
Come ogni anno, facciamo il bilancio dell’anno appena trascorso, con riferimento alla mobilità in Sicilia. Vediamo nel dettaglio le principali novità, e stiliamo una lista di obiettivi da mantenere, su scala regionale, per l’anno appena iniziato.
Finalmente, anche se tardivi, nell’isola verranno realizzati alcuni lavori importanti che, se non ancora in corso, vedranno il loro inizio proprio quest’anno. Nel 2023 dovranno infatti prendere forma i lavori progettati ed appaltati nel 2022, soprattutto per quanto concerne le ferrovie.
In questo caso, registriamo che tutto l’asse siciliano del corridoio TEN-T Helsinki-La Valletta, ovvero la ferrovia Messina-Catania-Palermo, presenta opere in corso, o appena appaltate, o in fase di appalto. Insomma, la macchina per passare dai progetti all’esecuzione delle opere si è pienamente attivata, superando la complessa fase dei visti e delle approvazioni da parte degli innumerevoli Enti interessati. La parola, adesso, passa alle imprese esecutrici.
Partirà presto anche il ripristino della Caltagirone-Gela e della Palermo-Trapani via Milo, grazie agli appalti già assegnati e lo sviluppo della progettazione esecutiva durante lo scorso anno.
Il Passante di Palermo presenta ormai tutti i lavori di completamento in corso, con l’aggiunta dell’appalto, ancora da assegnare, per la fermata Lazio: l’ultimo intervento prima di certificare la fine dei lunghi lavori per realizzare l’opera. Nel frattempo, entrerà nel vivo la realizzazione della nuova stazione di Carini in corrispondenza del centro ospedaliero sul passante ferroviario di Palermo.
Entro pochi mesi, si avvierà l’esercizio sul doppio binario tra Notarbartolo e San Lorenzo. Qui si lavora anche per la fermata De Gasperi, oggetto di una nostra iniziativa progettuale per migliorarne l’accessibilità. Già recepita dal Comune, si attende che RFI la inserisca tra i lavori attualmente in corso. Sempre a Palermo, si prevede l’ultimazione delle opere civili in tutto il tracciato della fase 1 dell’anello ferroviario. La fase 2, che chiuderà il circuito ferroviario cittadino, sarà appaltata entro l’anno.
Avviato anche l’appalto per il nodo di Catania, con gli indispensabili lavori propedeutici per consentire l’allungamento della pista aeroportuale di Fontanarossa. Nell’area etnea si prevede inoltre l’inizio dei lavori per la fermata di Acireale Cappuccini. Per quanto concerne gli altri interventi previsti nel PNRR (collegamento dell’aeroporto di Birgi, fermate a servizio locale ad Agrigento, bretella di Augusta) si procederà alla progettazione definitiva.
Per quanto concerne il servizio ferroviario, le carenze sottolineate a più riprese da “In Progress” purtroppo rimangono. Catania è ancora senza biglietto unico integrato, il Passante di Palermo è poco servito ed i treni scoppiano, come avevamo ampiamente previsto. Recentemente, ai nostri microfoni, l’assessore alla Mobilità Aricò ha annunciato l’adeguamento del Contratto di Servizio, e speriamo che mantenga la promessa. Diverse le carenze di coordinamento delle corse, e quindi delle coincidenze, su tutta la rete ferroviaria siciliana.
L’immissione in servizio dei nuovi treni ibridi, necessari a sostituire le vecchie automotrici diesel ALn668, vengono utilizzati, inspiegabilmente, solo sulle linee elettrificate. Ci auguriamo che sia soltanto un periodo transitorio di esercizio, e di vedere presto mandare alla demolizione le vecchie littorine degli anni ’70.
Nel campo stradale, i disagi lungo le autostrade siciliane riguardano soprattutto i viadotti, la cui manutenzione va troppo a rilento. Qualche nota positiva giunge dalla Palermo-Agrigento, dove forse entro l’anno dovrebbe completarsi l’adeguamento tra Vicari e Bolognetta. Sulla Agrigento-Caltanissetta si attende l’apertura della galleria Caltanissetta, che completerà l’asse autostradale insieme alla nuova carreggiata nei pressi dello svincolo sulla A29. Ancora in fase di approvazione il progetto della SS284, da Adrano a Misterbianco.
Appaltati la progettazione esecutiva ed i lavori, finalmente, del collegamento autostradale Ragusa–Catania.
Sul campo CAS, è ormai prossima l’apertura dei 12 km tra Ispica-Pozzallo e Modica della A18 Siracusa-Gela. La prosecuzione fino a Scicli è in fase di progettazione, ma è già finanziata.
Ma le buone notizie, per il CAS, finiscono qui: i lavori infiniti sul viadotto Ritiro hanno causato i disagi che tutti conosciamo a causa della chiusura della galleria Telegrafo, rivelando in tutta la sua drammaticità quanto sia vulnerabile il nostro sistema autostradale.
Per quanto concerne la viabilità secondaria, si registrano interventi soprattutto per quanto riguarda la vulnerabilità al rischio idrogeologico. Ma è ancora troppo poco, rispetto alle migliaia di km di ex provinciali, ancora in condizioni penose in tutte le campagne siciliane.
Sul piano aeroportuale, ripetiamo paro paro quanto avevamo scritto l’anno scorso: la cosiddetta “continuità territoriale”, come era facile prevedere, non ha portato nulla di buono, e le tariffe continuano ad aumentare, soprattutto a ridosso delle feste. a poco serviranno gli strali del Presidente della Regione, se non verrà finalmente aperto un tavolo di confronto a livello ministeriale con i vettori coinvolti, in primis quelli partecipati proprio dallo Stato.
La portualità vede ancora in primo piano la spinta innovatrice dell’Autorità Portuale del Mare della Sicilia Occidentale, con centinaia di milioni di lavori in corso o da realizzare a breve, non soltanto a Palermo ma anche a Trapani, Termini Imerese e Porto Empedocle. Ma si prevedono anche interventi per la razionalizzazione dei porti di Catania ed Augusta, rafforzando quest’ultimo sul traffico containers.
Ma, come sappiamo, il Ponte sullo Stretto rimane una priorità, sia per le conseguenze positive sul traffico merci, sia per la possibilità di portare finalmente in Sicilia l’Alta Velocità. Purtroppo, quest’anno dal governo sono giunte soltanto chiacchiere, dopo le conclusioni della commissione De Micheli che, se ha finalmente bocciato l’assurda soluzione del tunnel, ha rimesso in campo l’assurdità del ponte a due o più campate.
Vediamo insieme di stilare, quindi, un elenco delle opere previste e da programmare, magari iniziando a realizzarle a partire dal 2023:
Previsioni:
Da programmare:
Previsioni:
Nostre proposte da programmare:
Ponte sullo Stretto: va riattivato il contratto di appalto in essere e ripresi i lavori entro il 2021, ricorrendo ai fondi del Recovery Plan