IL PUMS DELLA CITTA’ METROPOLITANA HA PREFERITO LA MAL AL TRAM NEL CENTRO DI PALERMO
Quando la politica prende il sopravvento sulla tecnica, nascono solo disastri. A Palermo è successo, nei decenni passati, ed il risultato è sotto gli occhi di tutti: la scelta integralista a favore del tram, strenuamente intrapresa dalle giunte Orlando, non ha semplicemente dotato la città di un sistema di trasporto dalla dubbia utilità, ma l’ha anche privata di una mobilità pubblica in grado di proporsi, finalmente, come valida alternativa all’automobile.
Ci riferiamo alla Metropolitana, quella vera. Come quella proposta all’inizio degli anni ’90 dalla Provincia regionale e poi accantonata (progetto Agensud) ma anche come quella promossa dallo stesso comune, durante la parentesi Cammarata, che porta il nome di MAL (Metropolitana Automatica Leggera), poi frettolosamente accantonata anche se già dotata di progetto preliminare (pagato dal contribuente).
In entrambi i casi, il tracciato seguiva la direttrice principale, in direzione sud-nord, sull’asse Oreto-Roma-Libertà: una direttrice sulla quale, in tutti gli studi trasportistici finora effettuati, si è sempre stimata una domanda che va ben oltre la capacità di una semplice linea tranviaria.
Il recente, lento, ripensamento
Finita l’era Orlando, abbiamo assistito nei mesi scorsi ad una lenta, ma inevitabile, marcia indietro: tutti ricorderanno quando, per primi, abbiamo dato notizia della “rimodulazione” del Sistema tram, verso una configurazione più vicina alle ipotesi che “In Progress” ha pubblicato già diversi anni fa (QUI un nostro articolo del giugno 2022) per consegnare alla città un sistema di trasporto che tenesse conto di tutti i vettori necessari: il Passante ferroviario, lo stesso tram (ma solo laddove serve) e, soprattutto, la MAL, vettore che abbiamo da sempre considerato indispensabile.
E ad una inaspettata rivalsa della tecnica sulla politica, che porta oggi ad una novità che pochi conoscono, ma che è il caso di rendere nota. Il 18 marzo scorso, durante un convegno del CIFI tenutosi verso l’Università di Palermo, il prof. Marco Migliore, docente di Teoria dei Sistemi di Trasporto presso lo stesso Ateneo, impegnato nell’assistenza tecnica al Rup nella verifica della redazione del PUMS (Piano Urbano della Mobilità sostenibile) da parte dei tecnici incaricati.
Il docente, illustrando gli scenari ipotizzati per la mobilità cittadina, ha reso noto che nella zona centrale della città la MAL sarà preferita al tram, sull’asse Oreto-Notarbartolo.
La Metropolitana per la zona centrale di Palermo
Ovvero, niente più linea A sull’asse via Roma-via Libertà, tra la stazione Centrale e piazza Alberico Gentili, ma la realizzazione del primo stralcio della MAL Oreto-Notarbartolo, già peraltro dotato di progetto preliminare.
Per chi scrive non è proprio una novità: lo abbiamo messo nero su bianco poco più di un anno fa, in questo articolo, quando rendemmo noto che sarebbero saltati “2/3 della linea A” del tram, ovvero proprio la tratta Stazione Centrale-Alberico Gentili.
Ma ai tempi assistemmo ad una levata di scudi, con nette smentite provenienti da ambienti della stessa amministrazione. Oggi, la “notizia”, non più tabù, è stata confermata dall’ottimo prof. Migliore. Il quale, da esperto di assoluto livello, ha finalmente applicato la materia con il coraggio dello scienziato, accantonando scelte già consolidate e fortemente supportate dalla politica, ancorchè, oggi, di minoranza.


Il Passante ferroviario asse fondamentale
Non solo. Nella stessa interessantissima relazione, il prof. Migliore ha riferito dell’indispensabilità di un sistema come il Passante ferroviario per l’intero comprensorio metropolitano, sottolineandone la scarsa utilizzazione. E stimando un incremento del servizio almeno fino ad offrire all’utenza un treno da 500 passeggeri ogni 10 minuti.
Qualcosa che rispecchia pedissequamente i risultati dei nostri studi del 2019, quando ipotizzammo proprio una frequenza di un treno ogni 10 minuti in area urbana. Offerta che, peraltro, come ha spiegato lo stesso professore, richiederebbe un incremento del contratto di servizio Regione-Trenitalia di quasi 3.000.000 € l’anno.
Viceversa, un’opera così impegnativa rimarrebbe sottoutilizzata, privando l’intera area metropolitana di un vettore di trasporto fondamentale in chiave anti-traffico automobilistico, e vanificando oltre 1,2 miliardi di € di investimenti.
Il ritorno alla razionalità
Insomma, quanto riferito al Convegno CIFI rappresenta, finalmente, il ritorno alla razionalità. E la possibilità di ottenere, per Palermo, un sistema di mobilità pubblica in grado di farle finalmente perdere il primato, ormai consolidato, di città tra le più trafficate al mondo.
Un sistema misto tram-metro-ferrovia che ci fa piacere aver ipotizzato per primi, mettendo ogni vettore al suo posto, essendo del tutto estranei, e da sempre, dal giacobinismo di chi ha sempre predicato le proprietà salvifiche di un solo sistema, ovunque e comunque, imponendo alla città una scelta sbagliata. Come tutte le scelte integraliste.








