
fonte: https://www.qualecefalu.it/
Dal blog “Quale Cefalù” gestito dall’ing. Saro Di Paola vediamo le immagini dello smontaggio della TBM Margherita che lo scorso 30 gennaio ha concluso lo scavo della canna dispari della galleria “Cefalù” lunga 6.680 metri, sulla futura tratta ferroviaria a doppio binario Ogliastrillo-Castelbuono della Palermo-Messina.
Nelle immagini i cosiddetti “carri” di “backup” della TBM, ovvero le strutture su particolari ruote che, dietro la testa fresante, consentono di trasportare lungo la galleria appena scavata i macchinari a supporto dello scavo: tubazioni, cavi, pompe, quadri elettrici, serbatoi di acqua e componenti chimici, eccetera.
Vediamo questi pezzi lungo il viadotto che collegherà la galleria Cefalù con la galleria S. Ambrogio, a canna unica a doppio binario, già pronta da tempo.
Il commento dell’ing. Di Paola evidenzia il ritardo nelle operazioni. Infatti, sia la testa fresante, già in fase di smontaggio, che i carri dovranno essere spostate nel cantiere di Ogliastrillo, per ripartire nello scavo della galleria pari, che corre parallelamente alla canna appena scavata. Questo perchè in quella sede sono situate indispensabili strutture di supporto, quali l’impianto di trattamento dello smarino (il materiale estratto in fase di scavo) e quello di prefabbricazione e stoccaggio dei conci (i pezzi in calcestruzzo armato che servono a formare il rivestimento della galleria).
Quindi è impossibile girare la TBM e riprendere a scavare dal punto di arrivo, procedendo in senso opposto: occorre tornare al cantiere base, situato circa 7 km a ovest. Per farlo, occorre impegnare le strade ordinarie, riducendo i vari “pezzi” in dimensioni tali da poter essere trasportati senza intoppi entro la sagoma stradale.
La previsione, quindi, di una ripresa degli scavi in primavera (cioè adesso) che qualcuno avanzò pochi giorni prima dello “sforo” di Margherita in contrada Carbone, appare a dir poco avventata. Ma come sapete, il web, e soprattutto Facebook, sono luoghi virtuali pieni di esperti inventati, che vengono facilmente smascherati quando incappano in tecnici veri, come l’ing. Di Paola e, modestamente, chi scrive.
E’ evidente che l’inizio dello scavo della canna parallela non potrà avvenire prima dell’autunno prossimo: si consideri che, oltre a dover completare lo smontaggio di cui sopra, si deve procedere al montaggio della TBM ad Ogliastrillo, operazione che può durare oltre sei mesi. Lo stesso Di Paola ci ricorda che il primo assemblaggio di Margherita iniziò nel luglio 2021 e si concluse nel marzo del 2022.
Tempi lunghi, quindi, per questo raddoppio che sembra non finire mai. Ad ogni modo, vi terremo informati su tutti gli sviluppi di questo cantiere.