E’ così si interrompe una tradizione pressochè millenaria, fatta di “carn’i crastu”, puntine, salsiccia, carciofi e vino a volontà per il primo maggio. Sembra che sia una questione di decoro. Sarà così, o magari non ci sono nè uomini nè volontà di effettuare quei controlli che servono a garantire i diritti a chi si comporta bene, la sanzione a chi si comporta male.
A Palermo no: sono tutti colpevoli. Anche solo di voler fare un tranquillo picnic, nel pieno rispetto delle regole, nel più grande parco cittadino. Anche questo, in fondo sarebbe decoro. Da rispettare.