
La stazione di Palermo Maredolce; fonte: PalermoToday
C’è qualcosa di profondamente sbagliato nella storia della stazione Maredolce. Non è solo una fermata ferroviaria chiusa: è il simbolo di come a Palermo si riescano a completare opere pubbliche senza poi riuscire ad attivarle.
I treni passano ogni giorno davanti a una stazione pronta, realizzata con soldi pubblici, persino inaugurata 10 anni fa (era il 16 febbraio 2016) e mai entrata realmente in funzione. Passano i mesi, passano gli anni, ma una data di apertura ancora non esiste. Solo promesse, regolarmente non mantenute: si pensi alla dichiarazione dell’assessore regionale alla mobilità, Alessandro Aricò, fatta ai nostri microfoni, di apertura a fine 2024. Nulla di fatto, nessuna spiegazione della mancata apertura mentre i cittadini continuano ad aspettare. Ma, a differenza delle istituzioni, non rimangono inerti.
La petizione che abbiamo lanciato l’anno scorso ha raggiunto 1095 firme e continua a crescere: invitiamo anzi chi legge a firmare e fare firmare, collegandosi a questo link. Non si tratta soltanto di far crescere un numero: si tratta di chiedere una cosa semplice e legittima, cioè l’apertura di una infrastruttura già realizzata. Una richiesta che vale oggi per Maredolce, ma domani potrebbe valere per una strada, o una fermata di bus, tram o metropolitana proprio sotto casa vostra.
Dopo le parole senza seguito della regione, quello che colpisce è l’atteggiamento del Comune il cui silenzio, in questa vicenda, è assordante. Ci si chiede, a questo punto, se Brancaccio ricada ancora nel territorio comunale di Palermo. O se qualcuno, a Palazzo delle Aquile, faccia ancora le funzioni di Sindaco.
Per quanto riguarda la II Circoscrizione, entro la quale ricade la stazione, dispiace prendere atto che, dopo un primo momento di attenzione, anche questo Ente, su un disservizio che riguarda direttamente il territorio che dovrebbe rappresentare, appare incredibilmente distratto.
Fa eccezione, meritoriamente, il consigliere Giacomino Viscuso, che avevamo già interpellato nei mesi scorsi proprio su questa vicenda. Raggiunto telefonicamente, ci ha raccontato delle sue ripetute richieste, per iscritto, alla Regione Siciliana sulla mancata apertura della fermata. La risposta ricevuta lascia però più dubbi che certezze: gli è stato infatti riferito che la stazione Maredolce dopo anni di abbandono, necessita di lavori di ripristino per le apparecchiature danneggiate dai vandali, è servita da soli due treni al giorno e che la sua rifunzionalizzazione ed apertura all’esercizio sarebbe subordinata all’ultimazione dei lavori del raddoppio ferroviario nonchè al completamento di un’altra fermata del passante ferroviario, Lazio.
Una spiegazione che appare francamente poco credibile, se si considera che davanti Maredolce passano quotidianamente non due ma otto convogli (quattro per direzione): quelli che collegano l’aeroporto Falcone-Borsellino ad Agrigento, che riescono a percorrere la linea in cui ricade la stazione (il raccordo bivio Oreto-Brancaccio, già raddoppiato) sommandosi ai 72 convogli che quotidianamente percorrono il Passante ferroviario nonostante la mancanza del raddoppio, che riguarda soltanto 3,5 km di linea su un totale di 35,5. Nulla impedisce ad una parte di questi treni di impegnare la tratta suddetta, servendo finalmente la stazione Maredolce ed instradandosi direttamente verso Bagheria, che da anni, ormai, chiede di essere servita dai treni del Passante.
Vai a capire, poi, che problema c’è a fare semplicemente fermare a Maredolce, in una prima fase, almeno questi 8 treni; non sarà un vero servizio metropolitano, ma è già qualcosa.
Fermo restando che, come abbiamo spiegato fino alla nausea, già nelle condizioni attuali (linea interamente raddoppiata tranne 3,5 km) il Passante ferroviario riuscirebbe a sopportare il doppio dei treni in transito oggi, ovvero un treno ogni 15 minuti anzichè 30. Nessun problema tecnico da risolvere, quindi ma un semplice incremento dell’offerta di trasporto. Ciò per cui basterebbe una integrazione al contratto di servizio tra la Regione siciliana e Trenitalia che, finalmente, risolverebbe il problema del sovraffollamento dei pochi treni attualmente in servizio, servirebbe Maredolce almeno con una parte di essi ed aggiungerebbe fermate a stazioni affollatissime come Tommaso Natale, dove incredibilmente, ad oggi, ferma soltanto un treno ogni ora.
Sull’attinenza dei lavori per la stazione Lazio con la chiusura di Maredolce, che si trova a circa 8 km, preferiamo stendere un velo pietoso.
Intanto le 1095 firme della petizione mandano un segnale chiaro: la pazienza dei cittadini si sta esaurendo. Adesso servono decisioni vere, non altri rinvii. La stazione Maredolce deve aprire. Non è una concessione. È semplicemente quello che dovrebbe già essere realtà. E proprio per questo la petizione resta uno strumento fondamentale per continuare a tenere alta l’attenzione. Più cresce il numero delle firme, più diventa difficile continuare a ignorare il problema.