per i conducenti e specialmente numero massimo consentito di persone a bordo a secondo della lunghezza della vettura.

Nell'asse centrale della città sono state temporaneamente sopresse alcune fermate al fine di evitare il sovraffollamento delle vetture e garantire il servizio di controllo da parte degli operatori Amat che hanno il compito di: controllare se il numero di persone a bordo non superi il limite consentito e vendita di biglietti alla fermata. Questo solo su via Libertà, via Roma ed l'hub di interscambio della stazione Notarbartolo con totale assenza di questi controlli nelle rimanenti linee. Inoltre, il servizio offerto ai cittadini continua ad essere scadente con alcune linee che superano abbondantemente i 40 minuti di tempi di attesa a fronte dei 20' da tabellino.


Situazione che alcune volte influisce sul servizio, lasciando a terra le persone poiché superato il limite massimo di capienza a bordo.

Ci aspettavamo che questa situazione di grave emergenza sanitaria avrebbe migliorato qualcosa in termini di regolarità del servizio.

L'utilizzo degli autosnodati rimane soltanto nella Linea 101 diversamente da quanto abbiamo appreso da alcune fonti di informazione locale. L'azienda di trasporti soffre gravemente di mancanza di personale ed anche di vetture autosnodate che non vengono garantite su tutte le corse della 101, figuriamoci se dovevano essere impiegate anche in altre linee.

Nonostante ciò, tutte le vetture (o quasi) sono state dotate di adeguata segnaletica inerente i distanziamenti sociali da rispettare a bordo come il divieto di sedersi in alcuni posti, oppure gli avvisi inerenti le norme di buon igiene e l'isolamento del posto guida. Poco utilizzati i display informativi di bordo che potrebbero offrire tante informazioni inerenti le nuove norme sociali.

Situazione ben altro diversa a bordo dei tram che sembrerebbero essere addirittura più regolari, senza corse saltate (come documentato nei mesi precedenti all'emergenza sanitaria).


Oltre ai servizi di superficie offerti da Amat, vi sono quelli sotterranei gestiti da Trenitalia (passante ferroviario e anello ferroviario).

La Linea B, ovvero la Notarbartolo-Giachery è stata chiusa per consentire l'avanzamento dei lavori propedeutici alla fermata “Libertà”. Ciò non ha a che fare con le disposizioni anticovid ma dopo due mesi di fermo totale i cittadini si sono ritrovati con una linea in meno della metropolitana senza preavviso. Anche se si ipotizzava la sua chiusura già da diverso tempo.

Lungo la Linea A, che attraversa tutto l'asse centrale della città fin verso i Comuni limitrofi e l'aeroporto, il servizio è tornato regolare ma segnaliamo la cadenza di segnaletica inerente i distanziamenti sociali all'interno dei convogli.

Rivoluzionati invece i percorsi pedonali che gestiscono il flusso dei passeggeri all'interno delle stazioni (percorsi dedicati alla sola entrata ed alla sola uscita). Siamo stati alla stazione Notarbartolo.



Giorno dopo giorno i treni della metropolitana cominciano ad essere nuovamente sempre più frequentati con stazioni vuote che pian piano si stanno nuovamente riempiendo. Adesso bisognerà capire cosa succederà quando il flusso viaggiatori ritornerà normale con oltre 20.000 passeggeri al giorno e se a causa dei distanziamenti sociali dovrà essere incrementata la frequenza dei treni o utilizzare convogli più lunghi o doppio piano. Sono delle ipotesi che facciamo e che già abbiamo portato all'attenzione delle autorità competenti. È chiaro che convogli più lunghi significherebbe unire due treni (cosa non fattibile per i Jazz poiché supererebbero abbondantemente la lunghezza delle banchine essendo convogli non scomponibili).


A nostro avviso sarebbe opportuno utilizzare treni doppio piano, ma dovrebbero essere acquistati dalla Regione e potrebbe richiedere tempo, inoltre anche l'aumento della frequenza sembrerebbe un lontano miraggio poiché attualmente in Sicilia vi è cadenza di materiale rotabile. Ulteriori 10 nuovi treni non arriveranno prima della fine dell'anno e non si conoscono i tempi che impiegheranno per entrare tutti in servizio a pieno regime.    








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