Dalle Alpi al Tibet, dai fiordi norvegesi alle Montagne Rocciose: alcune linee ferroviarie sono diventate attrazioni in sé, dove ingegneria, paesaggio e viaggio finiscono per coincidere.
Ci sono ferrovie costruite semplicemente per collegare due luoghi e altre che, con il tempo, sono diventate esse stesse una destinazione. È il filo conduttore del reportage pubblicato da We Build Value, che raccoglie alcuni dei percorsi ferroviari più suggestivi al mondo, mettendo insieme paesaggio, storia e grandi sfide ingegneristiche.
Dal Bernina ai ghiacciai svizzeri
Tra gli esempi più noti c’è il Bernina Express, che attraversa le Alpi svizzere fino a Tirano. La linea supera 196 ponti e 55 gallerie, raggiungendo i 2.253 metri di quota all’Ospizio Bernina. Non utilizza la cremagliera: le forti pendenze vengono affrontate con tornanti, viadotti e gallerie elicoidali.
Tra le opere più riconoscibili figurano il viadotto Landwasser, alto 65 metri, e quello circolare di Brusio, realizzato proprio per consentire alla ferrovia di guadagnare quota in uno spazio limitato.
Sempre in Svizzera, il Glacier Express collega Zermatt e St. Moritz percorrendo 291 chilometri in circa otto ore. Una velocità media di appena 42 km/h che, in questo caso, non rappresenta affatto un limite: il viaggio attraversa 291 ponti e 91 gallerie, passando nel cuore delle Alpi.
Dove la ferrovia scala la montagna
Ancora più concentrata è la sfida della Flåm Railway, in Norvegia. In appena 20 chilometri la linea supera un dislivello di 867 metri, raggiungendo Myrdal dal livello del fiordo.
Il percorso attraversa 20 gallerie e presenta per gran parte del tracciato pendenze fino al 5,5%. Qui la ferrovia corre tra pareti rocciose, cascate e corsi d’acqua, mostrando quanto l’ingegneria ferroviaria possa adattarsi anche a territori estremamente difficili.
Dalle Alpi e dai fiordi si passa poi alle Montagne Rocciose canadesi, dove il Rocky Mountaineer attraversa canyon, foreste e passi montani. I convogli viaggiano soltanto durante le ore di luce, proprio per trasformare il paesaggio nella componente principale dell’esperienza.
Australia e Nuova Zelanda, il viaggio come esperienza
Nel Queensland australiano, la Kuranda Scenic Railway, aperta nel 1891, percorre 37 chilometri attraversando una foresta tropicale oggi riconosciuta dall’UNESCO. La linea comprende 15 gallerie scavate a mano e numerosi ponti, testimonianza di un’epoca nella quale realizzare una ferrovia in territori simili significava affrontare difficoltà tecniche enormi con mezzi molto più limitati di quelli attuali.
In Nuova Zelanda, il TranzAlpine percorre invece 223 chilometri tra Christchurch e Greymouth, attraversando l’Isola del Sud da una costa all’altra. Il treno supera le pianure di Canterbury, entra nelle Alpi meridionali attraverso 15 gallerie e quattro grandi viadotti e offre anche una carrozza scoperta per osservare direttamente il paesaggio.
La ferrovia più alta del mondo
Il viaggio più estremo raccontato da We Build Value è probabilmente quello della Qinghai-Tibet Railway, che collega Xining a Lhasa lungo un percorso di 1.956 chilometri.
La linea raggiunge i 5.072 metri sul livello del mare al passo di Tanggula, il punto ferroviario più alto del mondo, mentre circa 960 chilometri del tracciato si sviluppano sopra i 4.000 metri.
Per costruirla è stato necessario affrontare permafrost, grandi escursioni termiche e scarsità di ossigeno. Anche i convogli sono stati adattati a queste condizioni, con sistemi di pressurizzazione e distribuzione supplementare di ossigeno.
Ferrovie nate per collegare, diventate attrazioni
Molte di queste linee non nacquero come ferrovie turistiche. Furono costruite per collegare territori isolati, favorire gli scambi o superare barriere naturali. Solo successivamente il percorso, il paesaggio attraversato e le stesse opere di ingegneria sono diventati parte dell’attrazione.
È probabilmente questo l’aspetto più interessante. Il valore turistico non nasce necessariamente da un treno speciale costruito attorno all’esperienza, ma può derivare da una ferrovia utile e inserita nel territorio, capace nel tempo di acquisire anche un valore paesaggistico, culturale e turistico.
Ed è una lezione che conserva tutta la sua attualità. Dalle ferrovie alpine alle moderne linee ad alta velocità, il principio rimane lo stesso: l’infrastruttura nasce per collegare luoghi e persone, ma quando è progettata bene può diventare essa stessa parte del territorio che attraversa.








